{"id":1019,"date":"2017-06-16T10:05:14","date_gmt":"2017-06-16T08:05:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.hetor.it\/site\/?p=1019"},"modified":"2017-06-16T10:05:57","modified_gmt":"2017-06-16T08:05:57","slug":"itinerari-gastronomici-in-campania-i-prodotti-i-g-p","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.hetor.it\/site\/itinerari-gastronomici-in-campania-i-prodotti-i-g-p\/","title":{"rendered":"Itinerari Gastronomici in Campania: i prodotti I.G.P."},"content":{"rendered":"<h2>9 Prodotti I.G.P. che rendono la Campania famosa in tutto il mondo<\/h2>\n<p>Il mondo dei prodotti tipici campani \u00e8 molto pi\u00f9 vasto di quanto immaginiamo, e non si limita solo ai prodotti come la pizza e la mozzarella di bufala, a cui spesso lo riduciamo. La Campania, infatti, pu\u00f2 vantare una delle tradizioni culinarie pi\u00f9 antiche, oltre che ricche, dell\u2019interno panorama gastronomico mondiale e, con i suoi quasi <strong>500 prodotti tipici<\/strong> detiene il primato in Italia insieme alla regione Toscana.<\/p>\n<p>Il territorio della regione, infatti, abbonda sia di prodotti trasformati che di materie prime agricole di pregio che sono stati suddivisi in 4 denominazioni: <strong>P.A.T.<\/strong>, <strong>S.T.G.<\/strong>, <strong>D.O.P.<\/strong> e <strong>I.G.P..<\/strong><\/p>\n<p>In questo articolo vogliamo concentrarci su questi ultimi che, insieme ai prodotti D.O.P. e alla pizza, rendono la Campania famosa in tutto il mondo. I prodotti ad <strong>Indicazione Geografica Protetta<\/strong>, infatti, contribuiscono in larga parte a rendere l\u2019Italia uno dei primi Paesi europei con il maggior numero di prodotti D.O.P. e I.G.P..<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<link rel=\"import\" href=\"http:\/\/deep.routetopa.eu\/deep\/COMPONENTS\/datalets\/columnchart-datalet\/columnchart-datalet.html\" \/><div class=\"rtpa-lazy rtpa-hide\" data-datalet=\"%3Ccolumnchart-datalet%20disable_my_space%3D%22%22%20data-url%3D%22http%3A%2F%2Fhetor.databenc.it%2Fapi%2F3%2Faction%2Fdatastore_search%3Fresource_id%3D6213a7f2-bc76-473b-b923-2c2fb7f28ad0%26amp%3Blimit%3D99999%22%20selectedfields%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BXAxis%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BTipologia%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A1%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BNumericYAxis%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BCOUNT%28Denominazione%29%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A1%7D%2Cnull%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BCategories%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BTipo%20di%20certificazione%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A2%7D%5D%22%20filters%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BTipo%20di%20certificazione%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3Bcontains%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BI.G.P.%26quot%3B%2C%26quot%3BlogicalOperator%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Blp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Brp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BTipo%20di%20certificazione%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3Bcontains%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BD.O.P.%26quot%3B%2C%26quot%3BlogicalOperator%26quot%3B%3A%26quot%3BOR%26quot%3B%2C%26quot%3Blp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Brp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%7D%5D%22%20aggregators%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BTipologia%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3BGROUP%20BY%26quot%3B%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BTipo%20di%20certificazione%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3BGROUP%20BY%26quot%3B%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BDenominazione%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3BCOUNT%26quot%3B%7D%5D%22%20orders%3D%22%5B%5D%22%20x-axis-label%3D%22Tipologia%20dei%20prodotti%22%20y-axis-label%3D%22Quantit%C3%A0%20dei%20prodotti%22%20suffix%3D%22%22%20legend%3D%22topRight%22%20data-labels%3D%22true%22%20stack%3D%22false%22%20theme%3D%22themeDarkUnica%22%20datalettitle%3D%22Prodotti%20D.O.P.