{"id":1204,"date":"2017-07-28T06:48:53","date_gmt":"2017-07-28T04:48:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.hetor.it\/site\/?p=1204"},"modified":"2017-07-28T06:48:53","modified_gmt":"2017-07-28T04:48:53","slug":"estate-in-costiera-amalfitana-itinerario","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.hetor.it\/site\/estate-in-costiera-amalfitana-itinerario\/","title":{"rendered":"Estate in Costiera Amalfitana"},"content":{"rendered":"<h2>Ecco la terza ed ultima parte dell&#8217;itinerario creato ad hoc per i lettori di Hetor tra le bellezze della Costiera Amalfitana.<\/h2>\n<h3>Amalfi: tra mito e realt\u00e0<\/h3>\n<p>La mitologia vuole che questa citt\u00e0 traesse il nome da una ninfa, <strong>Amalfi<\/strong> appunto, amata da Ercole. Il loro, per\u00f2, era un amore destinato a essere passionale ma breve: la ninfa mor\u00ec improvvisamente e l\u2019eroe, profondamente afflitto dalla tragedia e con il cuore a pezzi, decise che la sua amata dovesse avere una sepoltura che potesse ricordarla nel tempo.<\/p>\n<p>Ercole voleva seppellire l\u2019amata in una terra che fosse degna di ospitare cotanta bellezza per cui si mise alla ricerca del posto perfetto, riuscendo a individuarlo in una terra dalle coste frastagliate in cui mare e cielo si sposavano all\u2019orizzonte: si imbatt\u00e9 cos\u00ec in un piccolo villaggio la cui natura rigogliosa e il cui paesaggio incantato lo conquistarono al punto che decise di adornarlo con quegli alberi dai frutti pastosi, profumati e squillanti di sole che aveva rubato al Giardino delle Esperidi e che regalarono al luogo un profumo caratteristico. In questo villaggio, Ercole decise di dire addio alla sua adorata Amalfi, affidandone i resti alla cittadina costiera che battezz\u00f2 con il nome dell\u2019amata.<\/p>\n<p>E quei frutti pastosi con cui l\u2019eroe adorn\u00f2 il villaggio, oggi sono noti come i limoni di Amalfi, diventati la gioia e l\u2019orgoglio dei suoi abitanti.<\/p>\n<p>La storia invece tramanda che Amalfi fu inizialmente fondata, lungo la costa e con la denominazione di <strong>Melphes<\/strong>, da alcuni romani diretti verso Costantinopoli. Questi ultimi decisero, dopo poco, di trasferirsi in un tratto pi\u00f9 riparato della costiera salernitana costituendo il primo nucleo della novella citt\u00e0 soprannominata <strong>Amelphes<\/strong>. Data la posizione geografica, fin da subito gli amalfitani furono inclini a sviluppare un commercio marittimo, tanto da farla diventare la prima <strong>Repubblica Marinara<\/strong>.<\/p>\n<p>Tra le maggiori testimonianze della sua grandezza, vi furono le <strong>Tavole Amalfitane<\/strong>, un codice che raccoglieva norme di diritto marittimo che rest\u00f2 attuale per tutta la durata del Medioevo.<br \/>\nNegli anni \u201960, quelli del boom economico e della dolce vita romana che, in estate, viveva tra Capri ed Amalfi, registi, artisti d\u2019ogni genere ed avventurieri sono passati per la costiera, da questo splendido connubio di arte e natura sono nati amori appassionati ed opere d\u2019arte.<\/p>\n<p>Senza dubbio il prodotto per eccellenza, indiscusso protagonista della produzione Amalfitana e dell\u2019intera Costiera, \u00e8 il <strong>Limone Costa d&#8217;Amalfi I.G.P.<\/strong>. Questo frutto presenta caratteristiche esclusive, che lo rendono famoso nel mondo. Si tratta di un limone di categoria <em>sfusato<\/em>, e si differenzia dai limoni della vicina area sorrentina per le diverse modalit\u00e0 di coltivazione e per propriet\u00e0 organolettiche differenti.<\/p>\n<p>Il Limone Costa d&#8217;Amalfi I.G.P. \u00e8 un prodotto dalle caratteristiche molto pregiate e rinomate: \u00e8 caratterizzato da una forma ellittica allungata, la buccia \u00e8 di medio spessore, di colore giallo particolarmente chiaro, con un aroma e un profumo intensi grazie alla ricchezza di oli essenziali e terpeni (carattere ritenuto di pregio per la produzione del liquore di limoni). La polpa \u00e8 succosa e moderatamente acida, con scarsa presenza di semi. E&#8217; inoltre un limone di dimensioni medio-grosse (almeno 100 grammi per frutto).<\/p>\n<p>I limoni della Costa d\u2019Amalfi sono utilizzati anche per produrre ottimi <strong>liquori<\/strong> tra i quali spicca il <strong>limoncello<\/strong>, senza dubbio quello pi\u00f9 famoso, considerato <em>\u201cl\u2019oro giallo\u201d<\/em> della Costa d\u2019Amalfi.<br \/>\nLa produzione, da parte di diverse aziende che negli anni si sono specializzati nel loro prodotto, avviene mediante l\u2019utilizzo di soli limoni locali.<\/p>\n<p>Il limoncello \u00e8 semplice da preparare e non richiede l\u2019aggiunta di coloranti, additivi o conservanti: ci\u00f2 garantisce di poter assaporare il gusto unico del prodotto. La buccia dell\u2019agrume coltivato in Costa d\u2019Amalfi \u00e8 ricca di oli essenziali e viene utilizzata per la produzione del liquore stesso, con l\u2019aggiunta di alcool, acqua e zucchero: la semplicit\u00e0 e la cura con cui viene prodotto accentua l&#8217;originalit\u00e0 e la purezza, proprio come tanto tempo fa. Imitatissimo nel mondo, il limoncello \u00e8 un prodotto che racconta la storia della Costiera ed \u00e8 prodotto ancor oggi da tante massaie che, in casa, sono solite prepararlo ancora avvalendosi di antichi segreti e ricette di un tempo.<\/p>\n<p>Una variante del classico limoncello \u00e8 la <strong>crema di limone<\/strong>, ottenuta mischiando liquore di limone, latte, zucchero e panna. Ma anche il l<strong>iquore di cioccolato al Limoncello<\/strong>, ottenuto arricchendo il sapore del classico limoncello con il cioccolato.