{"id":2510,"date":"2018-09-21T05:25:03","date_gmt":"2018-09-21T03:25:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.hetor.it\/site\/?p=2510"},"modified":"2018-09-21T05:25:03","modified_gmt":"2018-09-21T03:25:03","slug":"siti-unesco-in-campania-1-parte","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.hetor.it\/site\/siti-unesco-in-campania-1-parte\/","title":{"rendered":"I siti Unesco in Campania"},"content":{"rendered":"<h2>8 meraviglie tutte da scoprire<\/h2>\n<p>Il nostro Paese \u00e8 ricco di meraviglie dal valore culturale, architettonico e naturale inestimabile, tanto che si pone ai primi posti per siti appartenenti al <strong>patrimonio mondiale Unesco<\/strong>: sono, infatti, <strong>53<\/strong> i beni dichiarati patrimonio materiale e <strong>8<\/strong> quelli appartenenti al patrimonio immateriale.<\/p>\n<p>Il primo sito italiano a ricevere questo riconoscimento \u00e8 stato il <em>Sito preistorico della Valle Camonica in Lombardia<\/em> e, da allora, sempre pi\u00f9 regioni hanno cercato di promuovere i propri tesori artistici e culturali.<\/p>\n<link rel=\"import\" href=\"http:\/\/deep.routetopa.eu\/deep\/COMPONENTS\/datalets\/leafletjs-datalet\/leafletjs-datalet.html\" \/><div class=\"rtpa-lazy rtpa-hide\" data-datalet=\"%3Cleafletjs-datalet%20datalet-id%3D%224616%22%20datalet-type%3D%22leafletjs-datalet%22%20data-url%3D%22http%3A%2F%2Fhetor.databenc.it%2Fapi%2F3%2Faction%2Fdatastore_search%3Fresource_id%3D5295ef44-9fcf-4387-8d9d-16784cab5233%26amp%3Blimit%3D99999%22%20selectedfields%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BLatitude%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BGeolocalizzazione%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A5%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BLongitude%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BGeolocalizzazione%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A5%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BBalloonContent%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BDenominazione%20sito%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A2%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BBalloonContent%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BProvincia%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A3%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BBalloonContent%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BRegione%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A4%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BBalloonContent%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BImmagine%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A1%7D%2Cnull%5D%22%20filters%3D%22%5B%5D%22%20aggregators%3D%22%5B%5D%22%20orders%3D%22%5B%5D%22%20datalettitle%3D%22Beni%20italiani%20Unesco%22%20description%3D%22%22%3E%3C%2Fleafletjs-datalet%3E\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I <strong>primi siti Unesco in Campania<\/strong> sono stati riconosciuti solo a partire dal 1995. Nonostante il ritardo, per\u00f2, la Campania oggi \u00e8 tra le regioni italiane a vantare il maggior numero di beni e siti riconosciuti dalla Convenzione, ponendosi al <strong>4 posto<\/strong> con i siti appartenenti esclusivamente al suo territorio.<\/p>\n<p>La lista dei <strong>patrimoni materiali dell\u2019Unesco in Campania<\/strong> include <strong>6 luoghi.