%20e%20I.G.P.%22%20description%3D%22Quantit%C3%A0%20di%20prodotti%20in%20Campania%20divisi%20per%20tipologia%22%20%3C%3D%22%22%20columnchart-datalet%3D%22%22%3E%3C%2Fcolumnchart-datalet%3E\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Indicazione Geografica Protetta (I.G.P.) \u00e8 un marchio di tutela giuridica attribuito dall\u2019Unione Europea solo ai prodotti di pregio, ottenuti in zone fortemente vocate dalle quali prendono il nome e traggono le loro caratteristiche. Per poter utilizzare il marchio I.G.P. \u00e8 necessario sottoporre il processo produttivo ad una serie di rigorosi controlli che ne certifichino la conformit\u00e0 al Disciplinare di Produzione.<\/p>\n<p>In Campania, i prodotti che hanno ricevuto questa certificazione sono<strong> 9<\/strong>: Nocciola di Giffoni, Marrone di Roccadaspide, Castagna di Montella, Carciofo di Paestum, Limone Costa D\u2019Amalfi, Limone di Sorrento, Melannurca Campana, Vitellone Bianco dell\u2019Appennino Centrale, Pasta di Gragnano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<link rel=\"import\" href=\"http:\/\/deep.routetopa.eu\/deep\/COMPONENTS\/datalets\/datatable-datalet\/datatable-datalet.html\" \/><div class=\"rtpa-lazy rtpa-hide\" data-datalet=\"%3Cdatatable-datalet%20disable_my_space%3D%22%22%20data-url%3D%22http%3A%2F%2Fhetor.databenc.it%2Fapi%2F3%2Faction%2Fdatastore_search%3Fresource_id%3D6213a7f2-bc76-473b-b923-2c2fb7f28ad0%26amp%3Blimit%3D99999%22%20selectedfields%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BColumn%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BDenominazione%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A3%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BColumn%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BTipo%20di%20certificazione%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A13%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BColumn%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BLocalit%C3%A0%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A9%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BColumn%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BEventi%20collegati%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A6%7D%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%5D%22%20filters%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BTipo%20di%20certificazione%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3Bcontains%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BI.G.P.%26quot%3B%2C%26quot%3BlogicalOperator%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Blp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Brp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%7D%5D%22%20aggregators%3D%22%5B%5D%22%20orders%3D%22%5B%5D%22%20datalettitle%3D%22Prodotti%20I.G.P.%22%20description%3D%22Localit%C3%A0%20in%20cui%20trovarli%20ed%20eventi%20collegati%22%20%3C%3D%22%22%20datatable-datalet%3D%22%22%3E%3C%2Fdatatable-datalet%3E\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Nocciola di Giffoni<\/h3>\n<p>La produzione di nocciole \u00e8 uno dei settori italiani di eccellenza e riguarda, in particolare, il Lazio (al primo posto nella produzione italiana), il Piemonte, la Campania e la Sicilia. La Campania si posiziona al secondo posto in questo panorama, con una produzione costituita per il 90% proprio dalla <strong>Tonda di Giffoni<\/strong>, definita la Regina Mondiale delle Nocciole.<\/p>\n<p>Grazie alla sua forma perfettamente rotondeggiante, la polpa bianca e consistente, il suo sapore aromatico e la pellicola facilmente staccabile, questa I.G.P. si presta bene alla tostatura ma anche alla calibratura e alla pelatura: \u00e8 quindi molto richiesta sia per il consumo diretto sia a livello industriale, specialmente nell&#8217;industria dolciaria, grazie anche ai suoi valori nutritivi.<\/p>\n<p>La coltivazione di questa nocciola in Campania \u00e8 molto antica. Numerose testimonianze provengono dalla letteratura latina, gi\u00e0 a partire dal III secolo a.C., e da diversi reperti archeologici: sono stati rinvenuti dei resti carbonizzati di questa nocciola che, oggi, sono esposti al Museo Nazionale di Napoli.