{"id":2086,"date":"2018-05-18T07:49:49","date_gmt":"2018-05-18T05:49:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.hetor.it\/site\/?p=2086"},"modified":"2018-05-23T08:41:34","modified_gmt":"2018-05-23T06:41:34","slug":"guida-al-parco-regionale-del-matese-storia-e-tradizioni-di-un-territorio-baciato-dalla-natura","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.hetor.it\/site\/guida-al-parco-regionale-del-matese-storia-e-tradizioni-di-un-territorio-baciato-dalla-natura\/","title":{"rendered":"Guida al Parco Regionale del Matese: storia e tradizioni di un territorio baciato dalla natura"},"content":{"rendered":"<h2>Parco Regionale del Matese : storia e nascita<\/h2>\n<p>Il <strong>Parco Regionale Matese<\/strong> occupa un&#8217;area di <strong>33.326,53 ettari<\/strong>, istituito nel <strong>1993<\/strong> ma entrato in funzione solamente nel 2002.<\/p>\n<p>Il territorio del parco comprende prevalentemente il massiccio montuoso del Matese: l\u2019area si estende su due Province, Caserta e Benevento, per un totale di 20 comuni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<link rel=\"import\" href=\"http:\/\/deep.routetopa.eu\/deep\/COMPONENTS\/datalets\/leafletjs-datalet\/leafletjs-datalet.html\" \/><div class=\"rtpa-lazy rtpa-hide\" data-datalet=\"%3Cleafletjs-datalet%20datalet-id%3D%224015%22%20datalet-type%3D%22leafletjs-datalet%22%20data-url%3D%22http%3A%2F%2Fhetor.databenc.it%2Fapi%2F3%2Faction%2Fdatastore_search%3Fresource_id%3D98e28d55-247b-4973-b143-7f7657e957bc%26amp%3Blimit%3D99999%22%20selectedfields%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BLatitude%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BGeolocalizzazione%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A8%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BLongitude%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BGeolocalizzazione%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A8%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BBalloonContent%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BDenominazione%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A6%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BBalloonContent%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BArea%20geografica%20-%20Comuni%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A1%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BBalloonContent%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BTipologia%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A17%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BBalloonContent%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BURL%20Immagine%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A18%7D%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%5D%22%20filters%3D%22%5B%5D%22%20aggregators%3D%22%5B%5D%22%20orders%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BGeolocalizzazione%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3BASC%26quot%3B%7D%5D%22%20datalettitle%3D%22Aree%20naturali%20della%20Campania%22%20description%3D%22%22%20preview-title%3D%22Aree%20naturali%20della%20Campania%22%20preview-description%3D%22%22%3E%3C%2Fleafletjs-datalet%3E\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il <a href=\"http:\/\/www.parcoregionaledelmatese.it\/\">parco<\/a>, che prende il nome dal lago del Matese, \u00e8 il paradiso degli escursionisti e degli sportivi, soprattutto vista la variet\u00e0 di<strong> luoghi selvaggi<\/strong>, popolati da una ricca fauna come lupi ed aquile reali, ma anche <strong>paesaggi dolci<\/strong>, paesaggi mediterranei, fatti di uliveti, con laghi dalle acque azzurre in cui si specchiano le cime delle montagne.<\/p>\n<p>La ricchezza dei pascoli, in particolare, ha permesso un notevole sviluppo della pastorizia che, insieme all&#8217;agricoltura ed allo sfruttamento dei boschi, ha rappresentato nel passato la principale fonte di reddito delle popolazioni dell&#8217;area.<\/p>\n<p>Non mancano poi i <strong>centri storici<\/strong> originali e ottimamente conservati, che trasudano tanta storia, con reperti che spaziano dai Romani ai Sanniti, in cui si vive in una condizione di grande tranquillit\u00e0 e in cui si possono assaporare prodotti tipici unici e genuini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Insediamenti romani sul territorio<\/h2>\n<p>Il Matese rappresenta innanzitutto un grande <strong>patrimonio<\/strong> di storia, tradizioni e cultura. Nei sui borghi \u00e8 possibile camminare a piedi attraverso stradine in pietra che trasudano storia. Una storia che \u00e8 raccontata anche all&#8217;interno del Museo archeologico dell\u2019antica Alliphae.