<\/strong> Molti di essi, per\u00f2, sono aree molto vaste della regione, che comprendono al loro interno numerosi siti archeologici e, a volte, interi comuni:<\/p>\n<p>&#8211; Centro Storico di Napoli<br \/>\n&#8211; Costiera Amalfitana<br \/>\n&#8211; Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata<br \/>\n&#8211; Il Palazzo Reale del XVIII secolo di Caserta con il Parco, l\u2019Acquedotto Vanvitelliano e il Complesso di San Leucio<br \/>\n&#8211; Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano con i Siti archeologici di Paestum e Velia e la Certosa di Padula<br \/>\n&#8211; I Longobardi in Italia. I luoghi del potere<\/p>\n<p>A questi 6 siti, si aggiungono<strong> 2 beni immateriali<\/strong> presenti all\u2019interno della lista:<\/p>\n<p>&#8211; Le Macchine dei Santi<br \/>\n&#8211; L\u2019arte dei pizzaiuoli napoletani<\/p>\n<p>L\u2019itinerario che vi proponiamo oggi \u00e8 alla scoperta di queste bellezze naturali, delle testimonianze archeologiche, delle ricchezze storico-artistiche e dei prodotti tipici locali, che conferiscono alla nostra regione un valore inestimabile.<\/p>\n<link rel=\"import\" href=\"http:\/\/deep.routetopa.eu\/deep\/COMPONENTS\/datalets\/piechart-datalet\/piechart-datalet.html\" \/><div class=\"rtpa-lazy rtpa-hide\" 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storico di Napoli<\/h3>\n<p>Il <strong>centro storico di Napoli<\/strong>, diviso in due dalla celebre strada <strong>Spaccanapoli<\/strong>, rappresenta il nucleo pi\u00f9 antico della citt\u00e0 fondata nel VI secolo a.C. con il nome di <em>Neapolis<\/em>.<\/p>\n<p>Culla delle correnti artistiche di ogni epoca, da quella greco \u2013 romana a quella bizantina, da quella normanna a quella rinascimentale, fino alle opere contemporanee, essa risulta la pi\u00f9 vasta area antica d\u2019Europa: occupa 17 Km quadrati, cio\u00e8 circa il 14,5% dell\u2019intera superficie urbana.<\/p>\n<p>L\u2019area accoglie al suo interno<strong> numerosi quartieri<\/strong>: Avvocata, Montecalvario, San Giuseppe, Porto, Pendino, Mercato, Stella, San Carlo all&#8217;Arena, Chiaia, San Ferdinando, San Lorenzo, Vicar\u00eca e parte delle colline del Vomero e Posillipo.<\/p>\n<p>Dichiarato patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0 Unesco nel <strong>1995<\/strong>, il centro storico di Napoli fu il primo bene in Campania ad essere inserito nella lista dei beni da tutelare.<\/p>\n<p>Tra le motivazioni e i criteri si fa riferimento al valore universale e senza uguali della ricchezza del tessuto urbano, degli edifici e delle strade che conservano e testimoniano una storia millenaria ricca di eventi, che ha visto succedersi ed incrociarsi popoli e culture provenienti da tutta Europa.<\/p>\n<p><strong>Napoli<\/strong>, infatti, \u00e8 una citt\u00e0 molto antica, che racchiude 27 secoli di storia, sviluppatasi secondo un percorso storico che l\u2019ha esposta a numerose influenze culturali, che hanno lasciato il segno nella struttura urbanistica e architettonica della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Il centro storico, in particolare, mostra ancora oggi lo schema urbano dell\u2019antica <em>Neapolis<\/em>, che costituisce il modulo fondante del tessuto attuale del centro storico della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Al suo interno si possono trovare un numero particolarmente elevato di risorse culturali e artistiche: obelischi, monasteri, chiostri, musei, catacombe, statue, monumenti, palazzi storici, le vie del presepe e numerosi scavi archeologici, sia all\u2019aperto che sotterranei.<\/p>\n<p>Napoli, infatti, si caratterizza per il suo sviluppo in \u201caltezza\u201d: il fatto che la citt\u00e0 poggi su di un terreno tufaceo ha favorito pratiche di sopraelevazione di edifici preesistenti, attingendo il materiale dalle cave sotterranee gi\u00e0 utilizzate sin dal primo nascere della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Pochi resti possiamo vedere ancora oggi della <strong>citt\u00e0 Greca<\/strong> delle origini, tra cui i resti delle mura difensive e alcuni elementi in via Mezzocannone. Sono pi\u00f9 numerose, invece, le testimonianze dell\u2019<strong>epoca Romana<\/strong>: si possono ancora vedere i resti del teatro antico, delle catacombe e vari reperti, alcuni visibili nei Musei mentre altri visibili all\u2019interno delle zone archeologiche della citt\u00e0, tra cui l\u2019area di San Lorenzo Maggiore.