<\/p>\n<p>La diffusione di questa coltura, partita proprio dalla Campania, \u00e8 iniziata gi\u00e0 nel XVII secolo, quando il suo commercio iniziava ad avere una vera e propria rilevanza economica. Nel \u2018900, poi, questo prodotto ha registrato una fortissima espansione colturale, proprio in relazione alla forte richiesta da parte dell\u2019industria dolciaria.<\/p>\n<p>L&#8217;area di produzione della Nocciola di Giffoni I.G.P. \u00e8 concentrata nel salernitano, soprattutto nella <strong>valle dell&#8217;Irno<\/strong> e nella zona dei <strong>Monti Picentini<\/strong> dove sono ubicati i 12 comuni interessati: Acerno, Baronissi, Calvanico, Castiglione del Genovesi, Fisciano, Giffoni Sei Casali, Giffoni Valle Piana, Montecorvino Pugliano, Montecorvino Rovella, Olevano sul Tusciano, San Cipriano Picentino, San Mango Piemonte. E\u2019 proprio in queste aree, infatti, che il territorio di origine vulcanica offre le migliori condizioni di fertilit\u00e0 e, in generale, le propriet\u00e0 qualitative che costituiscono le caratteristiche della Tonda.<\/p>\n<p>Tutte queste caratteristiche non hanno tardato a far conferire alla Nocciola di Giffoni la sua <strong>certificazione I.G.P. nel 1997<\/strong>, riconosciuta con Regolamento (CE) n. 2325\/97 successivamente modificato con Regolamento (CE) 1257\/2006.<\/p>\n<p>Della sua promozione, valorizzazione e tutela, insieme alle attivit\u00e0 di vigilanza sul corretto uso della denominazione, se ne occupa il <strong>Consorzio di Tutela Nocciola di Giffoni I.G.P.<\/strong>, incaricato dal MiPAAF con D.M. n. 10300 del 31\/05\/2011.<\/p>\n<h3>Marrone di Roccadaspide<\/h3>\n<p>Sempre della provincia di Salerno \u00e8 tipico il <strong>Marrone di Roccadaspide<\/strong>, il cui nome deriva dall\u2019ecotipo da cui proviene. Esso fa parte del gruppo genetico di castagne presenti nel territorio Campano riferibili alla cultivar madre del \u201cMarrone di Avellino\u201d.<\/p>\n<p>Le caratteristiche distintive del Marrone di Roccadaspide sono rappresentate da una pezzatura media dei frutti, di forma prevalentemente semisferica, dalla buccia sottile di color castano bruno con sfumature rossastre che \u00e8 facilmente distaccabile. Ha un notevole contenuto zuccherino che lo rende molto gradito per il consumo allo stato fresco ma anche per l\u2019utilizzo nella produzione di marron glac\u00e9s, marmellate, castagne al rum, puree e deliziosi dolci tipici della tradizione.<br \/>\nPer le sue caratteristiche \u00e8 tra le poche variet\u00e0 di castagne campane a potersi definire botanicamente e merceologicamente di tipo \u201cmarrone\u201d.<\/p>\n<p>Questo I.G.P. \u00e8 considerato, insieme alla Castagna di Montella e a quella di Serino, tra le migliori castagne prodotte in Campania; ci\u00f2 non solo per la qualit\u00e0 intrinseca della variet\u00e0, ma anche per il terreno e il clima favorevole che contribuiscono ad esaltare il livello qualitativo del prodotto.<\/p>\n<p>La sua produzione, come per le altre castagne della Campania, \u00e8 molto antica e risale gi\u00e0 all\u2019XII secolo. Ne danno testimonianza i preziosi manoscritti conservati nell\u2019archivio della Badia di Cava che documentano l\u2019esistenza di questi castagneti gi\u00e0 nel 1183-84. La diffusione significativa del Marrone di Roccadaspide deve molto anche ai Monaci Basiliani e Benedettini, come confermano alcuni ritrovamenti archeologici a Moio della Civitella e a Gioi Cilento.<\/p>\n<p>Ma la vera svolta della castanicoltura cilentana avvenne quando, a partire dal secolo scorso, le produzioni dell\u2019area, date le loro caratteristiche pregiate e i miglioramenti delle tecniche di coltivazione, si sono progressivamente affermate sui mercati internazionali. Negli anni \u201940, poi, fu effettuata una massiccia azione di innesto che estese la zona di produzione di questo pregiato prodotto anche fuori da Roccadaspide.<\/p>\n<p>La zona di produzione di questo prodotto \u00e8, oggi, localizzata nella <strong>provincia di Salerno<\/strong> ed in particolare nell&#8217;areale che comprende gli Alburni, il Calore salernitano e una parte del Cilento, coincidente in larga misura con il territorio del Parco del Cilento e Vallo di Diano, e comprendente circa 70 Comuni.