<\/p>\n<p>Il <strong>Museo archeologico dell\u2019antica Alliphae<\/strong> nasce nel <strong>2004<\/strong>, in seguito al successo della mostra, inizialmente temporanea, dal titolo<em>\u00a0Ager Alliphanus<\/em>\u00a0che aveva l\u2019obiettivo di illustrare la storia e la cultura delle popolazioni che abitarono nell&#8217;antichit\u00e0 il territorio del Matese \u2013 Casertano. Questa nasceva in seguito al ritrovamento di alcuni reperti di una necropoli databili dal <strong>VII<\/strong> al <strong>IV secolo a.C.<\/strong> e rinvenuti in occasione dei lavori per l\u2019allargamento del cimitero del comune di Alife.<\/p>\n<p>Il Museo statale, oggi, dipendente della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta, \u00e8 situato in uno stabile moderno di propriet\u00e0 del Comune di Alife, dove trovano spazio anche l\u2019Ufficio Archeologico territoriale e alcuni magazzini in cui sono stipati centinaia di altri reperti.<\/p>\n<p>Al suo interno sono esposti i <strong>reperti archeologici<\/strong> provenienti dalla piana di Alife, testimonianze della lunga e stabile frequentazione dell&#8217;area dal tardo Neolitico sino all&#8217;et\u00e0 medievale: armi e strumenti litici, iscrizioni e sculture, vasellame ceramico e vitreo, oggetti in metallo, frammenti di affreschi e mosaici.<\/p>\n<p>La sala, inoltre, ospita reperti provenienti da altre due necropoli: quella di <strong>Croce Santa Maria<\/strong>, scavata nel 1907 in un territorio a nord-ovest di Alife e che port\u00f2 alla luce circa 50 tombe databili dal VII al IV secolo a.C., e quella in localit\u00e0 <strong>Conca d\u2019Oro<\/strong>, frutto di uno scavo avvenuto nel 1880, che port\u00f2 alla luce anche alcune tombe dipinte.<\/p>\n<p>L\u2019istituzione ad Alife di un Museo Archeologico rientra in un piano globale per la creazione di una rete di musei territoriali, intesi a valorizzare il patrimonio storico-archeologico e a rivitalizzare, anche dai punti di vista turistico, socio-economico e culturale, significativi centri della Campania interna.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo del museo \u00e8 stato concepito per permettere al visitatore di ripercorrere cronologicamente e topograficamente i vari rinvenimenti avvenuti sul territorio di Alife; l\u2019ingresso al museo \u00e8 gratuito ed \u00e8 possibile dal marted\u00ec al sabato dalle 09.00 alle 19.00 e la domenica fino alle 13.00.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<link rel=\"import\" href=\"http:\/\/deep.routetopa.eu\/deep\/COMPONENTS\/datalets\/piechart-datalet\/piechart-datalet.html\" \/><div class=\"rtpa-lazy rtpa-hide\" data-datalet=\"%3Cpiechart-datalet%20datalet-id%3D%223959%22%20datalet-type%3D%22piechart-datalet%22%20data-url%3D%22http%3A%2F%2Fhetor.databenc.it%2Fapi%2F3%2Faction%2Fdatastore_search%3Fresource_id%3D6a4c7c5e-7a98-4068-99fc-fcc2ce5f5757%26amp%3Blimit%3D99999%22%20selectedfields%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BSliceLabels%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Bprovincia%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A1%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BSliceSizes%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BCOUNT%28nome%29%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A1%7D%5D%22%20filters%3D%22%5B%5D%22%20aggregators%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3Bprovincia%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3BGROUP%20BY%26quot%3B%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3Bnome%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3BCOUNT%26quot%3B%7D%5D%22%20orders%3D%22%5B%5D%22%20suffix%3D%22%22%20legend%3D%22topRight%22%20data-labels%3D%22true%22%20donut%3D%22false%22%20theme%3D%22themeSandSignika%22%20datalettitle%3D%22Divisione%20luoghi%20della%20cultura%20per%20provincia%22%20description%3D%22%22%20preview-title%3D%22Divisione%20luoghi%20della%20cultura%20per%20provincia%22%20preview-description%3D%22%22%3E%3C%2Fpiechart-datalet%3E\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>All&#8217;interno di questa rete di musei volti a valorizzare il patrimonio storico \u2013 archeologico del territorio, si inserisce anche il recupero dell\u2019<strong>Anfiteatro romano<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019anfiteatro \u00e8 databile ai primi decenni del <strong>I secolo d.C.