Università degli Studi di Salerno

Salerno, Italia

Email

hetor@routetopa.eu

Lun-Ven

09.00-18.00

FB: progettohetor

IG: progetto_hetor

L’anfiteatro di Avella

L’anfiteatro di Avella: uno degli anfiteatri più antichi dell’epoca romana.

Ad est, non molto lontano dal centro abitato di Avella, sorge l’Anfiteatro della città antica: Abella osca, che fu poi etrusca, e sannita, per passare infine sotto la protezione di Roma.

L’anfiteatro di Avella è sicuramente uno degli esempi più antichi di questo tipo di strutture dell’epoca romana, risalente al I secolo a.C..

Al suo interno, infatti, mancano i sotterranei, implementazione più tarda in questa tipologia di arena, ed elementi di abbellimento, tipici delle strutture ludiche successive.

Fu realizzato, dunque, nello stesso periodo del vicino e più famoso anfiteatro di Pompei, di cui ricalca le dimensioni.

 

 

Storia e descrizione

La prima raffigurazione dell’anfiteatro compare sul lato di una base di statua di calcare conservata oggi nella piazza antistante il Palazzo Ducale, nel centro storico di Avella.

L’anfiteatro romano di Avella sorge nel settore sud-orientale della città antica, in un’area che era precedentemente occupata da strutture abitative del periodo sannitico.

La struttura, in opus reticulatum di tufo, fu costruita a ridosso delle mura di cinta della città, sfruttando il pendio naturale del territorio. La parte meridionale poggia su grosse costruzioni a volta destinate a reggere la media e summa cavea, quest’ultima non conservata. L’arena, invece, si trova sotto il livello circostante.

Sono ben conservati, invece, i due vomitorii principali, il podio che divideva la curva dell’arena, e dei sedili di tufo dell’ima cavea.

 

L’anfiteatro oggi

L’area archeologica dell’anfiteatro rappresenta il primo nucleo del Parco Archeologico dell’antica Abella e racchiude l’unico monumento oggi visitabile della città romana.

La struttura, nel suo complesso, è intera ma mancano, come abbiamo detto, alcuni elementi: la summa cavea, le gradinate, marmi e decori. Anche perché, per la sua realizzazione, fu utilizzato il tufo, materiale non certo tra i più adatti a resistere agli agenti atmosferici.

Eppure, ancora oggi, richiama ogni anno, migliaia di visitatori e viene utilizzato per eventi e spettacoli.

In particolare, negli ultimi anni, al suo interno sono stati organizzati concerti durante il Pomigliano Jazz.

Nato nel 1996 a Pomigliano d’Arco, città simbolo dell’industria del Mezzogiorno, il Festival è diventato un atteso appuntamento che attrae ogni anno migliaia di spettatori, una prestigiosa ribalta per musicisti locali e nazionali, un grande evento entrato nella storia del jazz e dello spettacolo dal vivo in Italia.

Per questo motivo, all’interno dell’anfiteatro, sono state installate moderne gradinate di ferro e legno. In questo modo si può sfruttare un’arena che più di 2000 anni fa è stata costruita proprio per questo stesso scopo: assistere a spettacoli.

In cantiere vi è il restauro dell’anfiteatro di Avella e la costruzione di un parco archeologico che valorizzi la zona degli scavi.

Il progetto ipotizza la realizzazione di un tracciato viario pedonale, un viale alberato, una biglietteria e un deposito.

Speriamo che tutto questo possa essere realizzato e che l’anfiteatro di Avella diventi un’attrazione turistica famosa in tutta Italia.

 

Marianna Ambrosino

Laureata in Storia e Critica d'arte presso l'Università degli Studi di Salerno. Borsista presso ISISLab all'Università degli Studi di Salerno. Social Media Manager e gestore delle attività del Progetto Hetor. Open Data specialist.

Lascia un commento