<\/p>\n<p>Nei primi anni 2000, su iniziativa della comunit\u00e0 locale e della cooperativa \u201cIl Marrone\u201d, il prodotto ha ottenuto un riconoscimento e una tutela formati da parte delle istituzioni; nel <strong>2008<\/strong>, questo ha portato al riconoscimento ufficiale come<strong> I.G.P.<\/strong> (ai sensi del Reg. CE n. 510\/06, con Regolamento n. 284\/2008).<\/p>\n<h3>Castagna di Montella<\/h3>\n<p>Come gi\u00e0 accennato prima, insieme al Marrone di Roccadaspide si posiziona ai primi posti nella produzione di castagne in Campania anche la <strong>Castagna di Montella<\/strong>. Sicuramente le motivazioni sono da ricercare, oltre che nella qualit\u00e0 intrinseca della variet\u00e0, anche nella composizione dei terreni in cui si produce, nel clima favorevole e nelle competenze acquisite dai castanicoltori.<\/p>\n<p>Il frutto ha ricevuto la Denominazione di Origine Controllata (D.O.C.) nel 1987, diventando l\u2019unico caso in Italia di prodotto ortifrutticolo con tale certificazione. Nel <strong>1992<\/strong>, poi, la Commissione UE, con Regolamento CEE N. 2081\/92 ha attribuito alla Castagna di Montella il riconoscimento di Indicazione geografica protetta, che si sostituisce al precedente.<\/p>\n<p>Si tratta di castagne prodotte per il 90% dalla variet\u00e0 <em>Palummina<\/em> (il cui nome deriva dalla forma del frutto, che ricorda una colomba, <em>palomma<\/em> in dialetto) e per il restante 10% dalla variet\u00e0 Verdole. Esse sono solitamente di pezzatura media o medio \u2013 piccola, dalla forma rotondeggiante e dalla base piatta, con la sommit\u00e0 pelosa; il seme ha polpa bianca, \u00e8 croccante ed \u00e8 di sapore dolce. Queste caratteristiche rendono la Castagna di Montella adatta non solo all\u2019utilizzo allo stato fresco o secco, ma anche a quello nell\u2019industria di trasformazione, per uso marron glac\u00e9s, marmellate, puree e dolci.<\/p>\n<p>Le sue origini sono molto antiche: secondo alcuni, infatti, l\u2019importazione del castagno dall\u2019Asia Minore risalirebbe al VI \u2013 V secolo a.C.. Gi\u00e0 in epoca longobarda, poi, se ne intu\u00ec l\u2019importanza e fu emanata la prima legge per la tutela del frutto che, evidentemente, era considerato un prodotto prezioso. Basti pensare, infatti, all\u2019importanza che assunse in epoca medievale la farina di castagna, soprattutto negli assedi di citt\u00e0 e castelli grazie alla possibilit\u00e0 di lunga conservazione.<\/p>\n<p>La produzione della Castagna di Montella si concentra nell&#8217;area del <strong>Terminio &#8211; Cervialto<\/strong> ed \u00e8 limitata in particolare ai territori dei comuni di Montella, Bagnoli Irpino, Cassano Irpino, Nusco, Volturara Irpina e Montemarano. Tuttavia, una parte della produzione \u00e8 giunta anche negli Stati Uniti e in Canada in seguito alle emigrazioni del XIX secolo.<\/p>\n<p>Sicuramente, dunque, la Castagna di Montella \u00e8 un prodotto di grande importanza nella produzione ortifrutticola nazionale e internazionale; della sua tutela, infatti, se ne occupa la Cooperativa Castagne di Montella, mentre il Consorzio di Tutela \u00e8 in via di costituzione.<\/p>\n<link rel=\"import\" href=\"http:\/\/deep.routetopa.eu\/deep\/COMPONENTS\/datalets\/piechart-datalet\/piechart-datalet.html\" \/><div class=\"rtpa-lazy rtpa-hide\" 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di Paestum<\/h3>\n<p>Protetto dal consorzio di tutela dal 2012, invece, \u00e8 il <strong>Carciofo di Paestum<\/strong>, <strong>I.G.P. dal 2004<\/strong> (ai sensi del Reg. CE n. 2081\/92, con Regolamento (CE) n. 465\/2004).<\/p>\n<p>Conosciuto anche con il nome di<strong> Tondo di Paestum<\/strong>, questo carciofo \u00e8 ascrivibile al gruppo genetico dei carciofi di tipo \u201cRomanesco\u201d, ecotipo locale da cui deriva ma da cui si distingue per il carattere di precocit\u00e0 di maturazione, che gli consente di essere presente sul mercato prima di ogni altro carciofo di questo tipo.<\/p>\n<p>Questa caratteristica, insieme all\u2019aspetto rotondeggiante dei capolini, l\u2019assenza di spine e la sua tenerezza, ha consacrato la sua fama tra i consumatori. Notoriet\u00e0 che \u00e8, sicuramente, anche frutto dell\u2019accurata e laboriosa tecnica di coltivazione degli operatori agricoli della Piana del Sele, dove si coltiva principalmente, e del clima fresco e piovoso durante il lungo periodo di produzione (febbraio \u2013 maggio).