<\/strong>, grazie al rinvenimento di parte di un\u2019iscrizione dedicatoria, e si imponeva sul panorama extraurbano della citt\u00e0 antica.<\/p>\n<p>Le dimensioni dell\u2019Anfiteatro di Alliphae erano piuttosto significative, proprio a dimostrare quanto la citt\u00e0 fosse importante all&#8217;interno dell\u2019Impero. Con una capienza di circa <strong>14.000 spettatori<\/strong>, il monumento era cos\u00ec grande, infatti, da ritrovarsi tra i pi\u00f9 grandi dell\u2019<strong>Impero Romano<\/strong>. Le assi maggiori misurano 107 metri per 84 e dovevano elevarsi fino ad un\u2019altezza di 20 metri, cos\u00ec da avere una tribuna di spettatori a pi\u00f9 piani. Tuttavia alcuni studi hanno evidenziato una seconda fase costruttiva che ne ridusse l\u2019altezza ricavandone una tribuna interna destinata ai cittadini pi\u00f9 illustri.<\/p>\n<p>Il monumento fu poi progressivamente smantellato per il riuso dei materiali edilizi lapidei nella costruzione della vicina citt\u00e0, a partire dal V secolo, in seguito all&#8217;abolizione dei giochi anfiteatrali. L\u2019anfiteatro venne cos\u00ec abbandonato, sommerso nel sottosuolo, fino ai giorni nostri: nonostante, infatti, gi\u00e0 il Trutta nel VII secolo avesse individuato la sua posizione, riportando la notizia nelle sue <em>Dissertazioni Istoriche delle Antichit\u00e0 Alifane<\/em>, bisogna aspettare la fine del secolo scorso per l\u2019individuazione precisa del monumento. Nel <strong>1976<\/strong>, infatti, tramite a delle riprese aeree, si cap\u00ec che l\u2019assenza di vegetazione su un suolo agricolo, poteva essere sintomo di una struttura sottostante, la cui forma riportava alla mente proprio l\u2019idea di un\u2019arena romana.<\/p>\n<p>Oggi il monumento, in seguito ad alcuni lavori di restauro, \u00e8 parzialmente recuperato: sul territorio interessato dallo scavo sorgono alcune strutture abitative che ne impediscono il recupero totale. Al suo interno, comunque, si svolgono attivit\u00e0 ricreative, eventi musicali e teatrali (dal 2001 rientra nel circuito \u201cTeatri di Pietra\u201d) ed \u00e8 sempre possibile visitarlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<link rel=\"import\" href=\"http:\/\/deep.routetopa.eu\/deep\/COMPONENTS\/datalets\/mediaslider-datalet\/mediaslider-datalet.html\" \/><div class=\"rtpa-lazy rtpa-hide\" data-datalet=\"%3Cmediaslider-datalet%20datalet-id%3D%222584%22%20datalet-type%3D%22mediaslider-datalet%22%20data-url%3D%22http%3A%2F%2Fhetor.databenc.it%2Fapi%2F3%2Faction%2Fdatastore_search%3Fresource_id%3Df08cb2e8-e6ca-4298-b2ce-b4c64c3bb04a%26amp%3Blimit%3D99999%22%20selectedfields%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BMediaUrl%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BImmagini%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A6%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BMediaTitle%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Bnome%20antico%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A19%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BMediaDescription%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Btipo%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A26%7D%5D%22%20filters%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BImmagini%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3B%21%3D%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3BlogicalOperator%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Blp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Brp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%7D%5D%22%20aggregators%3D%22%5B%5D%22%20orders%3D%22%5B%5D%22%20animation%3D%22random%22%20datalettitle%3D%22Teatri%2C%20anfiteatri%20e%20Odeon%20presenti%20in%20Campania%22%20preview-title%3D%22Teatri%2C%20anfiteatri%20e%20Odeon%20presenti%20in%20Campania%22%20preview-description%3D%22%22%3E%3C%2Fmediaslider-datalet%3E\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Il culto micaelico in rupe<\/h2>\n<p>Il territorio montuoso in cui si inserisce la <strong>Valle del Volturno<\/strong> \u00e8 caratterizzato anche dalla presenza di grotte e cavit\u00e0, sia naturali che artificiali.\u00a0Le grandi protagoniste di queste montagne, infatti, non sono soltanto luoghi di esplorazione, di studio naturalistico e di avventura, ma anche scrigni di storia e d\u2019arte.