<\/p>\n<p>Oltre ai liquori, dai limoni Costa D\u2019Amalfi nascono anche ottimi dolci, uno tra tutti \u00e8 la <strong>Delizia al limone<\/strong>. Oggi \u00e8 uno dei dolci pi\u00f9 diffusi in Campania ma con il suo sapore delicato e fresco ha conquistato il palato di tutti gli italiani. La Delizia, certificata<strong> P.A.T.<\/strong> di fama internazionale, ha un&#8217;origine recente: fu ideata dal pasticciere sorrentino <strong>Carmine Marzuillo<\/strong> nel 1978. Dalla sua prima esecuzione se ne inizi\u00f2 la diffusione in tutto il territorio: il sapore delicato e fresco conferito alle cupolette di pan di Spagna dalla crema al limone rende le delizie perfette da gustare durante la stagione estiva. Con la loro texture soffice e leggera, le delizie al limone conquistano anche i palati pi\u00f9 esigenti.<\/p>\n<p>Dopo aver gustato le bont\u00e0 della cucina amalfitana, \u00e8 tempo di dedicarsi alla cultura, magari esplorando le numerose torri di avvistamento presenti sul litorale amalfitano:<\/p>\n<p>\u2022 <strong>Torre Capo di Vettica<\/strong>, torre di avvistamento che sorge per l\u2019appunto nella localit\u00e0 <strong>Capo di Vettica<\/strong>, un promontorio proteso verso il mare, sovrastato da alte montagne sulle quali \u00e8 situato l\u2019<strong>antico Convento di Santa Rosa<\/strong>. Ristrutturata nel Novecento, per lungo tempo, \u00e8 stata di propriet\u00e0 del produttore cinematografico Carlo Ponti che la regal\u00f2 come dono di fidanzamento alla moglie Sophia Loren.<\/p>\n<p>\u2022 <strong>Torre Bellosguardo<\/strong>, chiamata anche torre <strong>Revigliano<\/strong> o <strong>Revellino<\/strong>. Nella localit\u00e0 di <strong>Vagliendola<\/strong>, all\u2019estremit\u00e0 occidentale delle mura medievali di Amalfi, si trovava il Rivellino, un prolungamento del sistema difensivo contro gli attacchi provenienti dal mare. Su questa antica opera muraria, fu costruita in epoca vicereale, la Torre di Bellosguardo: poich\u00e9 la precedente costruzione era inutilizzabile se ne programm\u00f2 la ricostruzione.<\/p>\n<p>\u2022 <strong>Torre Capo d&#8217;Atrani<\/strong>, in origine detta <strong>Torre di Capo San Francesco<\/strong> per la presenza dell\u2019ex convento presente ad Amalfi. Permetteva di comunicare visivamente col nucleo urbano di Amalfi e con la torre di Vettica. La torre appare all&#8217;estremit\u00e0 meridionale del <strong>Monte Aureo<\/strong>, ad est del centro urbano di Amalfi. La Torre del Capo d\u2019Atrani fu una delle prime ad essere recuperata e riutilizzata in epoca vicereale.<\/p>\n<p>\u2022 <strong>Torre di Pogerola<\/strong>, torre di avvistamento costruita direttamente su roccia. La si pu\u00f2 vedere percorrendo la via <strong>Sopramare<\/strong> fino al limite estremo del <strong>Monte Falconcello<\/strong>. Dalla Torre si dominava l\u2019intera zona di Amalfi e si controllavano gli accessi alla citt\u00e0. Rappresentata in molti disegni dei secoli scorsi, \u00e8 ancora oggi, insieme alla Torre dello Ziro, connotativa del profilo superiore del paesaggio amalfitano.<\/p>\n<p>Inoltre \u00e8 presente in localit\u00e0<strong> Tovere di Amalfi<\/strong> la Chiesa rupestre della Santissima Trinit\u00e0. La <strong>Chiesa della Santissima Trinit\u00e0<\/strong>, della quale si hanno notizie in un documento del 1138, faceva capo ad un antico insediamento rupestre della costiera amalfitana, un complesso molto ampio di grotte basiliane. A differenza di altri complessi simili, anche al di fuori della costa d\u2019Amalfi, sono quasi del tutto assenti decorazioni pittoriche, fatte salve delle tracce di colore rosso sulla parte inferiore di due absidi. Sia all\u2019esterno della chiesa rupestre che all\u2019interno di altri ipogei \u00e8 stata rilevata la presenza di alcune casse in muratura: forse tombe o, pi\u00f9 semplicemente, vasche per la raccolta dell\u2019acqua piovana ad uso degli eremiti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<link rel=\"import\" href=\"http:\/\/deep.routetopa.eu\/deep\/COMPONENTS\/datalets\/columnchart-datalet\/columnchart-datalet.html\" \/><div class=\"rtpa-lazy rtpa-hide\" data-datalet=\"%3Ccolumnchart-datalet%20datalet-id%3D%222020%22%20datalet-type%3D%22columnchart-datalet%22%20data-url%3D%22http%3A%2F%2Fspod.databenc.it%2Fcocreation%2Fajax%2Fget-dataset-by-room-id-and-version%2F%3Froom_id%3D206%26amp%3Bversion%3D1%22%20selectedfields%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BXAxis%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BTIPOLOGIA%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A1%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BNumericYAxis%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BCOUNT%28NOME%29%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A1%7D%2Cnull%5D%22%20filters%3D%22%5B%7B%26quot%3BlogicalOperator%26quot%3B%3A%26quot%3BAND%26quot%3B%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BLOCALITA%CB%88%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3Bcontains%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Bamalfi%26quot%3B%7D%5D%22%20aggregators%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BTIPOLOGIA%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3BGROUP%20BY%26quot%3B%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BNOME%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3BCOUNT%26quot%3B%7D%5D%22%20orders%3D%22%5B%5D%22%20x-axis-label%3D%22%22%20y-axis-label%3D%22%22%20suffix%3D%22%22%20legend%3D%22topRight%22%20data-labels%3D%22true%22%20stack%3D%22normal%22%20theme%3D%22themeDarkBlue%22%20datalettitle%3D%22Amalfi%22%20description%3D%22Punti%20di%20interesse%20divisi%20per%20tipologia%22%20preview-title%3D%22Amalfi%22%20preview-description%3D%22Punti%20di%20interesse%20divisi%20per%20tipologia%22%3E%3C%2Fcolumnchart-datalet%3E\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Conca Dei Marini: il luogo in cui sembra di essere sospesi tra il cielo e il mare<\/h3>\n<p><strong>Conca dei Marini<\/strong>, piccolo paese che dai suoi tre chilometri di costa, dal mare si erge fino a quattrocento metri di altitudine, in cui sembra di essere sospesi tra il cielo e il mare.