<\/p>\n<p>Le qualit\u00e0 intrinseche di questo I.G.P. consentono a questo prodotto di essere molto apprezzato in cucina, dove viene utilizzato nella preparazione di svariate ricette tipiche e di piatti locali come la pizza con i carciofini, la crema e il pasticcio ai carciofi, particolarmente graditi ai tanti turisti che visitano la Piana del Sele e in particolare i Templi di Paestum.<\/p>\n<p>Quella del carciofo \u00e8 diventata, a partire dagli anni &#8217;70, una delle coltivazioni pi\u00f9 importanti della <strong>Piana del Sele,<\/strong> in provincia di Salerno, e, in particolare, dei comuni di Agropoli, Albanella, Altavilla Silentina, Battipaglia, Bellizzi, Campagna, Capaccio, Cicerale, Eboli, Giungano, Montecorvino Pugliano, Ogliastro Cilento, Pontecagnano Faiano, Serre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Limone Costa D\u2019Amalfi e Limone di Sorrento<\/h3>\n<p>Il limone \u00e8 uno dei frutti pi\u00f9 diffusi nei comuni della penisola sorrentino \u2013 amalfitana e, in particolare, dei comuni di Maiori, Minori, Amalfi, Sorrento e Massa Lubrense.<br \/>\nEntrambe le coltivazioni sono molto antiche: si ha traccia del Limone Costa D\u2019Amalfi gi\u00e0 in epoca medievale, e di quello Sorrentino gi\u00e0 nel Rinascimento.<\/p>\n<p>Il <strong>limone Costa D\u2019Amalfi<\/strong> fu introdotto dagli Arabi nel corso della loro espansione e delle loro conquiste, in Spagna, in Sicilia e in Campania. Ma la vera diffusione avvenne durante il Medioevo quando si scopr\u00ec che le sue propriet\u00e0 favorivano la guarigione dello scorbuto, malattia dovuta a carenza di vitamina C, di cui questi agrumi sono notoriamente ricchi.<\/p>\n<p>Il nome della variet\u00e0 <strong>Sfusato Amalfitano<\/strong>, che d\u00e0 luogo alla Indicazione Geografica Protetta &#8220;Limone Costa d&#8217;Amalfi&#8221;, deriva dalle sue due caratteristiche pi\u00f9 importanti: la forma affusolata del frutto (da cui il termine &#8220;sfusato&#8221;) e la zona in cui si \u00e8 sviluppato.<\/p>\n<p>E\u2019 un prodotto dalle caratteristiche molto pregiate (la buccia spessa, la polpa succosa, l\u2019aroma e il profumo intensi, la quasi assenza si semi) che lo rendono particolarmente adatto all\u2019utilizzo in cucina, sia al naturale (nell\u2019insalata, sulle carni, sul pesce) sia come ingrediente. Viene usato, infatti, non solo per il celebre liquore di limoni ma anche per il \u201ccaff\u00e8 al limone\u201d, servito da alcuni bar della zona, e per prodotti quali le delizie, i bab\u00e0 al limoncello, le torte, i profitteroles e altri dolci tipici della tradizione.<\/p>\n<p>L\u2019insieme di queste caratteristiche ha fatto s\u00ec che nel <strong>2001<\/strong> gli venisse conferita la <strong>certificazione I.G.P.<\/strong> (ai sensi del Reg. CE n. 2081\/92, con Regolamento (CE) n. 1356 del 4.07.2001) e che, solo due anni dopo, venisse costituito il <strong>Consorzio di Tutela del Limone Costa D\u2019Amalfi<\/strong>.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il <strong>Limone di Sorrento<\/strong>, invece, la sua diffusione in Campania \u00e8 documentata gi\u00e0 a partire dal 1500 ma antenati dell\u2019attuale ovale sorrentino risalgono gi\u00e0 all\u2019epoca dei romani. Negli scavi di Ercolano e Pompei sono stati, infatti, trovati numerosi dipinti che raffigurano limoni molto simili a quelli odierni di Sorrento.<br \/>\nIl prodotto \u00e8 un ecotipo locale della specie Citrus Limone noto come Limone di Massa o Massese (Cultivar Massese) e, pi\u00f9 comunemente, come <strong>Ovale di Sorrento<\/strong>.<\/p>\n<p>Il limone di Sorrento \u00e8 un prodotto che si distingue dagli altri prodotti simili grazie alle sue peculiari caratteristiche: dimensioni medio \u2013 grosse, forma ellittica, serbevolezza ed aroma. Le caratteristiche di qualit\u00e0 di questo IGP sono esaltate dalle particolari tecniche di produzione, ancora legate alla coltivazione delle piante sotto le famose <em>pagliarelle<\/em>, stuoie di paglia che vengono appoggiate a pali di sostegno di legno, solitamente di castagno, a copertura delle chiome degli alberi, al fine di proteggerli soprattutto dal freddo e dal vento e per conseguire anche un ritardo della maturazione dei frutti, che rappresenta uno dei principali elementi di tipicit\u00e0 di questa produzione.