<\/p>\n<p>Dell\u2019epoca <strong>Svevo &#8211; Normanna<\/strong>, invece, l\u2019edificio pi\u00f9 celebre \u00e8 sicuramente il <strong>Castel dell\u2019Ovo<\/strong>. Costruito nel I secolo a.C. sull\u2019isolotto di Megaride come villa di Lucio Licinio Lucullo, il sito cambi\u00f2 diverse volte funzione e aspetto nel corso dei secoli, fino all\u2019arrivo di Ruggiero il Normanno che, conquistando Napoli nel XII secolo, fece del sito la sede del proprio Castello.<\/p>\n<p>A causa di diversi eventi che hanno in parte distrutto l&#8217;originario aspetto normanno e grazie ai successivi lavori di ricostruzione avvenuti durante il periodo angioino ed aragonese, la linea architettonica del castello mut\u00f2 drasticamente fino a giungere allo stato in cui si presenta oggi.<\/p>\n<p>Il Castello, annesso oggi allo storico rione di Santa Lucia, \u00e8 oggi visitabile; al suo interno si svolgono mostre, convegni e manifestazioni mentre alla sua base esterna sorge il porticciolo turistico del Borgo Marinari, animato da bar e ristoranti e sede di numerosi circoli nautici.<\/p>\n<p>Al periodo successivo di dominazione <strong>Angioina<\/strong> risalgono, invece, gli altri due castelli simbolo della citt\u00e0: <strong>Castel Nuovo<\/strong>, anche conosciuto come Maschio Angioino, e <strong>Castel Capuano<\/strong>.<\/p>\n<p>Periodo di fortificazioni difensive fu anche quello <strong>Aragonese<\/strong>, epoca a cui risale il <strong>Palazzo Reale<\/strong> che, insieme alla Basilica di San Francesco di Paola, incornicia Piazza del Plebiscito. L\u2019edificio oggi \u00e8 sede di una delle pi\u00f9 grandi biblioteche d\u2019Italia, la <strong>Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III<\/strong>.<\/p>\n<p>E\u2019 al <strong>XIX secolo<\/strong>, per\u00f2, che risale la grande riorganizzazione degli spazi e della planimetria cittadina, che rese Napoli la metropoli che possiamo vedere oggi. Una citt\u00e0 che riesce a fondere antico e moderno come nessun\u2019altra.<\/p>\n<link rel=\"import\" href=\"http:\/\/deep.routetopa.eu\/deep\/COMPONENTS\/datalets\/piechart-datalet\/piechart-datalet.html\" \/><div class=\"rtpa-lazy rtpa-hide\" 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Amalfitana<\/h3>\n<p>Due anni dopo l\u2019iscrizione alla lista Unesco del primo sito in Campania, arriva il riconoscimento anche per un altro grande centro urbano: la <a href=\"http:\/\/www.hetor.it\/site\/costiera-amalfitana-2\/\">Costiera Amalfitana<\/a>.<\/p>\n<p>Essa si trova lungo la costa tirrenica dell\u2019Italia meridionale e si estende per circa 11.000 ettari tra il golfo di Napoli e il golfo di Salerno.<\/p>\n<p>Prende il nome dalla citt\u00e0 di <strong>Amalfi<\/strong>, nucleo centrale della Costiera non solo geograficamente ma anche storicamente e comprende ben <strong>13 comuni della provincia di Salerno<\/strong>: Amalfi, Atrani, Cetara, Conca dei Marini, Furore, Maiori, Minori, Positano, Praiano, Ravello, Scala, Tramonti, Vietri sul Mare.<\/p>\n<p>I suoi paesaggi mediterranei dal grandissimo valore culturale e naturale l\u2019hanno resa, specialmente a partire dagli anni \u201950, una delle mete predilette dall\u2019<em>\u00e9lite<\/em> mondiale: la first lady Jacqueline Kennedy, il re Vittorio Emanuele III di Savoia, l&#8217;imprenditore Gianni Agnelli, le attrici Grace Kelly, Greta Garbo e Sophia Loren, nonch\u00e9 il ballerino Rudolf Nureyev hanno tutti scelto la Costa d\u2019Amalfi per i loro soggiorni.