<\/p>\n<p>Anticamente il nome di questo paese era <strong>Cossa dei Tirreni<\/strong>: fu colonia romana dando notevole contributo nella seconda guerra punica.<\/p>\n<p>Da sempre i suoi abitanti hanno eccelso nell&#8217;arte marinara e la sua marina mercantile era di tale spessore che addirittura si parlava di un attitudine innata per la marineria degli abitanti del luogo: infatti questo piccolo centro commerciale aveva contatti e scambi con paesi dell&#8217;intero bacino mediterraneo incrementando enormemente la fama della Repubblica Amalfitana cui faceva corpo.<\/p>\n<p>La storia di Conca dei Marini non pu\u00f2 essere differente da quella di Amalfi, con la quale ha condiviso lo splendore del periodo della Repubblica Marinara, ma anche il declino ed il successivo ritorno alla celebrit\u00e0.<\/p>\n<p>Dopo un lungo periodo di oblio, il paese conobbe un periodo prospero sotto il dominio degli svevi e degli angioini poich\u00e9 si poteva disporre delle proprie risorse, oltre a quelle marine, anche in parte dagli appezzamenti di terreno posti in collina ed agli scambi commerciali a cui Conca si era sempre affidata.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 parlare di Conca dei Marini senza citare alcune <strong>delizie gastronomiche<\/strong> che caratterizzano la sua tradizione, prima tra tutte la famosa <strong>Sfogliatella Santa Rosa<\/strong>.<\/p>\n<p><em>Tra Amalfi e Positano,mmiez\u2019e sciure<\/em><br \/>\n<em>nce steva nu convent\u2019e clausura.<\/em><br \/>\n<em>Madre Clotilde, suora cuciniera<\/em><br \/>\n<em>pregava d\u2019a matina fin\u2019a sera;<\/em><br \/>\n<em>ma quanno propio lle veneva\u2018a voglia<\/em><br \/>\n<em>priparava doie strat\u2019e pasta sfoglia.<\/em><br \/>\n<em>Uno \u2018o metteva ncoppa,e l\u2019ato a sotta,<\/em><br \/>\n<em>e po\u2019 lle mbuttunava c\u2019a ricotta,<\/em><br \/>\n<em>cu ll\u2019ove, c\u2019a vaniglia e ch\u2019e scurzette.<\/em><br \/>\n<em>Eh, tutta chesta robba nce mettette!<\/em><br \/>\n<em>Stu dolce era na\u2019 cosa favolosa:<\/em><br \/>\n<em>o mettetteno nomme santarosa,<\/em><br \/>\n<em>e \u2018o vennettene a tutte\u2019e cuntadine<\/em><br \/>\n<em>ca zappavan\u2019a terra ll\u00e0 vicine.<\/em><br \/>\n<em>A gente ne parlava, e chiane chiane<\/em><br \/>\n<em>giungett\u2019e\u2019 recchie d\u2019e napulitane.<\/em><br \/>\n<em>Pintauro, ca faceva \u2018o cantiniere,<\/em><br \/>\n<em>p\u2019ammore sujo fernette pasticciere.<\/em><br \/>\n<em>A Toledo nascette \u2018a sfogliatella:<\/em><br \/>\n<em>senz\u2019amarena era chi\u00f9 bona e bella!<\/em><br \/>\n<em>\u2018E sfogliatelle frolle, o chelle ricce<\/em><br \/>\n<em>da Attanasio, Pintauro o Caflisce,<\/em><br \/>\n<em>add\u00f2 t\u2019e magne, fanno arrecri\u00e0.<\/em><br \/>\n<em>So\u2019 sempe na delizia, na bont\u00e0!<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Circa 400 anni fa una monaca del <strong>convento di clausura di Santa Rosa<\/strong> a Conca dei Marini aggiunse a un po&#8217; di pasta, rimasta dalla preparazione del pane, zucchero, latte, frutta secca, semola e amarene sciroppate inventando per caso un dolce squisito che ancora oggi \u00e8 uno dei simboli del paese. (Per la storia completa: <a href=\"http:\/\/www.sfogliatella.it\/storia.htm\">www.sfogliatella.it\/storia.htm<\/a>)<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 non affogare in un mare di dolcezza addentando una sfogliatella di Santa Rosa!<\/p>\n<p>Anche quest\u2019anno nel paese natale della Sfogliatella Santa Rosa si rinnova la sfida tra le eccellenze della pasticceria nazionale con la <strong>VI edizione del Concorso Gastronomico Nazionale \u201cSantarosaConcaFestival\u201d<\/strong>, da quest\u2019anno <strong>\u201c<a href=\"https:\/\/www.santarosapastrycup.com\/\">Santarosa Pastry Cup<\/a>\u201d<\/strong>, affermata realt\u00e0 nel panorama enogastronomico nazionale e tappa ambita da pasticceri e barman professionisti di tutta Italia, che si terr\u00e0 il <strong>1 Agosto<\/strong> proprio a Conca dei Marini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Conca dei Marini \u00e8 meno nota e conosciuta rispetto agli altri paesi della Costiera ma riesce a rispondere alle stesse esigenze di bellezza e di natura delle altre.<\/p>\n<p>Un tempo Conca dei Marini, che sorge a fianco del fiordo di Furore, era solo un borgo di pescatori, oggi vive anche di turismo senza perdere il proprio fascino raccolto.<\/p>\n<p>Una conca naturale protesa verso il mare, un paese incantato con poche centinaia di abitanti che vivono nelle case sulla spiaggia o in quelle bianche aggrappate alla scogliera, le quali si sviluppano nella baia dominata dalla <strong>Torre Saracena<\/strong>, detta anche <strong>Torre del Capo di Conca<\/strong>: \u00e8 un&#8217;antica torre di guardia cinquecentesca che sorge sul promontorio chiamato Capo di Conca.