{"id":266,"date":"2016-12-09T13:34:07","date_gmt":"2016-12-09T11:34:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.hetor.it\/site\/?p=266"},"modified":"2017-05-25T08:11:56","modified_gmt":"2017-05-25T06:11:56","slug":"castelli-longobardi-irpinia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.hetor.it\/site\/castelli-longobardi-irpinia\/","title":{"rendered":"Alla scoperta di 5 Fortezze Longobarde in Irpinia"},"content":{"rendered":"<p>Durante la dominazione longobarda e, ancor di pi\u00f9, in seguito alla divisione del ducato di <strong>Benevento<\/strong> dal ducato di <strong>Salerno<\/strong>, avvenuta nell\u2019851, si avvert\u00ec l\u2019esigenza di rafforzare i confini tra i due territori a scopo difensivo.<\/p>\n<p>Protagonista di questa nuova strutturazione fu l\u2019<strong>Irpinia<\/strong> dove l\u2019edificazione di numerose fortificazioni fu favorita anche dalla particolare conformazione montuosa della zona. Nel corso dei secoli, le diverse dominazioni che si sono susseguite ed i vari terremoti, che pi\u00f9 volte hanno colpito la provincia di Avellino, hanno contribuito a trasformare l\u2019aspetto originario delle antiche fortezze longobarde in eleganti castelli.<\/p>\n<p>I 5\u00a0castelli <strong>da visitare assolutamente<\/strong>, durante un soggiorno in Irpinia, accomunati dalla loro origine longobarda sono:<\/p>\n<ul>\n<li>Castello ducale di <strong>Bisaccia<\/strong><\/li>\n<li>Castello Ruspoli-Candriano di <strong>Torella dei Lombardi<\/strong><\/li>\n<li>Castello D\u2019Aquino di <strong>Grottaminarda<\/strong><\/li>\n<li>Castello degli Imperiale di <strong>Sant\u2019Angelo dei Lombardi<\/strong><\/li>\n<li>Castello di <strong>Gesualdo<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<link rel=\"import\" href=\"http:\/\/deep.routetopa.eu\/deep\/COMPONENTS\/datalets\/leafletjs-datalet\/leafletjs-datalet.html\" \/><div class=\"rtpa-lazy rtpa-hide\" data-datalet=\"\"><\/div>\n<h2>Castello ducale di <strong>Bisaccia<\/strong><\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-272 alignleft\" src=\"http:\/\/www.hetor.it\/site\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Bisaccia1-300x225.jpg\" alt=\"bisaccia1\" width=\"459\" height=\"344\" srcset=\"http:\/\/www.hetor.it\/site\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Bisaccia1-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.hetor.it\/site\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Bisaccia1.jpg 370w\" sizes=\"(max-width: 459px) 100vw, 459px\" \/>Storicamente il castello di <b>Bisaccia<\/b> era un bastione strategicamente importante di controllo, che faceva parte di una linea difensiva che aveva la funzione di proteggere i territori della Puglia occidentale e settentrionale.<\/p>\n<p>Questa linea di difesa, che correva lungo la via Appia e la Via Traiana e di cui facevano parte, oltre alla fortezza di Bisaccia, quella di Sant&#8217;Agata di Puglia e quella di Ariano Irpino fu opera del catapano bizantino <strong>Basilio Boioanne<\/strong>, che la realizz\u00f2 nel corso della sua riorganizzazione amministrativa della \u201cCapitanata occidentale\u201d.<\/p>\n<p>Edificato in epoca longobarda, nella seconda met\u00e0 dell&#8217;VIII secolo, fu distrutto dal sisma del 1198. Verso la fine del XIII secolo <b>Federico II di Svevia<\/b> scelse Bisaccia come residenza di caccia e ne promosse la ricostruzione, trasformandola in tenuta signorile e invitando qui alcuni esponenti della scuola poetica siciliana.<\/p>\n<p>In epoca moderna, infatti, la trasformazione dell\u2019edificio da fortezza a castello fu completata.<\/p>\n<p>Ha ospitato diverse famiglie nobili della zona e numerosi artisti, tra cui <b>Torquato Tasso<\/b>: a fine 500 il castello di Bisaccia apparteneva a Giovan Battista Manso, amico del celebre poeta che, giunto a Napoli e preso dalla malinconia per le sue condizioni di salute e per le polemiche letterarie religiose sulla Gerusalemme liberata, accett\u00f2 l&#8217;invito dell&#8217;amico di accompagnarlo nel suo feudo di Bisaccia.<\/p>\n<p>Gli scavi archeologici condotti all\u2019interno della struttura hanno consentito di recuperare una parte dell\u2019impianto longobardo originario. Oggi il Castello di Bisaccia \u00a0\u00e8 sede del <b>Museo Civico Archeologico.<\/b><\/p>\n<h2>Castello Ruspoli-Candriano di <strong>Torella dei Lombardi<\/strong><\/h2>\n<p>A<b> Torella dei Lombardi,<\/b> situato a 600 metri di altitudine su di uno sperone roccioso dell&#8217;alta valle del Fredane, l&#8217;abitato si form\u00f2 intorno al castello edificato in seguito alla Divisio Ducatus della Longobardia minore, proprio sulla linea di confine fra il principato di Salerno e quello di Benevento, nel IX secolo.