<\/p>\n<p>Sebbene i comuni costieri siano diversi l\u2019uno dall\u2019altro, ognuno con le sue tradizioni e le sue peculiarit\u00e0, sono tutti caratterizzati dalla presenza di numerose testimonianze storico \u2013 artistiche che ne rappresentano l\u2019identit\u00e0 delle origini: dalle ville romane di Minori e Positano all\u2019architettura medievale, dalle <a href=\"http:\/\/www.hetor.it\/site\/costiera-amalfitana-parte2\/\">torri costiere<\/a> alle cattedrali romaniche, dai preziosi manufatti dell\u2019oreficeria alle meraviglie naturalistiche.<\/p>\n<p>A questo si aggiungono i numerosi prodotti tipici, come il <a href=\"http:\/\/www.hetor.it\/site\/estate-in-costiera-amalfitana-itinerario\/\"><strong>Limone Costa d\u2019Amalfi<\/strong> <\/a>e le Alici di Cetara.<\/p>\n<link rel=\"import\" href=\"http:\/\/deep.routetopa.eu\/deep\/COMPONENTS\/datalets\/columnchart-datalet\/columnchart-datalet.html\" \/><div class=\"rtpa-lazy rtpa-hide\" 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archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata<\/h3>\n<p>Nello stesso anno, nel <strong>1997<\/strong>, anche le <strong>aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata<\/strong>\u00a0sono state inserite all\u2019interno della lista del patrimonio mondiale dell\u2019Unesco.<\/p>\n<p>La motivazione \u00e8 da ricercare nella unicit\u00e0 di questi luoghi: essi costituiscono una testimonianza completa e vivente della societ\u00e0 e della vita quotidiana romana, e non trovano equivalente in nessuna parte del mondo.<\/p>\n<p>Come \u00e8 noto, le 3 citt\u00e0 furono sepolte dall\u2019<strong>eruzione del Vesuvio del 79 d.C.<\/strong>, facendo di esse dei resti archeologici, progressivamente portati alla luce e resi accessibili al pubblico a partire dalla met\u00e0 del secolo XVIII.<\/p>\n<p>Tutte e 3 le aree hanno delle peculiarit\u00e0 che le rendono, seppur simili, estremamente diverse: la vasta estensione della citt\u00e0 commerciale di Pompei sicuramente contrasta con i resti, pi\u00f9 ridotti ma meglio conservati, della citt\u00e0 di Ercolano; gli splendidi affreschi di Torre Annunziata, ben conservati, invece, mostrano lo stile di vita di cui godevano i ceti pi\u00f9 facoltosi dell\u2019impero.<\/p>\n<p><strong>Pompei<\/strong><\/p>\n<p><strong>Pompei<\/strong> sicuramente \u00e8 l\u2019unica delle 3 citt\u00e0 ad essere in grado di fornire un quadro completo dell\u2019antica citt\u00e0 romana. Nonostante, infatti, fosse una citt\u00e0 di villeggiatura del popolo romano, essa custodisce al suo interno una serie di edifici domestici, allineati lungo strade ben pavimentate, tra cui spiccano senz\u2019altro la Casa del Chirurgo, la Casa del Fauno e dei Casti Amanti.<\/p>\n<p>La piazza principale, invece, \u00e8 affiancata da numerosi edifici pubblici imponenti, come il <em>Capitolium<\/em>, la Basilica e i templi. Al suo interno troviamo, ancora, i bagni pubblici, due <a href=\"http:\/\/www.hetor.it\/site\/5-teatri-piu-antichi-della-campania\/\">teatri<\/a> ed un anfiteatro.<\/p>\n<p>Sicuramente l\u2019edificio pi\u00f9 importante \u00e8 la <strong>Villa dei Misteri:<\/strong>\u00a0un\u2019enorme edificio che prende il nome dai suoi splendidi affreschi, raffiguranti i riti di iniziazione (i misteri, appunto) del culto di Dioniso. La villa, costruita nel II secolo a.C. ebbe il suo periodo di massimo splendore durante l\u2019et\u00e0 augustea, quando fu notevolmente ampliata ed abbellita, ma cadde in rovina in seguito al terremoto del 62 d.C. Fu trasformata, infatti, in villa rustica con l\u2019aggiunta di numerosi ambienti ed attrezzi agricoli, come i torchi per la spremitura dell\u2019uva.<\/p>\n<p><strong>Ercolano<\/strong><\/p>\n<p>Di <strong>Ercolano<\/strong>, il cui nome deriva dalla leggendaria fondazione della citt\u00e0 da parte di Ercole, sappiamo molto meno a causa della profondit\u00e0 a cui \u00e8 stata sepolta. Tuttavia, i pochi edifici portati alla luce risultano meglio conservati di quelli della citt\u00e0 vicina: i Bagni, il Collegio dei Sacerdoti di Augusto e il teatro sono quasi intatti.