<\/p>\n<p>Il <strong>Capo di Conca<\/strong> \u00e8 uno dei punti fondamentali per le comunicazioni visive della costiera amalfitana, una singolare sporgenza rocciosa ricoperta da macchia mediterranea che si protende verso il mare. \u00a0Il 19 aprile 1279 la torre di Capo di Conca \u00e8 citata tra le cinque torri del golfo di Salerno a pianta circolare. Fu ripristinata e voluta pi\u00f9 grande in epoca vicereale, dal vicer\u00e9 di Napoli Pedro de Toledo. Trasformata in pianta quadrata, dal momento che la resistenza delle torri circolari, largamente impiegate in passato, fu messa in dubbio, e posta a difesa del territorio contro le invasioni dei Turchi. \u00a0Dopo la sconfitta dei Turchi a Lepanto la torre, come molte altre, perse di importanza e fu abbandonata al suo destino e usata a scopo cimiteriale.<\/p>\n<p>La torre fu destinata a questo uso fino al 1949, finch\u00e9 fu restaurata dall&#8217;amministrazione comunale che ne \u00e8 proprietaria. L\u2019Amministrazione comunale, per preservare questa sua peculiarit\u00e0 ma allo stesso tempo desiderando un\u2019adeguata e consona destinazione d\u2019uso, ha deciso di renderla disponibile per eventi e manifestazioni culturali in genere, con una particolare attenzione alle celebrazioni di matrimoni civili per coppie di italiani o di stranieri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<link rel=\"import\" href=\"http:\/\/deep.routetopa.eu\/deep\/COMPONENTS\/datalets\/columnchart-datalet\/columnchart-datalet.html\" \/><div class=\"rtpa-lazy rtpa-hide\" data-datalet=\"%3Ccolumnchart-datalet%20datalet-id%3D%222258%22%20datalet-type%3D%22columnchart-datalet%22%20data-url%3D%22http%3A%2F%2Fhetor.databenc.it%2Fapi%2F3%2Faction%2Fdatastore_search%3Fresource_id%3D6213a7f2-bc76-473b-b923-2c2fb7f28ad0%26amp%3Blimit%3D99999%22%20selectedfields%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BXAxis%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BTipo%20di%20certificazione%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A1%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BNumericYAxis%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BCOUNT%28Denominazione%29%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A1%7D%2Cnull%5D%22%20filters%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BDenominazione%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3Bcontains%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Bamalfi%26quot%3B%2C%26quot%3BlogicalOperator%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Blp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Brp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BDenominazione%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3Bcontains%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Bdelizia%26quot%3B%2C%26quot%3BlogicalOperator%26quot%3B%3A%26quot%3BOR%26quot%3B%2C%26quot%3Blp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Brp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BDenominazione%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3Bcontains%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Bconcerto%26quot%3B%2C%26quot%3BlogicalOperator%26quot%3B%3A%26quot%3BOR%26quot%3B%2C%26quot%3Blp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Brp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BDenominazione%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3Bcontains%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Bfuritano%26quot%3B%2C%26quot%3BlogicalOperator%26quot%3B%3A%26quot%3BOR%26quot%3B%2C%26quot%3Blp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Brp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BDenominazione%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3Bcontains%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Bndunderi%26quot%3B%2C%26quot%3BlogicalOperator%26quot%3B%3A%26quot%3BOR%26quot%3B%2C%26quot%3Blp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Brp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BDenominazione%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3Bcontains%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Bmarrone%20di%20scala%26quot%3B%2C%26quot%3BlogicalOperator%26quot%3B%3A%26quot%3BOR%26quot%3B%2C%26quot%3Blp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Brp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BDenominazione%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3Bcontains%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Bcolatura%26quot%3B%2C%26quot%3BlogicalOperator%26quot%3B%3A%26quot%3BOR%26quot%3B%2C%26quot%3Blp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Brp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BDenominazione%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3Bcontains%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Bsanta%20rosa%26quot%3B%2C%26quot%3BlogicalOperator%26quot%3B%3A%26quot%3BOR%26quot%3B%2C%26quot%3Blp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Brp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BDenominazione%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3Bcontains%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Bsospiri%26quot%3B%2C%26quot%3BlogicalOperator%26quot%3B%3A%26quot%3BOR%26quot%3B%2C%26quot%3Blp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Brp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%7D%5D%22%20aggregators%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BTipo%20di%20certificazione%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3BGROUP%20BY%26quot%3B%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BDenominazione%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3BCOUNT%26quot%3B%7D%5D%22%20orders%3D%22%5B%5D%22%20x-axis-label%3D%22Certificazione%22%20y-axis-label%3D%22%22%20suffix%3D%22%22%20legend%3D%22false%22%20data-labels%3D%22true%22%20stack%3D%22false%22%20theme%3D%22themeGrid%22%20datalettitle%3D%22Prodotti%20Tipici%20Certificati%22%20description%3D%22Certificazione%20dei%20Prodotti%20Tipici%20della%20Costiera%20Amalfitana%22%20preview-title%3D%22Prodotti%20Tipici%20Certificati%22%20preview-description%3D%22Certificazione%20dei%20Prodotti%20Tipici%20della%20Costiera%20Amalfitana%22%3E%3C%2Fcolumnchart-datalet%3E\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Furore: l&#8217;emozione del fiordo che penetra nella roccia con uno strapiombo a picco sul mare<\/h3>\n<p>Il fiordo di <strong>Furore<\/strong>, un ristretto specchio d\u2019acqua posto allo sbocco di un vallone a strapiombo sul mare, \u00e8 stato denominato il <em>&#8220;paese che non c&#8217;\u00e8&#8221;<\/em> dal momento che in realt\u00e0 non ha una conformazione di borgo abitato ma piuttosto case sparse aggrappate alla roccia.