<\/p>\n<p>A seguito del sisma del 1980, il castello fu ristrutturato: durante i lavori di scavo si ebbe l\u2019occasione di scoprire come la dinamica di riempimenti e stratificazioni murarie aveva per anni preservato la storia del sito, infatti fu possibile delineare le diverse fasi di costruzione, trasformazione e impiego dell&#8217;edificio.<\/p>\n<ol>\n<li>Al primo ed al secondo livello vi \u00e8 il <strong>Museo Civico<\/strong>, dove sono custoditi numerosi reperti rinvenuti nel corso dei lavori di restauro (piatti, monete del periodo 1301-1950, oggetti di ceramica, in pietra e terracotta).<\/li>\n<li>Al terzo livello si trova la <strong>sezione turistica<\/strong>, l&#8217;Associazione Sergio Leone ed alcuni locali destinati ad attivit\u00e0 varie, oltre ad una terrazza.<\/li>\n<li>Al quarto livello si trovano gli <strong>uffici comunali<\/strong> e la <strong>Biblioteca<\/strong>.<\/li>\n<\/ol>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-273 alignleft\" src=\"http:\/\/www.hetor.it\/site\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/CASTELLO-CANDRIANO_Torella-300x174.jpg\" alt=\"castello-candriano_torella\" width=\"571\" height=\"331\" srcset=\"http:\/\/www.hetor.it\/site\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/CASTELLO-CANDRIANO_Torella-300x174.jpg 300w, http:\/\/www.hetor.it\/site\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/CASTELLO-CANDRIANO_Torella-768x445.jpg 768w, http:\/\/www.hetor.it\/site\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/CASTELLO-CANDRIANO_Torella-1024x594.jpg 1024w, http:\/\/www.hetor.it\/site\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/CASTELLO-CANDRIANO_Torella.jpg 1223w\" sizes=\"(max-width: 571px) 100vw, 571px\" \/><\/p>\n<p>Per diversi secoli il castello appartenne ai <b>Saraceno<\/b>, fino all&#8217;inizio del XVI secolo, quando a seguito della crisi economica e \u00a0politica della famiglia, pass\u00f2 ad Alfonso della Rosa che a met\u00e0 del 1500 lo vendette a <b>Domizio Caracciolo<\/b>, il primo membro della famiglia proprietaria per ben quattro secoli, che contribu\u00ec a trasformare l\u2019antico maniero in \u00a0elegante residenza gentilizia.<\/p>\n<p>Grazie ai <strong>Caracciolo<\/strong> fu eretto il portale marmoreo d\u2019ingresso e trasformato in giardino pensile uno dei bastioni. Furono inoltre abbelliti gli ambienti interni con numerose opere d\u2019arte.<\/p>\n<p>Assunse la denominazione \u201cCandriano\u201d nel 1889, quando Umberto I concesse il titolo di <b>Marchese di Candriano<\/b> a Giuseppe Caracciolo, che mor\u00ec senza figli nel 1920. Castello e titolo passarono al nipote Camillo Ruspoli e nel 1959, morto senza eredi, la struttura fu donata al Comune.<\/p>\n<h2>Castello D\u2019Aquino di <strong>Grottaminarda<\/strong><\/h2>\n<p>Il castello di <b>Grottaminarda<\/b>, edificato in epoca longobarda presso l&#8217;antico borgo di &#8220;Fratta&#8221;, in posizione dominante rispetto al vallone sottostante, \u00e8 stato per molto tempo un importante baluardo difensivo contro i Bizantini.<\/p>\n<p>Di forma trapezoidale, fu ampliato intorno alla prima met\u00e0 del secolo XII con la costruzione della cinta muraria, di cui si ha notizia gi\u00e0 a partire dal 1137. \u00a0In questo periodo l&#8217;edificio entr\u00f2 a far parte dei possedimenti della potente famiglia <b>D&#8217;Aquino<\/b>, alla cui casata appartenne dal 1134 al 1531, fino a quando fu sottratto loro da Carlo V. Il castello conserv\u00f2 comunque il nome della famiglia d&#8217;Aquino, pur divenendo propriet\u00e0 di altre nobili famiglie.<\/p>\n<p>Nel XVI secolo, con la diffusione delle armi da fuoco, venne meno il ruolo difensivo del castello, che acquis\u00ec la nuova funzione di <strong>residenza nobiliare<\/strong>. I vari terremoti che hanno colpito l&#8217;area nel corso dei secoli hanno danneggiato la struttura, la quale fin\u00ec per essere spartita tra diverse famiglie.<\/p>\n<p>Dopo gli eventi sismici del 1694 e del 1732 la struttura fu trasformata in dimora. Tutto il primo piano della fortificazione fu adibito a zona residenziale e fu realizzato un suggestivo giardino pensile. Nonostante queste trasformazioni, sono attualmente visibili alcuni tratti delle mura perimetrali e delle torri costruite in epoca aragonese.<\/p>\n<h2>Castello degli Imperiale di <strong>Sant\u2019Angelo dei Lombardi<\/strong><\/h2>\n<p>Non vi sono testimonianze ufficiali che attestino l&#8217;esistenza del castello di <b>Sant&#8217;Angelo dei Lombardi<\/b>, che sorge nella parte pi\u00f9 alta del comune, prima dell&#8217;XI secolo.