<br \/>\nViene utilizzato anch\u2019esso per numerosi piatti della tradizione, come le delizie, i bab\u00e0 al limoncello e il sorbetto al limone.<\/p>\n<p>L\u2019Ovale di Sorrento ha ricevuto la sua <strong>certificazione I.G.P. nel 2000<\/strong> (ai sensi del Reg. CE n. 2081\/92, con Regolamento (CE) n. 2446\/2000) e, come lo sfusato, due anni dopo, nel 2002, \u00e8 stato costituito il <strong>Consorzio di Tutela del Limone di Sorrento<\/strong>, ente preposto alla la valorizzazione, promozione e commercializzazione del prodotto.<\/p>\n<h3>Melannurca Campana<\/h3>\n<p>Altro prodotto di spicco dell\u2019agricoltura Campana \u00e8 la <strong>Melannurca<\/strong>, una delle variet\u00e0 italiane di melo pi\u00f9 conosciute e pi\u00f9 apprezzate in assoluto dai consumatori, tale da essere conosciuta come la \u201cRegina delle mele\u201d.<\/p>\n<p>Sappiamo che essa \u00e8 presente in Campania da almeno due millenni grazie ad alcuni dipinti rinvenuti negli scavi di Ercolano e, in particolare, nella Casa dei Cervi. La prima documentazione risale al I secolo d.C., ovvero al trattato di Plinio il Vecchio <em>Naturalis Historia<\/em>, in cui viene indicata come <em>Mala Orcula<\/em> in relazione al limitrofo \u201cOrco\u201d, ovvero il Lago d\u2019Averno, sede degli inferi.<\/p>\n<p>La melannurca presenta due variet\u00e0: la <strong>Sergente<\/strong>, dal sapore acidulo e la buccia striata di colore giallo-verde; la <strong>Caporale<\/strong>, dal sapore dolce e di colore rosso.<\/p>\n<p>Questa I.G.P. \u00e8 medio \u2013 piccola e di forma appiattita \u2013 rotondeggiante, ed \u00e8 conosciuta soprattutto per la sua polpa croccante, compatta e bianca, gradevolmente acidula e succosa, con aroma caratteristico e profumo finissimo. La sua buccia \u00e8 proprio ci\u00f2 che costituisce uno dei suoi elementi principali grazie alle sue virt\u00f9 salutari: altamente nutritiva per l&#8217;alto contenuto in vitamine e minerali, ricca di fibre, diuretica, particolarmente adatta ai bambini ed agli anziani, \u00e8 indicata spesso nelle diete ai malati e in particolare ai diabetici.<\/p>\n<p>Queste caratteristiche sono esaltate dalla pratica di maturazione dei frutti nei melai, i quali sono disposti su file esponendo alla luce la parte meno arrossata, venendo poi periodicamente rigirati ed accuratamente scelti, scartando quelli intaccati o marciti.<\/p>\n<p>Apprezzata, quindi, allo stato naturale, la melannurca viene utilizzata anche per la produzione di succhi, liquori e dolci tradizionali (crostate, sfogliatelle, mele cotte).<\/p>\n<p>Nel marzo <strong>2006<\/strong> la la denominazione Melannurca Campana \u00e8 stata riconosciuta quale Indicazione Geografica Protetta (ai sensi del Reg. CE n. 2081\/92, con Regolamento (CE) n. 417\/2006) e nel 2007 ne \u00e8 stato riconosciuto il <strong>Consorzio di tutela Melannurca Campania<\/strong>, costituitosi gi\u00e0 nel 2005.<\/p>\n<h3>Vitellone Bianco dell\u2019Appennino Centrale<\/h3>\n<p>Il <strong>vitellone bianco dell\u2019Appenino Centrale<\/strong> \u00e8 l\u2019unico prodotto di carne ad Indicazione Geografica Protetta in Campania ed \u00e8, ad oggi, l&#8217;unico marchio di qualit\u00e0 per le carni bovine fresche approvato dalla Comunit\u00e0 Europea per l&#8217;Italia. Si produce nelle aree interne collinari e montane degli <strong>Appenini Centrali<\/strong>, dal Tosco-Emiliano fino alla Campania, in cui sono comprese le province di Benevento ed Avellino.<\/p>\n<p>Questa denominazione \u00e8 riferita alle carni provenienti da bovini, maschi e femmine, esclusivamente di razza Chianina, Marchigiana e Romagnola, di et\u00e0 compresa fra i 12 ed i 24 mesi. Caratteristiche tipiche di questo animale sono la pigmentazione apicale nera, il mantello bianco e la precocit\u00e0 di maturazione.