<\/p>\n<p>A Furore ci si arriva dalla strada che si snoda tra Amalfi e Positano, all&#8217;improvviso compare la cascata di olivi e vigne che sembra volersi tuffare nel blu del Fiordo.<\/p>\n<p>Deve la sua fortuna alla conformazione geologica e all&#8217;inattaccabilit\u00e0 del proprio territorio, sempre inespugnabile, soprattutto all\u2019epoca dei Saraceni quando i suoi pochi abitanti sopravvivevano grazie alla pastorizia e all\u2019allevamento.<\/p>\n<p>Le prime notizie storiche definiscono Furore come un semplice casale della Regia citt\u00e0 di Amalfi che esce dall\u2019anonimato grazie al <strong>catasto Carolino<\/strong> del 1752 che restituisce l\u2019immagine di una piccola comunit\u00e0 costiera con pochissimi terreni coltivabili e scarsamente abitata.<\/p>\n<p>Il fiordo di Furore ospita anche un borgo marinaro e un porto naturale nel quale, nell\u2019antichit\u00e0, si svolsero le pi\u00f9 importanti attivit\u00e0 industriali come le cartiere o i mulini alimentati dal ruscello Schiatro che scendeva dai Monti Lattari.<\/p>\n<p>Per raggiungere la piccola spiaggia che si incunea tra le rocce si devono scendere i <strong>200 gradini<\/strong> di una scalinata che parte dalla statale. Sulla spiaggia ai piedi dello strapiombo ci sono alcuni <em>&#8220;monazzeni&#8221;<\/em>, antiche case di pescatori restaurate negli ultimi anni. Qui <strong>Roberto Rossellini<\/strong> gir\u00f2 il secondo episodio del film <em>&#8220;Amore&#8221;<\/em>, con Anna Magnani. Durante le riprese tra i due scoppi\u00f2 una breve e tormentata storia d&#8217;amore.<\/p>\n<p>Il fiordo di Furore offre uno scenario paesaggistico straordinario e dal caratteristico ponte sospeso a 30 metri di altezza e sul quale ogni anno si svolge una tappa del <strong>MarMeeting<\/strong>, un Campionato Mondiale di Tuffi dalle Grandi Altezze.<\/p>\n<p>Tra i siti di maggior interesse storico, architettonico e naturalistico, segnaliamo:<\/p>\n<p>\u2022 <strong>La Grotta di Santa Barbara<\/strong>, situata poco lontano dal centro abitato. Fu costruita in una cavit\u00e0 naturale in un momento non ben precisabile, ma probabilmente risalente all\u2019Alto Medioevo, di cui ormai ne restano solo ruderi. La struttura \u00e8 a tre navate, absidata, con chiari interventi strutturali nel XIX secolo. La grotta sottostante la chiesa contiene resti di pitture non pi\u00f9 leggibili, ma forse dovette costituire il primo insediamento cultuale. Attualmente il sito non \u00e8 raggiungibile da Furore ma solo da Agerola, attraverso un sentiero poco agevole, oggi prevalentemente percorso da escursionisti.<\/p>\n<p>\u2022 <strong>La Torre di Santo Stefano<\/strong>, che si trova tra Capo di Conca e Marina di Praia. Essendo la foce del primo corso d\u2019acqua, controllato dalla Torre di Praiano, alla Torre di santo Stefano toccava controllare e sbarrare l\u2019approdo ai corsari, in corrispondenza del secondo. Si tratterebbe dunque di una torre di sbarramento, perch\u00e9 in quel punto non era necessaria n\u00e9 una torre di avvistamento e n\u00e9 una guardiola, in quanto erano in comunicazione visiva le due torri limitrofe di Praiano e di Capo di Conca. Oggi osserviamo solo i ruderi.<\/p>\n<p>In questa sono prodotti anche ottimi vini, tra cui spiccano quelli dall\u2019<strong>Azienda Vinicola<\/strong>\u00a0<strong>Marisa Cuomo<\/strong>, fondata nel 1980 da Andrea Ferraioli e Marisa Cuomo.<\/p>\n<p>L\u2019uva che cresce aggrappata alla roccia di Furore \u00e8 esposta all\u2019azione del sole e del mare della Costa d\u2019Amalfi. Inoltre, al fascino della natura, si aggiunge la suggestiva cantina scavata nella roccia dove vengono conservati i vini. La produzione in cui spicca la Cantina Marisa Cuomo \u00e8 il vino <strong>Costa D\u2019amalfi D.O.C.<\/strong>, anche nelle denominazioni <strong>Furore<\/strong> e <strong>Ravello<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019azienda \u00e8 stata insignita da numerosi premi tra cui quello assegnato dall\u2019<strong>Associazione Italiana Sommelier nel 2006<\/strong>, in particolare al vino <em>Fiorduva<\/em>, del riconoscimento <em>\u201cTre Bicchieri\u201d<\/em> della guida <strong>I Vini d\u2019Italia di Gambero Rosso<\/strong>, per il <em>Furore Rosso Riserva<\/em> e per il <em>Fiorduva<\/em>, e diversi riconoscimenti oltreoceano. Questo rende il marchio famoso in tutto il mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<link rel=\"import\" href=\"http:\/\/deep.routetopa.eu\/deep\/COMPONENTS\/datalets\/columnchart-datalet\/columnchart-datalet.html\" \/><div class=\"rtpa-lazy