<\/p>\n<p>\u00c8 condivisibile l&#8217;ipotesi secondo cui la sua costruzione coincida con quella delle vicine fortificazioni di <strong>Monticchio<\/strong>, in provincia di Potenza, Torella e Guardia, tutte denominate &#8220;dei Lombardi&#8221;, sorte per segnare la linea di confine tra il Principato di Benevento e il Principato di Salerno.<\/p>\n<p>Proprietarie del feudo e del castello furono alcune delle pi\u00f9 importanti famiglie di Napoli, tra cui i de <strong>Gianvilla<\/strong>, i <strong>Caracciolo<\/strong> e gli <b>Imperiale,<\/b> a cui si deve l&#8217;attuale nome.<\/p>\n<p>Forse gi\u00e0 distrutto nel X secolo, il castello presenta una forma quadrilatera con molti elementi ascrivibili all&#8217;epoca normanna, periodo in cui fu dotato anche delle mura di cinta e di un ampio cortile centrale. Della struttura sono particolarmente apprezzabili l&#8217;alta torre poligonale e il portale d&#8217;ingresso risalente al Cinquecento.<\/p>\n<p>Dal XV al XVIII secolo, il castello sub\u00ec diversi interventi di restauro per essere adattato a dimora signorile. A quest&#8217;epoca risalgono alcuni stemmi e fregi rinascimentali, una balaustra seicentesca e il notevole loggiato risalente al XVII secolo. Nel corso dei lavori di restauro seguiti al sisma del 1980 \u00e8 stata riportata alla luce una chiesa di epoca normanna, di cui sono visibili l&#8217;abside trilobata, l&#8217;area presbiteriale, e tre navate divise da archi.<\/p>\n<p>Il Castello fu adibito nel 1862 a <strong>tribunale e carcere<\/strong>. Recentemente i locali del Castello, opportunamente ristrutturati, hanno ospitato gli uffici della magistratura e l&#8217;archivio notarile. La struttura custodisce al suo interno reperti archeologici bizantini.<\/p>\n<h2>Castello di <strong>Gesualdo<\/strong><\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-274 alignleft\" src=\"http:\/\/www.hetor.it\/site\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Castello_di_Gesualdo_ottobre2012-300x139.jpg\" alt=\"castello_di_gesualdo_ottobre2012\" width=\"559\" height=\"259\" srcset=\"http:\/\/www.hetor.it\/site\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Castello_di_Gesualdo_ottobre2012-300x139.jpg 300w, http:\/\/www.hetor.it\/site\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Castello_di_Gesualdo_ottobre2012-768x356.jpg 768w, http:\/\/www.hetor.it\/site\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Castello_di_Gesualdo_ottobre2012.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 559px) 100vw, 559px\" \/>Infine il <b>Castello di Gesualdo.<\/b>\u00a0Ubicato in posizione elevata e di grande valore strategico sulla sponda settentrionale del Fredane, venne fatto costruire dai Longobardi e divenne una delle massime fortezze dell&#8217;Irpinia.<\/p>\n<p>Ai piedi del maniero si form\u00f2 progressivamente l&#8217;abitato, di cui si ha notizia per la prima volta in un documento del 1078, quando ne era signore Guglielmo di Gesualdo.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio al principe <b>Carlo Gesualdo<\/b> che \u00e8 legata la fama del castello. Il principe, oltre ad essere un esponente della musica madrigalistica del Cinquecento, \u00e8 passato alla storia anche per aver assassinato la sua prima moglie, Maria d\u2019Avalos, dopo averla colta in flagrante adulterio con Fabrizio Carafa, duca d\u2019Andria.<\/p>\n<p>Fu sempre Gesualdo a trasformare il castello in una raffinata <strong>dimora signorile<\/strong>, aggiungendo all\u2019originaria struttura nuove stanze, le cucine, numerose gallerie d\u2019arte, giardini e fontane. Nonostante i danni subiti in seguito al saccheggio del 1799 da parte dell\u2019esercito francese, l\u2019impianto rinascimentale del castello risulta ancora visibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"slide-text-bg2\">\n<h3>Durante la dominazione longobarda e, ancor di pi\u00f9, in seguito alla divisione del ducato di Benevento dal ducato di Salerno,<\/h3>\n<\/div>\n<div class=\"flex-btn-div\"><a href=\"http:\/\/www.hetor.it\/site\/castelli-longobardi-irpinia\/\" class=\"btn1 flex-btn\">Leggi tutto<\/a><\/div>\n","protected":false},"author":19,"featured_media":385,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[18,22],"tags":[],"coauthors":[38],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v23.0 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Alla scoperta di 5 Fortezze Longobarde in Irpinia - 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