<\/p>\n<p>L\u2019eccellente qualit\u00e0 delle carni, che si presentano magre, sapide e a basso contenuto di colesterolo, si vede nel colore rosso vivo, la grana fine, la consistenza e l\u2019elasticit\u00e0. Qualit\u00e0 che derivano dalla razza dell&#8217;animale e dal regime alimentare durante il periodo dell&#8217;ingrassamento, e che la rendono un sinonimo di garanzia e bont\u00e0 per la salute, grazie anche all\u2019alto tasso di proteine e ferro in essa contenute.<\/p>\n<p>Le razze <strong>Chianina<\/strong>, <strong>Marchigiana<\/strong> e <strong>Romagnola<\/strong> hanno origine in epoca etrusca: in vaste aree dell\u2019Appennino centrale erano allevati, infatti, animali riconducibili alle razze su indicate, contraddistinti dal mantello bianco e dal notevole sviluppo somatico. Tutte e tre derivano dallo stesso ceppo podolico, quello del <em>Bos Taurus Primigenius<\/em>; in particolare, per\u00f2, la Marchigiana, che \u00e8 quella maggiormente diffusa in Campania, discende dall\u2019unione delle altre due razze. Questo incrocio avvenne intorno alla met\u00e0 dell\u2019800 da parte degli allevatori marchigiani e completato nel secolo scorso.<\/p>\n<p>L\u2019indicazione Geografica Protetta \u00e8 stata riconosciuta nel <strong>1998<\/strong> con Regolamento n. 134\/98 (pubblicato sulla GUCE n. L 15\/98 del 21 gennaio 1998), mentre il riconoscimento al <strong>Consorzio di Tutela del Vitellone Bianco dell\u2019Appennino Centrale<\/strong> \u00e8 arrivato solo nel 2004.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<link rel=\"import\" href=\"http:\/\/deep.routetopa.eu\/deep\/COMPONENTS\/datalets\/piechart-datalet\/piechart-datalet.html\" \/><div class=\"rtpa-lazy rtpa-hide\" data-datalet=\"%3Cpiechart-datalet%20disable_my_space%3D%22%22%20data-url%3D%22http%3A%2F%2Fhetor.databenc.it%2Fapi%2F3%2Faction%2Fdatastore_search%3Fresource_id%3D6213a7f2-bc76-473b-b923-2c2fb7f28ad0%26amp%3Blimit%3D99999%22%20selectedfields%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BSliceLabels%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BTipologia%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A1%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BSliceSizes%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BCOUNT%28Denominazione%29%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A1%7D%5D%22%20filters%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BTipo%20di%20certificazione%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3Bcontains%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BI.G.P.%26quot%3B%2C%26quot%3BlogicalOperator%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Blp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Brp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%7D%5D%22%20aggregators%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BTipologia%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3BGROUP%20BY%26quot%3B%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BDenominazione%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3BCOUNT%26quot%3B%7D%5D%22%20orders%3D%22%5B%5D%22%20suffix%3D%22%22%20legend%3D%22topRight%22%20data-labels%3D%22true%22%20donut%3D%22false%22%20theme%3D%22themeGridLight%22%20datalettitle%3D%22Prodotti%20I.G.P.%22%20description%3D%22Quantit%C3%A0%20per%20ogni%20tipologia%22%20%3C%3D%22%22%20piechart-datalet%3D%22%22%3E%3C%2Fpiechart-datalet%3E\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Pasta di Gragnano<\/h3>\n<p>Ultimo prodotto I.G.P. campano, ma non meno importante, \u00e8 la <strong>Pasta di Gragnano<\/strong>, uno dei fiori all\u2019occhiello del territorio napoletano e della citt\u00e0 di Gragnano. E\u2019 in questa citt\u00e0 che la produzione di questa pasta affonda le sue radici. La storia data l\u2019origine della fama di Gragnano come patria della produzione della pasta al 1845, quando il re Ferdinando II di Borbone, durante un pranzo concesse ai pastai gragnanesi il privilegio di fornire la corte di tutte le paste lunghe.