<\/p>\n<p>Si conservano, inoltre, la casa del Bicentenario e la Casa dei Cervi, che hanno ampi cortili e una ricca decorazione, e diverse botteghe commerciali, in cui sono stati ritrovati diversi orci e giare, utilizzati per il trasporto delle derrate alimentari.<\/p>\n<p>Infine, uno degli edifici pi\u00f9 noti \u00e8 la <strong>Villa dei Papiri<\/strong>, cos\u00ec chiamata per la presenza al suo interno di una biblioteca con oltre 1800 papiri.<\/p>\n<p>La villa, appartenuta con ogni probabilit\u00e0 a Lucio Calpurnio Pisone Cesonino, suocero di Giulio Cesare, \u00e8 una costruzione opulenta: costruita a strapiombo sul mare, ha una lunghezza di oltre duecentocinquanta metri e si innalza su 3 livelli. Il suo ingresso, che affacciava direttamente sul mare, \u00e8 preceduto da un portico con colonne, simile a quello della Villa dei Misteri a Pompei. Progettata con una serie di cunicoli nel XVIII secolo, solo una piccola parte oggi risulta accessibile.<\/p>\n<p><strong>Torre Annunziata<\/strong><\/p>\n<p>Gli <strong>scavi di <em>Oplontis<\/em><\/strong> si trovano al centro della moderna citt\u00e0 di <strong>Torre Annunziata<\/strong> e costituiscono un centro decisamente pi\u00f9 piccolo delle vicine Ercolano e Pompei, di cui, probabilmente, costituiva un quartiere suburbano residenziale.<\/p>\n<p>Il suo nome, sulle cui origini ci sono ancora molti dubbi, \u00e8 attestato nella <em>Tabula Peutingeriana<\/em>, una copia medievale di una antica mappa relativa alle strade dell\u2019epoca romana: in questa mappa si indicavano con questo nome alcune strutture posizionate proprio tra Pompei ed Ercolano.<\/p>\n<p>Essa costituiva un rinomato luogo di villeggiatura, con saline e complessi termali. Al suo interno si trovano numerose ville importanti, di cui l\u2019unica visitabile \u00e8 la <strong>Villa di Poppea<\/strong>, attribuita a Poppea Sabina, seconda moglie dell\u2019imperatore Nerone.<\/p>\n<p>Costruita nel I secolo a.C., l\u2019architettura dell\u2019abitazione conserva i caratteri fondamentali della tradizione romana: la sua pianta risulta molto complessa e viene generalmente divisa in 4 aree, anche se ancora oggi non \u00e8 stata redatta con certezza in quanto non esplorata totalmente.<\/p>\n<p>Al suo interno si trovano pitture e affreschi in ottimo stato di conservazione che rappresentano animali, tra i quali magnifici pavoni, maschere teatrali e nature morte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<link rel=\"import\" href=\"http:\/\/deep.routetopa.eu\/deep\/COMPONENTS\/datalets\/leafletjs-datalet\/leafletjs-datalet.html\" \/><div class=\"rtpa-lazy rtpa-hide\" data-datalet=\"%3Cleafletjs-datalet%20datalet-id%3D%22880%22%20datalet-type%3D%22leafletjs-datalet%22%20data-url%3D%22http%3A%2F%2Fspod.databenc.it%2Fcocreation%2Fajax%2Fget-array-of-object-sheet-data%2F%3FsheetName%3Ddataset_room_51_qbI7K%22%20selectedfields%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BLatitude%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Bcoordinate%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A3%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BLongitude%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Bcoordinate%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A3%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BBalloonContent%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Bnome%20antico%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A4%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BBalloonContent%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3Bcomune%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A1%7D%5D%22%20filters%3D%22%5B%5D%22%20aggregators%3D%22%5B%5D%22%20orders%3D%22%5B%5D%22%20datalettitle%3D%22Teatri%20e%20Anfiteatri%22%20description%3D%22Posizione%20dei%20teatri%20e%20degli%20anfiteatri%20in%20Campania%22%20preview-title%3D%22Teatri%20e%20Anfiteatri%22%20preview-description%3D%22Posizione%20dei%20teatri%20e%20degli%20anfiteatri%20in%20Campania%22%3E%3C%2Fleafletjs-datalet%3E\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Il