<\/p>\n<p>Numerose sono le cavit\u00e0 naturali dedicate al culto di <strong>San Michele Arcangelo<\/strong>, di retaggio longobardo. Il culto micaelico, infatti, si svilupp\u00f2 presso i Longobardi dopo la conversione dall&#8217;arianesimo al cattolicesimo, avvenuta alla fine del VI secolo dopo il loro stanziamento in Italia. Questo popolo riserv\u00f2 una particolare venerazione all&#8217;Arcangelo Michele, al quale attribuirono le virt\u00f9 guerriere un tempo riconosciute nel dio germanico Odino.<\/p>\n<p>Il culto di San Michele Arcangelo \u00e8 particolarmente radicato in Campania: si contano circa <strong>90<\/strong> tra chiese, monasteri, basiliche, santuari, grotte ed eremi dedicate al culto di Santo. Di questi, 70 sono di origine rupestre (chiese, santuari, grotte e basiliche) e diffusi in zone montuose dal Matese ai Picentini, fino al Cilento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<link rel=\"import\" href=\"http:\/\/deep.routetopa.eu\/deep\/COMPONENTS\/datalets\/piechart-datalet\/piechart-datalet.html\" \/><div class=\"rtpa-lazy rtpa-hide\" data-datalet=\"%3Cpiechart-datalet%20datalet-id%3D%222457%22%20datalet-type%3D%22piechart-datalet%22%20data-url%3D%22http%3A%2F%2Fhetor.databenc.it%2Fapi%2F3%2Faction%2Fdatastore_search%3Fresource_id%3D74bc57eb-0327-43c0-8f17-a4bd566967ca%26amp%3Blimit%3D99999%22%20selectedfields%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BSliceLabels%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Btipologia%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A1%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BSliceSizes%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BCOUNT%28Nome%29%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A1%7D%5D%22%20filters%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BNome%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3Bcontains%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Bmiche%26quot%3B%2C%26quot%3BlogicalOperator%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Blp%26quot%3B%3A%26quot%3B%28%26quot%3B%2C%26quot%3Brp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BNome%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3Bcontains%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Bangel%26quot%3B%2C%26quot%3BlogicalOperator%26quot%3B%3A%26quot%3BOR%26quot%3B%2C%26quot%3Blp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Brp%26quot%3B%3A%26quot%3B%29%26quot%3B%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BNome%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3BnotContains%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Bangelo%20in%20grotta%26quot%3B%2C%26quot%3BlogicalOperator%26quot%3B%3A%26quot%3BAND%26quot%3B%2C%26quot%3Blp%26quot%3B%3A%26quot%3B%28%26quot%3B%2C%26quot%3Brp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BNome%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3BnotContains%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Bospedale%20a%20ravello%26quot%3B%2C%26quot%3BlogicalOperator%26quot%3B%3A%26quot%3BAND%26quot%3B%2C%26quot%3Blp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Brp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BNome%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3BnotContains%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Bcampagna%26quot%3B%2C%26quot%3BlogicalOperator%26quot%3B%3A%26quot%3BAND%26quot%3B%2C%26quot%3Blp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Brp%26quot%3B%3A%26quot%3B%29%26quot%3B%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3Bcomune%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3Bcontains%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Bcastel%20campagnano%26quot%3B%2C%26quot%3BlogicalOperator%26quot%3B%3A%26quot%3BOR%26quot%3B%2C%26quot%3Blp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%2C%26quot%3Brp%26quot%3B%3A%26quot%3B%26quot%3B%7D%5D%22%20aggregators%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3Btipologia%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3BGROUP%20BY%26quot%3B%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BNome%26quot%3B%2C%26quot%3Boperation%26quot%3B%3A%26quot%3BCOUNT%26quot%3B%7D%5D%22%20orders%3D%22%5B%5D%22%20suffix%3D%22%22%20legend%3D%22topRight%22%20data-labels%3D%22true%22%20donut%3D%22false%22%20theme%3D%22themeGridLight%22%20datalettitle%3D%22Culto%20micaelico%22%20description%3D%22Culto%20micaelico%20diviso%20per%20tipologia%22%20preview-title%3D%22Culto%20micaelico%22%20preview-description%3D%22Culto%20micaelico%20diviso%20per%20tipologia%22%3E%3C%2Fpiechart-datalet%3E\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel territorio del Matese, in particolare, si ricorda la <strong>Grotta di San Michele a Raviscanina<\/strong>.