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Le varietà di mela in Campania

Scopriamo insieme le 11 varietà di mela tipiche della Campania

Una mela al giorno leva il medico di torno, si sa. Ma quando questa è tipica della nostra amata regione Campania è ancora meglio.

Nel nostro territorio, infatti, si producono ben 11 varietà di mela certificate: 10 hanno ottenuto la certificazione P.A.T. (Prodotto Agroalimentare Tipico); 1 ha ricevuto la certificazione I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta).

Quest’ultima è sicuramente la più conosciuta. Parliamo della Melannurca Campana, famosa in tutta Italia.

La melannurca, infatti, è una delle varietà italiane di melo più conosciute e più apprezzate in assoluto dai consumatori, tale da essere conosciuta come la “Regina delle mele”.

Sappiamo che essa è presente in Campania da almeno due millenni grazie ad alcuni dipinti rinvenuti negli scavi di Ercolano e, in particolare, nella Casa dei Cervi. La prima documentazione risale al I secolo d.C., ovvero al trattato di Plinio il Vecchio Naturalis Historia, in cui viene indicata come Mala Orcula in relazione al limitrofo “Orco”, ovvero il Lago d’Averno, sede degli inferi.

Questa I.G.P. è medio – piccola e di forma appiattita – rotondeggiante, ed è conosciuta soprattutto per la sua polpa croccante, compatta e bianca, gradevolmente acidula e succosa, con aroma caratteristico e profumo finissimo. La sua buccia è proprio ciò che costituisce uno dei suoi elementi principali grazie alle sue virtù salutari: altamente nutritiva per l’alto contenuto in vitamine e minerali, ricca di fibre, diuretica, particolarmente adatta ai bambini ed agli anziani, è indicata spesso nelle diete ai malati e in particolare ai diabetici.

 

Le varietà campane

Oltre alla sorella più famosa, come abbiamo accennato, esistono altre 10 varietà di mela certificate in Campania, alcune delle quali possiamo trovare già in questo mese di settembre.

Si tratta delle 3 varietà:

  • Mela capodiciuccio: La mela Capodiciuccio, o cap ‘e ciucce, è così chiamata per le sue grosse dimensioni. Il frutto è, infatti, piuttosto grande e ha una forma tendente al cono, con buccia gialla. Essa viene coltivata principalmente nelle zone interne delle province di Avellino e Salerno, maturando intorno alla terza decade di settembre. Il suo sapore è molto particolare e raffinato, simile alla cultivar golden.
  • Mela chianella: Anche questa varietà matura a settembre, e, più precisamente, intorno alla seconda decade del mese. La mela chianella è tipica dell’area collinare dell’Irpinia e in parte del Sannio, dove viene ancora coltivata nelle aziende frutticole locali. Il frutto è di medie dimensioni, con una buccia giallo-paglierino e un sapore dolce e aromatico.
  • Mela sergente: La mela sergente è una varietà che appartiene allo stesso ramo della melannurca, anche se si presenta leggermente più grande e più aromatica. Viene coltivata in quasi tutta la Campania, ed è alla base della melicoltura campana. Il suo frutto, infatti, anche se quasi soppiantato dalla melannurca, viene usato spesso come impollinatore.

Altre varietà, disponibili alcune in ottobre, altre in estate, sono:

  • Mela bianca di Grottolella: La mela bianca di Grottolella viene chiamata così proprio per la zona di produzione, che si concentra intorno all’omonimo comune nell’Avellinese. Questa varietà, che matura durante la seconda metà di ottobre, si presenta di dimensioni medio-grandi. Il suo colore è giallo-champagne e il suo sapore dolce e aromatico.
  • Mela chichedda: Anche questa varietà di mela viene coltivata nella provincia di Avellino e matura in autunno. I suoi frutti sono piccoli e rotondi, di colore giallo-verde con aree rosse e il suo sapore è dolce, con un retrogusto leggermente acidulo.
  • Mela limoncella: La mela limoncella è coltivata in quasi tutta la regione. Ha un frutto dalla forma irregolare di pezzatura medio-piccola. La sua buccia e è giallo-verde e il suo sapore dolce, dal retrogusto leggermente acidulo. La sua particolarità, data anche dai tempi di conservazione molto lunghi, è che viene utilizzata per produrre un ottimo sidro, il sidro di mela limoncella, anch’esso riconosciuto come P.A.T. campano.
  • Mela limoncellona: Questa varietà è molto simile alla precedente ma si distingue per il frutto più grande (da cui il nome) e per il sapore più dolce e aromatico. La sua produzione si concentra principalmente nell’area Agerolese.

 

  • Mela tubbiona: Anche la produzione della mela tubbiona si concentra nei pressi di Agerola, in provincia di Napoli. Essa si presenta di medie dimensioni, dal colore verde-giallo paglierino, e dal sapore aromatico. Nonostante questa varietà si coltivi sempre meno, essa resiste grazie alla sua elevata serbevolezza, che ne consente una lunga conservazione dopo la raccolta.
  • Mela zitella: La mela zitella, così chiamata per l’uso che le donne non maritate ne facevano come cosmetico, si produce nelle aree collinari e montane di Avellino e Benevento. Il suo frutto si presenta piccolo, dal colore giallo sfumato di rosso e dal sapore dolce e aromatico.
  • Mela San Giovanni: Questa varietà di mela è quella che più si differenzia dalle altre per il periodo di produzione. Essa, infatti, viene così chiamata poiché matura precocemente a fine giugno, intorno al 24, giorno di San Giovanni. Viene coltivata principalmente in provincia di Avellino, nell’Alta Ufita e tra Grottaminarda e Avellino. I suoi frutti si presentano di medie dimensioni, dal colore giallo-verde macchiato di rosso, e dal sapore leggermente acidulo.

In questo excursus vi abbiamo elencato tutte le varietà di mela certificate presenti in Campania. Ora non avete più scuse per non mangiare questo frutto salutare!

 

Marianna Ambrosino

Laureata in Storia e Critica d'arte presso l'Università degli Studi di Salerno. Borsista presso ISISLab all'Università degli Studi di Salerno. Social Media Manager e gestore delle attività del Progetto Hetor. Open Data specialist.

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