Palazzo Reale del XVIII secolo di Caserta con il Parco, l&#8217;Acquedotto Vanvitelliano e il Complesso di San Leucio<\/h3>\n<p>Ancora nel 1997, ad un terzo sito campano fu assegnato il riconoscimento Unesco: il <strong>complesso monumentale di Caserta<\/strong>. Esso fu scelto in quanto rappresentante del capolavoro del genio creativo dell\u2019architetto <strong>Luigi Vanvitelli<\/strong>, al quale il re Caro di Borbone aveva affidato, nel 1750, la realizzazione di quella che doveva essere la nuova capitale del Regno di Napoli, al cui centro sorgeva la reggia.<\/p>\n<p>Il sito \u00e8 composto dal sontuoso Palazzo con il <strong>parco<\/strong>, i giardini, una zona boscosa, l&#8217;Acquedotto Carolino e il complesso industriale di San Leucio, destinato alla produzione di tessuti in seta.<\/p>\n<p>Il <strong>complesso reale<\/strong>, fulcro dell\u2019intera composizione, si ispira ai modelli delle grandi residenze europee del tempo come Versailles o il Palazzo Reale della Granja di San Ildefonso. Dal punto di vista architettonico, la reggia \u00e8 un\u2019opera che ha fortemente influenzato lo sviluppo urbanistico delle aree limitrofe, ponendosi come mirabile esempio della sintesi tra tradizione barocca e nuovi influssi neoclassici.<\/p>\n<p>L\u2019<a href=\"http:\/\/www.hetor.it\/site\/top-3-i-parchi-di-interesse-storico-artistico-in-campania\/\"><strong>enorme parco<\/strong><\/a> di 120 ettari, che si sviluppa in lunghezza per circa 3 km, \u00e8 solo una versione ridotta di quello che Luigi Vanvitelli aveva progettato: dopo la sua morte, avvenuta nel 1773, subentr\u00f2 il figlio Carlo che mostr\u00f2 al nuovo re Ferdinando IV un nuovo progetto, una versione ridotta del progetto di suo padre. Infatti, le difficolt\u00e0 economiche e l\u2019esigenza di completare i lavori pi\u00f9 rapidamente, costrinsero a ridurre il numero delle fontane nella seconda parte del parco.<\/p>\n<p>Le fontane del parco sono alimentate dall\u2019<strong>Acquedotto Carolino<\/strong>, che fu inaugurato nel 1762 da re Ferdinando IV. Quest\u2019opera, che attinge l\u2019acqua a 41 km di distanza, \u00e8 per la maggior parte costruita in gallerie, che attraversano 6 rilievi, e 3 viadotti.<\/p>\n<p>Esso costituisce una vera e propria infrastruttura a servizio non solo del palazzo e dei giardini ma anche delle ferriere, dei mulini, delle industrie manifatturiere disposte lungo il percorso e, infine, del complesso di San Leucio.<\/p>\n<p>La <strong>colonia di San Leucio<\/strong> rappresenta una tappa fondamentale della cultura illuministica settecentesca e, soprattutto, dello sviluppo industriale e tecnologico del territorio campano. Essa si sviluppa intorno al palazzo nobiliare, costruito dai principi Acquaviva nel XVI secolo e acquistato da Carlo di Borbone con l\u2019obiettivo di ottenere una \u201cbella vista\u201d, da cui il nome di \u201c<strong>Belvedere di San Leucio<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019antico Casino del Belvedere fu trasformato dai Borbone in luogo di \u201cReali Delizie\u201d, cio\u00e8 di svago e divertimento ma anche di caccia e sviluppo agricolo.<\/p>\n<p>Con l\u2019arrivo di re Ferdinando IV di Borbone, il palazzo venne ristrutturato: la grande sala delle feste fu trasformata in chiesa parrocchiale, dedicata a San Ferdinando Re; in seguito, il re affid\u00f2 all\u2019architetto Francesco Collecini il compito di ampliare tutto l\u2019edificio, destinato ad ospitare un opificio serico.