rtpa-hide\" data-datalet=\"%3Ccolumnchart-datalet%20datalet-id%3D%222025%22%20datalet-type%3D%22columnchart-datalet%22%20data-url%3D%22http%3A%2F%2Fspod.databenc.it%2Fcocreation%2Fajax%2Fget-dataset-by-room-id-and-version%2F%3Froom_id%3D151%26amp%3Bversion%3D2%22%20selectedfields%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BXAxis%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BComune%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A1%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BNumericYAxis%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BCOUNT%28Denominazione%29%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A1%7D%2Cnull%5D%22%20filters%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BDenominazione%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3Bcontains%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Bamalfi%26quot%3B%2C%26quot%3BlogicalOperator%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Blp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Brp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BComune%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3BnotContains%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Bfraz%26quot%3B%2C%26quot%3BlogicalOperator%26quot%3B%3A%26quot%3BAND%26quot%3B%2C%26quot%3Blp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Brp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%7D%5D%22%20aggregators%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BComune%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3BGROUP%20BY%26quot%3B%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BDenominazione%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3BCOUNT%26quot%3B%7D%5D%22%20orders%3D%22%5B%5D%22%20legend%3D%22topRight%22%20data-labels%3D%22true%22%20stack%3D%22false%22%20theme%3D%22themeDarkUnica%22%20datalettitle%3D%22Cantine%20per%20Comune%22%20description%3D%22Cantine%20che%20producono%20vino%20Costa%20d%22%20amalfi%3D%22%22%20divise%3D%22%22%20per%3D%22%22%20comune%27%3D%22%22%3E%3C%2Fcolumnchart-datalet%3E\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Praiano: il tramonto pi\u00f9 romantico della Costiera<\/h3>\n<p>Le origini di <strong>Praiano<\/strong>, dal latino <strong>Pelagium<\/strong>, mare aperto, si fanno risalire all\u2019epoca dei romani, ma il centro si consolida in epoca medievale sulla scia delle gloriose imprese di Amalfi.<\/p>\n<p>Un tempo i praianesi erano celebri come <em>corallari<\/em> e usavano portare un orecchino al lobo sinistro secondo la tradizione saracena: infatti la pesca del corallo \u00e8 stata una delle attivit\u00e0 praticate dai praianesi fino alla fine del 1800. \u00a0Per la sua bellezza serena e suggestiva Praiano divenne la residenza estiva dei Dogi, quando faceva parte dell&#8217;area di influenza della Repubblica di Amalfi.<\/p>\n<p>Oltre al dedalo di viuzze, scalinatelle e case in colori pastello, una delle caratteristiche di Praiano sono le edicole votive decorate in maiolica e presenti ovunque nel borgo, a testimoniare come le famiglie le costruissero per chiedere la protezione divina e ribadire la propriet\u00e0 di quella zona.<\/p>\n<p>Anticamente l\u2019abitato era molto vicino al mare ma a causa di molte calamit\u00e0 naturali, come maremoti, pestilenze e aggressioni a causa delle incursioni dei saraceni, il nucleo abitativo fu spostato pi\u00f9 in alto per ragioni di sicurezza e la nostra costa fu fortificata prima con torri di avvistamento durante il periodo angioino e poi con torri di difesa durante il periodo vicereale:<\/p>\n<p>\u2022 <strong>Torre Assiola<\/strong>, detta la <strong>Sciola<\/strong>. Sorge su una sporgenza della scogliera protesa verso il mare, tra la marina di Praia e il Capo di Praiano. La localit\u00e0 \u00e8 citata per la prima volta in un documento del 1202 con il nome di Sciola, mentre della torre si hanno notizie gi\u00e0 in un documento del 1270, costruita per volere di Carlo I d\u2019Angi\u00f2. In origine essa doveva avere un\u2019altezza maggiore e sub\u00ec adattamenti in epoca vicereale. L\u2019eccessiva altezza della torre \u00e8, dagli studiosi, ricondotta al fatto che originariamente essa serviva a controllare solo la baia sottostante dove si raccoglieva il corallo e che solo in epoca vicereale divenne torre di guardia.<\/p>\n<p>\u2022 <strong>Torre Grado di Vettica<\/strong>, torre di avvistamento che si trova nella localit\u00e0 di <strong>R\u00e8zzola<\/strong>. La tipologia della torre ricorda quelle gi\u00e0 esistenti in epoca angioina, modificata poi in seguito in epoca vicereale con aggiunte, quali troniere e un corpo di fabbrica sul lato monte. Dalla piazza della torre lo sguardo pu\u00f2 spaziare verso ovest, lungo la costa di Positano e le sue torri, fino alle isole de Li Galli, e verso est, in direzione di capo Sottile, dove si trovano i resti della Torricella.<\/p>\n<p>\u2022 <strong>Torre la Torricella<\/strong>, torre di avvistamento di epoca vicereale. Situata sul <strong>Capo Sottile<\/strong>, a sud di R\u00e8zzola, che \u00e8 uno dei punti strategici pi\u00f9 significativi della costa: dalla cima si domina verso est, la costa di Praiano fino al Capo di Conca, verso ovest tutta la costa di Positano. L&#8217;importanza del sito dal punto di vista del controllo determin\u00f2 nel corso dei secoli la realizzazione di postazioni di vedetta. All&#8217;epoca del piano vicereale di difesa costiera, alcune strutture erano gi\u00e0 esistenti su Capo Sottile, tanto da spingere a programmare non una torre ma un muro. Oggi sono visibili i resti del fortilizio.<\/p>\n<p>Il tramonto a Praiano \u00e8 giudicato tra i pi\u00f9 romantici della Costiera. Un primato suggestivo che racconta il fascino di questo pittoresco paese di pescatori, tra Positano e Conca dei Marini, che\u00a0ha saputo mantenere il proprio carattere intatto senza farsi travolgere dal turismo di massa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<link rel=\"import\" href=\"http:\/\/deep.routetopa.eu\/deep\/COMPONENTS\/datalets\/piechart-datalet\/piechart-datalet.html\" \/><div class=\"rtpa-lazy rtpa-hide\" 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la conchiglia della Costiera<\/h3>\n<p>Perla della Costiera Amalfitana, <strong>Positano<\/strong> appare quasi come una conchiglia: un gruppo di case dai colori pastello aggrappate alla parete scoscesa delle ultime estremit\u00e0 dei Monti Lattari, che si specchiano in un mare limpido dai colori grigio-argento delle spiagge di ciottoli, circondate dal profumo intenso dei limoneti.