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 le sue origini sono di gran lunga pi\u00f9 lontane, al tempo dei romani, quando si inizi\u00f2 a macinare il grano per trasformarlo in farina che serviva per la produzione del pane. Col passare del tempo, poi, la necessit\u00e0 per le classi povere di avere un minimo di scorte alimentari, fece nascere la produzione della pasta secca. Questa pratica si svilupp\u00f2 molto nel corso degli anni, in particolare nella citt\u00e0 di Gragnano, poich\u00e9, gi\u00e0 nel 1500, ci si rese conto che la sua posizione geografica era particolarmente indicata per la produzione della pasta. Gragnano, infatti, sorge in cima ad una valle, sulla quale sfociano numerose fonti montane la cui acqua sorgiva conferisce alla pasta un sapore unico, mentre il suo clima caldo e ventilato ne favorisce l\u2019essiccazione che, anticamente, avveniva all\u2019aperto.<\/p>\n<p>I primi pastifici nacquero nel XVII secolo e ben presto la citt\u00e0 divenne un centro industriale molto rinomato, ricco di aziende che, ancora oggi, seguono le stesse regole di lavorazione di un tempo. L\u2019arte del fare la pasta, infatti, \u00e8 stata tramandata in questa terra di generazione in generazione e alcune tecniche sono ancora oggi determinanti per l\u2019ottenimento di un prodotto di qualit\u00e0: l\u2019utilizzo della semola di grano duro e la trafilatura in bronzo. Quest\u2019ultima, in particolare, conferisce alla pasta quella rugosit\u00e0 tipica che le permette di trattenere alla perfezione il condimento.<\/p>\n<p>La pasta di Gragnano, insomma, \u00e8 il prodotto realizzato all\u2019interno del comune di Gragnano e ottenuto solo dall\u2019impasto della semola di grano duro con l\u2019acqua della falda acquifera locale, con un profumo di grano maturo, un sapore sapido, un gusto deciso e un colore giallo paglierino. Queste sono le caratteristiche che, nel <strong>2013<\/strong> (con Regolamento (CE) n\u00ba 969\/2013 della Commissione del 2 ottobre 2013), hanno permesso di ricevere la denominazione I.G.P.<\/p>\n<p>Attualmente a Gragnano sono attive decine di pastifici, otto dei quali sono confluiti nel <strong>Consorzio Gragnano Citt\u00e0 della Pasta<\/strong>, fondato nel 2003 con l\u2019obiettivo di difendere e rilanciare la tradizione di Gragnano.<\/p>\n<h3>Ora che li conoscete un po\u2019 meglio, non vi resta che assaggiarli tutti.<\/h3>\n<link rel=\"import\" href=\"http:\/\/deep.routetopa.eu\/deep\/COMPONENTS\/datalets\/columnchart-datalet\/columnchart-datalet.html\" \/><div class=\"rtpa-lazy rtpa-hide\" data-datalet=\"%3Ccolumnchart-datalet%20disable_my_space%3D%22%22%20data-url%3D%22http%3A%2F%2Fhetor.databenc.it%2Fapi%2F3%2Faction%2Fdatastore_search%3Fresource_id%3D6213a7f2-bc76-473b-b923-2c2fb7f28ad0%26amp%3Blimit%3D99999%22%20selectedfields%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BXAxis%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BTipologia%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A1%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BNumericYAxis%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BCOUNT%28Denominazione%29%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A1%7D%2Cnull%5D%22%20filters%3D%22%5B%5D%22%20aggregators%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BTipologia%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3BGROUP%20BY%26quot%3B%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BDenominazione%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3BCOUNT%26quot%3B%7D%5D%22%20orders%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BCOUNT%28Denominazione%29%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3BDESC%26quot%3B%7D%5D%22%20x-axis-label%3D%22%22%20y-axis-label%3D%22%22%20suffix%3D%22%22%20legend%3D%22false%22%20data-labels%3D%22true%22%20stack%3D%22false%22%20theme%3D%22themeSandSignika%22%20datalettitle%3D%22Prodotti%20tipici%22%20description%3D%22Divisione%20per%20tipologia%22%20%3C%3D%22%22%20columnchart-datalet%3D%22%22%3E%3C%2Fcolumnchart-datalet%3E\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"slide-text-bg2\">\n<h3>9 Prodotti I.G.P. che rendono la Campania famosa in tutto il mondo Il mondo dei prodotti tipici campani \u00e8 molto<\/h3>\n<\/div>\n<div class=\"flex-btn-div\"><a href=\"http:\/\/www.hetor.it\/site\/itinerari-gastronomici-in-campania-i-prodotti-i-g-p\/\" class=\"btn1 flex-btn\">Leggi tutto<\/a><\/div>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":1024,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[19],"tags":[],"coauthors":[7],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v23.0 - 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