<\/p>\n<p>L\u2019antico Casino divenne cos\u00ec il corpo centrale di un grande edificio rettangolare con cortile interno comprendente, oltre agli appartamenti reali, e abitazioni per i maestri e direttori della fabbrica, una scuola, una sala per la <strong>filanda<\/strong>, un incannatoio, un filatoio e altri locali per la manifattura.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo del re era quello di dar vita ad una comunit\u00e0 autonoma di lavoratori (chiamata <strong>Ferdinandopoli<\/strong>), a cui venivano garantite case, scuole, l&#8217;assistenza medica e tutti i servizi, simbolo di un modello di societ\u00e0 basato sui valori del lavoro e dell&#8217;uguaglianza.<\/p>\n<p>Gli edifici (che sono ancora oggi abitati) furono progettati secondo le regole urbanistiche dell\u2019epoca e fin dall\u2019inizio furono dotati di acqua corrente e servizi igienici.<\/p>\n<p>Il Belvedere di San Leucio \u00e8 oggi sede del <strong>Museo della Seta<\/strong>, all\u2019interno del quale si possono ammirare alcuni antichi telai e macchinari originali per la filatura della seta.<\/p>\n<h3>Vi aspetto la prossima settimana per la seconda parte di questo itinerario sui siti Unesco in Campania.<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<link rel=\"import\" href=\"http:\/\/deep.routetopa.eu\/deep\/COMPONENTS\/datalets\/timeline-datalet\/timeline-datalet.html\" \/><div class=\"rtpa-lazy rtpa-hide\" data-datalet=\"%3Ctimeline-datalet%20datalet-id%3D%224618%22%20datalet-type%3D%22timeline-datalet%22%20data-url%3D%22http%3A%2F%2Fhetor.databenc.it%2Fapi%2F3%2Faction%2Fdatastore_search%3Fresource_id%3D5295ef44-9fcf-4387-8d9d-16784cab5233%26amp%3Blimit%3D99999%22%20selectedfields%3D%22%5B%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BStartDate%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BData%20Iscrizione%20alla%20Lista%20del%20Patrimonio%20Mondiale%20Unesco%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A3%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BEndDate%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BData%20Iscrizione%20alla%20Lista%20del%20Patrimonio%20Mondiale%20Unesco%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A3%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BEventTitle%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BDenominazione%20sito%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A4%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BEventDescription%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BSettore%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A13%7D%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BEventDescription%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BDescrizione%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A5%7D%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2Cnull%2C%7B%26quot%3Bfield%26quot%3B%3A%26quot%3BMediaUrl%26quot%3B%2C%26quot%3Bvalue%26quot%3B%3A%26quot%3BImmagine%26quot%3B%2C%26quot%3Bindex%26quot%3B%3A7%7D%2Cnull%5D%22%20filters%3D%22%5B%5D%22%20aggregators%3D%22%5B%5D%22%20orders%3D%22%5B%5D%22%20date-format%3D%22MDY%22%20datalettitle%3D%22Iscrizione%20dei%20siti%20italiani%20al%20patrimonio%20Unesco%22%20description%3D%22%22%20preview-title%3D%22Iscrizione%20dei%20siti%20italiani%20al%20patrimonio%20Unesco%22%20preview-description%3D%22%22%3E%3C%2Ftimeline-datalet%3E\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"slide-text-bg2\">\n<h3>8 meraviglie tutte da scoprire Il nostro Paese \u00e8 ricco di meraviglie dal valore culturale, architettonico e naturale inestimabile, tanto<\/h3>\n<\/div>\n<div class=\"flex-btn-div\"><a href=\"http:\/\/www.hetor.it\/site\/siti-unesco-in-campania-1-parte\/\" class=\"btn1 flex-btn\">Leggi tutto<\/a><\/div>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":2511,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[18,22],"tags":[],"coauthors":[7],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v23.0 - 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