<\/p>\n<p>Il panorama spazia fino a Punta Licosa e Capri e, ad appena tre miglia di distanza dalla costa, al largo spuntano dal mare i tre isolotti de <strong>Li Galli<\/strong> che furono detti le <strong>Sirenuse<\/strong> per le leggende che li volevano come rifugio delle sirene incantatrici.<\/p>\n<p>Non si hanno notizie certe sui primi abitanti della zona: c&#8217;\u00e8 chi ipotizza un primitivo insediamento Osco o Piceno. Tuttavia, come spesso accade, dove non pu\u00f2 la storia arriva la leggenda che, in questo caso, narra di un amore profondo tra il dio del mare Nettuno e la ninfa Pasitea.<\/p>\n<p>Positano fu frequentata in epoca romana come luogo di villeggiatura, come \u00e8 testimoniato dalla villa scoperta alla fine del XIX secolo e da qualche anno oggetto di un intenso scavo Successivamente segu\u00ec le sorti dell&#8217;antica Repubblica marinara di Amalfi e sub\u00ec, come gli altri paesi costieri, le continue scorrerie dei pirati.<\/p>\n<p>Positano nacque come centro di pescatori e cos\u00ec si \u00e8 conservato fino alla met\u00e0 del secolo scorso quando al posto degli ombrelloni sulla spiaggia c\u2019erano solo le barche di coloro che vivevano della pesca.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 dopo la Prima Guerra Mondiale fu eletta da numerosi artisti e letterati russi e tedeschi come loro dimora, potendo qui beneficiare di un&#8217;atmosfera di calma e serenit\u00e0. Ma fu nel secondo dopoguerra che Positano divenne meta ambita dal jet-set internazionale: pittori, letterati, artisti, attori e registi da ogni angolo del mondo venivano qui ad assaporare il piacere autentico di una vita semplice e genuina.<\/p>\n<p>Tra i siti di maggior interesse, menzioniamo le numerose torri presenti a guardia della costa:<\/p>\n<p>\u2022 <strong>Torre Li Galli<\/strong>, torre di epoca angioina situata sull&#8217;<strong>isola<\/strong> <strong>Rotonda De li Galli<\/strong>. Della torre oggi si \u00e8 persa ogni traccia, ma \u00e8 menzionata nella richiesta che Pasquale Celentano di Positano, nel 1343, present\u00f2 alla regina Giovanna per completare l&#8217;opera difensiva sulle Isole de Li Galli, essendo all\u2019epoca gi\u00e0 presente la Torre sul Gallo Lungo.<\/p>\n<p>\u2022 <strong>Torre dell&#8217;Isola Lunga De Li Galli<\/strong>, Situata sull&#8217;<strong>isola del Gallo Lungo<\/strong>, la maggiore delle tre isole denominate De Li Galli o Sirenuse, distanti circa mezz\u2019ora di navigazione da Positano. La torre di sbarramento di quest&#8217;isola permetteva di avvistare in anticipo l&#8217;arrivo dei corsari: infatti dalla parte pi\u00f9 alta dell\u2019isola, dove \u00e8 situata la torre, si nota l\u2019importanza strategica che essa rivestiva, per il controllo delle comunicazioni marittime tra i Golfi di Salerno e di Napoli. La sua prima costruzione fu eretta con autorizzazione dei reali angioini da Pasquale Celentano di Positano, a sue spese, per ottenere la castellania e per difendere il tratto di mare delle isole e antistante Positano. Quest&#8217;ultimo, completata la costruzione della torre, propose alla regina Giovanna di ampliare il sistema difensivo delle isole con l&#8217;innalzamento intorno al Gallo Lungo di un muraglione, di cui i lavori rimasero incompiuti per la sopraggiunta morte del Celentano. Le isole De Li Galli, vennero acquistate nel 1922 dal coreografo russo Leonide Massine, il quale negli anni rese abitabile l&#8217;isola Longa e vi costru\u00ec la sua dimora.<\/p>\n<p>\u2022<strong> Torre del Castelluccio<\/strong>, situata sull&#8217;isola dei <strong>Briganti<\/strong>, detta anche di <strong>Sant\u2019Antonio<\/strong> o <strong>di San Pietro<\/strong>, \u00e8 la seconda per grandezza delle tre isole dell\u2019arcipelago de Li Galli. Pasquale Celentano di Positano fa richiesta alla regina Giovanna I di completare le linea difensiva sulle altre isole de Li Galli, con la costruzione di due torri, sulle isole Rotonda e dei Briganti. Osservando i resti della torre si \u00e8 ipotizzato che quest&#8217;ultima potesse appartenere al periodo aragonese. Quando nel 1922, quando le isole furono acquistate dal coreografo russo Leonide Massine, inizi\u00f2 un progressivo ammodernamento.<\/p>\n<p>\u2022 <strong>Torre del Fornillo<\/strong>, detta anche <strong>Clavel<\/strong>, \u00e8 un torre di sbarramento di epoca vicereale situata sulla <strong>spiaggia di Fornillo<\/strong>. Sorge su uno sperone roccioso a picco sul mare all&#8217;estremit\u00e0 occidentale dell&#8217;omonima spiaggia di Positano. Fu realizzata a seguito degli editti vicereali nel Cinquecento, e diversamente dalle altre, con ha una pianta pentagonale a causa dell&#8217;area limitata prescelta. Dalla torre era possibile avvistare in anticipo l\u2019arrivo dei pirati e impedirne l\u2019approdo sulla spiaggia. Nel 1909 viene venduta al professore svizzero Gilbert Clavel, il quale inizia una serie di lavori di ristrutturazione, tuttavia senza un progetto ben definito, ma piuttosto seguendo l\u2019istinto del momento: la sua idea era quella di realizzare una struttura rivoluzionaria, svincolata dalle regole classiche dell&#8217;architettura.