<\/p>\n<p>Il centro medievale oggi chiamato Castello o Sant&#8217;Angelo vecchio, sito sulla sommit\u00e0 della collina tra Sant&#8217;Angelo d\u2019Alife e Raviscanina, prende il suo nome dalla grotta dedicata a San Michele, sita alla base del colle dominato dai resti del castello e del borgo medievale. Essa custodisce tutt&#8217;oggi al suo interno la <strong>chiesa<\/strong>, il tabernacolo, nicchie e affreschi risalenti al IX secolo, mentre al XVIII secolo risale la cappella ubicata al suo esterno.<\/p>\n<p>L\u2019area fu dimora di uomini del periodo preistorico, come testimoniano tracce di antiche pitture purtroppo oggi non pi\u00f9 visibili; divenne poi, con i <strong>Longobardi<\/strong>, santuario per il culto di San Michele Arcangelo, protettore della nazione Longobarda. La leggenda narra che proprio in questo luogo vi fu una lotta tra il Demonio e l&#8217;Arcangelo Michele.<\/p>\n<p>Il culto oggi \u00e8 praticato in una cappellina sita all&#8217;esterno ed a qualche metro dall&#8217;ingresso della grotta, largo circa 3,50 metri ed alto circa 7. A sinistra dell\u2019ingresso su un tratto di roccia spianata artificialmente si notano scarsissimi resti di un affresco. Le pareti sono di roccia calcarea e il pavimento di humus caduto dall\u2019alto; nella zona centrale ci sono delle costruzioni adibite al culto, tra cui un\u2019imponente edicola coperta da una cupola di pietre legate da malta, sorretta da quattro pilastri collegati da archi a tutto sesto. Appoggiata ad uno dei pilastri si trova l\u2019altare e la zona in cui si trovavano le edicole.<\/p>\n<p>Molti degli elementi presenti in questa piccola grotta si trovano anche in altri luoghi di culto micaelici, come ad esempio l\u2019edicola coperta a cupola, presente anche nella grotta di <a href=\"http:\/\/www.hetor.it\/site\/la-grotta-di-san-michele-a-faicchio\/\"><strong>San Michele a Faicchio<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<link rel=\"import\" href=\"http:\/\/deep.routetopa.eu\/deep\/COMPONENTS\/datalets\/leafletjs-datalet\/leafletjs-datalet.html\" \/><div class=\"rtpa-lazy rtpa-hide\" data-datalet=\"%3Cleafletjs-datalet%20datalet-id%3D%223400%22%20datalet-type%3D%22leafletjs-datalet%22%20data-url%3D%22http%3A%2F%2Fhetor.databenc.it%2Fapi%2F3%2Faction%2Fdatastore_search%3Fresource_id%3D74bc57eb-0327-43c0-8f17-a4bd566967ca%26amp%3Blimit%3D99999%22%20selectedfields%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BLatitude%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Bcoordinate%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A9%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BLongitude%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Bcoordinate%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A9%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BBalloonContent%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BNome%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A2%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BBalloonContent%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Bcomune%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A8%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BBalloonContent%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Btipologia%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A25%7D%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%5D%22%20filters%3D%22%5B%5D%22%20aggregators%3D%22%5B%5D%22%20orders%3D%22%5B%5D%22%20datalettitle%3D%22grotte%22%20description%3D%22%22%20preview-title%3D%22grotte%22%20preview-description%3D%22%22%3E%3C%2Fleafletjs-datalet%3E\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Alla settimana prossima per la seconda parte di questo viaggio tra le bellezze e i luoghi del Parco Regionale del Matese!<\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"slide-text-bg2\">\n<h3>Parco Regionale del Matese : storia e nascita Il Parco Regionale Matese occupa un&#8217;area di 33.326,53 ettari, istituito nel 1993<\/h3>\n<\/div>\n<div class=\"flex-btn-div\"><a href=\"http:\/\/www.hetor.it\/site\/guida-al-parco-regionale-del-matese-storia-e-tradizioni-di-un-territorio-baciato-dalla-natura\/\" class=\"btn1 flex-btn\">Leggi tutto<\/a><\/div>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":2087,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[18,22],"tags":[],"coauthors":[6,7],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v23.0 - 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