<\/p>\n<p>\u2022 <strong>Torre Trasita<\/strong>, in origine chiamata\u00a0<strong>Trasino<\/strong> perch\u00e9 situata tra due seni o spiagge, controllava i tratti di mare davanti alle spiagge del <strong>Fornillo<\/strong> e <strong>Grande<\/strong>. Completamente trasformata per poter essere adattata ad abitazione privata, questa torre di sbarramento mostra elementi di matrice angioina. La prima notizia riguardante i lavori della torre risalgono al 1567. Quando la torre fu disarmata, nel 1758, il cannone di cui era armata fu trasportato a Napoli dal comandante del corpo di Artiglieria, Gennaro Russo, insieme ai due cannoni della torre del Fornillo, per essere fusi. Nel 1817 la torre fu messa in vendita per la prima volta per poi essere inserita, nel 1866, nell\u2019elenco di quelle che dovevano essere dismesse dall\u2019uso militare. Alla met\u00e0 del Novecento, sui resti dell&#8217;antica torre, nacque una nuova costruzione, ridisegnata sulle linee architettoniche di quelle delle altre torri angioine presenti lungo la costa amalfitana.<\/p>\n<p>\u2022 <strong>Torre Sponda<\/strong>, torre di avvistamento detta anche <strong>Torre di Positano<\/strong> o <strong>di Mezzo<\/strong>. E\u2019 da considerarsi una delle pi\u00f9 interessanti per l\u2019integrit\u00e0 con la quale ci \u00e8 pervenuta e per le trasformazioni subite in epoca vicereale. Realizzata in muratura, si mostra nella tipica forma angioina, ma nel XVI secolo, la struttura viene adattata al piano vicereale, che intendeva potenziare il sistema di difesa attraverso l&#8217;utilizzo di archibugi e piccoli pezzi di artiglieria. Viene cos\u00ec demolita met\u00e0 della volta dell&#8217;ultimo livello e costruita una piazza scoperta sul fronte mare. La torre oggi \u00e8 di propriet\u00e0 dei conti Gaetani dell\u2019Aquila d\u2019Aragona Pattinson ed ovviamente ha subito dei lavori di manutenzione, al fine di renderla pi\u00f9 adatta all&#8217;uso abitativo.<\/p>\n<p>\u2022 <strong>Torre di Renzo<\/strong>, torre di sbarramento che si trova nella localit\u00e0 di<strong> Arienzo<\/strong>, a met\u00e0 strada tra Positano ed il Capo di Vettica. La torre serviva a sbarrare l\u2019approdo dei corsari sulla spiaggia, dove sorge il mulino, in modo da evitare che questi si approvvigionassero dell\u2019acqua. Oggi della torre sono rimasti solo dei resti visibili sulle rocce che affiorano dal mare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<link rel=\"import\" href=\"http:\/\/deep.routetopa.eu\/deep\/COMPONENTS\/datalets\/mediaslider-datalet\/mediaslider-datalet.html\" \/><div class=\"rtpa-lazy rtpa-hide\" data-datalet=\"%3Cmediaslider-datalet%20datalet-id%3D%222255%22%20datalet-type%3D%22mediaslider-datalet%22%20data-url%3D%22http%3A%2F%2Fspod.databenc.it%2Fcocreation%2Fajax%2Fget-dataset-by-room-id-and-version%2F%3Froom_id%3D206%26amp%3Bversion%3D6%22%20selectedfields%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BMediaUrl%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BURL%20IMMAGINE%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A7%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BMediaTitle%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BNOME%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A4%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BMediaDescription%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BLOCALITA%CB%88%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A3%7D%5D%22%20filters%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BURL%20IMMAGINE%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3B%21%3D%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3BlogicalOperator%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Blp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Brp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%7D%5D%22%20aggregators%3D%22%5B%5D%22%20orders%3D%22%5B%5D%22%20animation%3D%22scrollLeft%22%20datalettitle%3D%22slide%20%22%3E%3C%2Fmediaslider-datalet%3E\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Costiera Amalfitana rappresenta un esempio di paesaggio mediterraneo eccezionale con uno scenario di grandissimo valore culturale e naturale dovuto alle sue caratteristiche spettacolari e alla sua evoluzione storica. Un ambiente unico e tutelato, tanto \u00e8 vero che \u00e8 iscritto alla Lista del <strong>Patrimonio Mondiale Unesco<\/strong> dal<strong> 1997<\/strong>.<\/p>\n<p>Sperando che il nostro viaggio in questo splendido territorio vi sia piaciuto, chiudiamo con una citazione di <strong>Giovanni Boccaccio<\/strong> estratta dal <strong>Decamerone<\/strong>:<\/p>\n<p><em>\u201cCredesi che la marina da Reggio a Gaeta sia quasi la pi\u00f9 dilettevole parte d\u2019Italia. Nella quale, assai presso a Salerno, \u00e8 una costa sopra \u2018l mare riguardante, la quale gli abitanti chiamano la Costa d\u2019Amalfi, piena di piccole citt\u00e0, di giardini e di fontane e d\u2019uomini ricchi e procaccianti in atto di mercatanzia, s\u00ec come alcuni altri.\u201d<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Hetor vi augura buone vacanze e arrivederci a Settembre!<\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"slide-text-bg2\">\n<h3>Ecco la terza ed ultima parte dell&#8217;itinerario creato ad hoc per i lettori di Hetor tra le bellezze della Costiera<\/h3>\n<\/div>\n<div class=\"flex-btn-div\"><a href=\"http:\/\/www.hetor.it\/site\/estate-in-costiera-amalfitana-itinerario\/\" class=\"btn1 flex-btn\">Leggi tutto<\/a><\/div>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":1210,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[18,22],"tags":[],"coauthors":[6],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v23.0 - 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