Gli Open Data per il patrimonio culturale della Campania

Evento di conclusione dei progetti di Alternanza Scuola – Lavoro con il Progetto Hetor

Venerdì 11 Maggio 2018 si è tenuto, presso l’Aula P1 dell’Università degli Studi di Salerno, l’evento finale dei progetti di Alternanza Scuola – Lavoro.

Le scuole coinvolte nelle attività con il Progetto Hetor hanno presentato i risultati del lavoro svolto durante il loro percorso.

 

 

Gli studenti hanno lavorato nell’ambito della valorizzazione del patrimonio culturale della Regione Campania. Come risultato gli alunni hanno contribuito alla creazione di dataset pubblicati con licenza open e la stesura di articoli pubblicati sul blog del progetto Hetor.

Hanno aperto la giornata i saluti del Professor Vittorio Scarano, Dipartimento di Informatica, Università di Salerno e Coordinatore del Progetto Europeo ROUTE-TO-PA, EU Horizon 2020, del quale Hetor è pilot, che ha ringraziato tutti i presenti per l’impegno profuso e per la riuscita del progetto.

Inoltre hanno partecipato all’evento personalità nazionali ed internazionali del mondo degli Open Data:

  • Francesca De Chiara (The Govlab Fellow at New York University & Researcher at Digital Commons Lab, Fondazione Bruno Kessler), esperta di Open Data dal 2011, ha mostrato agli studenti un video realizzato dall’Open Government Partnership nel 2012, ma ancora molto attuale, per spiegare come sia nato il dibattito sugli Open Data e per spiegare come i governi stiano utilizzando dati pubblici per risolvere problemi quotidiani, citando anche piattaforme collaborative per la produzione di Open Data quali OpenStreetMap e Wikimedia;
  • Conchita D’Ambrosio (Ethical Advisor del Progetto ROUTE-TO-PA Professoressa di economia presso l’Università del Lussemburgo), produttrice ed utilizzatrice in prima persona di Open Data.  Durante il suo intervento ha sottolineato come i giovani di oggi si troveranno a dover affrontare un mondo del lavoro completamente diverso da quello che conosciamo oggi e come, questo primo approccio legato al mondo della tecnologia degli Open Data possa servirgli in futuro;
  • Jerry Andriessen (Wise & Munro, Coordinatore WP 5 del Progetto ROUTE-TO-PA, The Hague, NL) ha mostrato come è nato e come si è evoluto nel corso degli anni il progetto ROUTE-TO-PA, in particolare analizzando l’importanza dei pilot di progetto.

 

Successivamente la parola è passata ai ragazzi, che hanno esposto le attività svolte durante il loro percorso di Alternanza Scuola – Lavoro con il progetto Hetor.

Le scuole che hanno partecipato sono:

  • I.I.S. A.M. Maffucci – Calitri (Av)
  • I.I.S.S. G.B. Vico – Nocera Inferiore (Sa)
  • I.S.I.S. Ferraris – Buccini – Marcianise (Ce)
  • Liceo Scientifico Statale A. Diaz – San Nicola La Strada (Ce)
  • Liceo Scientifico Statale P.S. Mancini – Avellino (Av)
  • ProfAgri Salerno – sede di Castel San Giorgio (Sa)

 

 

Sono stati realizzati in totale 36 dataset:

 

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In una seconda fase si è passati alla visione dei poster allestiti dagli studenti, con i quali hanno presentato agli ospiti e alle altre scuole presenti, il processo di realizzazione dei dataset da loro realizzati, dalla ricerca delle fonti fino alla realizzazione della tabella vera e propria e delle datalet ottenute dai dati.

In conclusione Mirjam Pardijs (Wise & Munro,  e Learning research For understanding practices of learning, The Hague, NL), insieme a Jerry Andriessen hanno espresso il loro apprezzamento per i lavori realizzati dagli studenti, dopo averli attentamente osservati e discusso con loro, sottolineando soprattutto l’importanza del ruolo che hanno avuto proprio gli studenti nell’ambito del progetto ROUTE-TO-PA e come siano stati abili nell’utilizzare uno strumento apparentemente difficile come la piattaforma SPOD in modo così proficuo.

Alla fine della manifestazione il Prof. Vittorio Scarano, congratulandosi con le scuole per i risultati raggiunti, ha consegnato ai docenti rappresentanti di ogni scuola degli attestati di partecipazione.

 

 

 

 

I giochi della tradizione

Oggi vi parleremo di un argomento estremamente interessante che appartiene alla nostra cultura popolare, i giochi della tradizione, grazie ai dati raccolti dal Prof. Raffaele Montoro, Simona Corrado Mancino e Antonella Martina Vicidomini in occasione dell’Open Data Challenge che ha coinvolto la città di Nocera Inferiore qualche mese fa.

Prima di presentarvi e analizzare i dati raccolti, vogliamo introdurre brevemente la storia e le origini dei giochi e la loro evoluzione.

Nel linguaggio attuale, il termine gioco viene associato a vari significati. In genere, comunque, per gioco si intende una attività liberamente scelta, praticata singolarmente o in gruppo da adulti e bambini allo scopo di svagarsi e divertirsi, sviluppando ed esercitando nello stesso tempo capacità fisiche, manuali e intellettive. Infatti, il gioco è un’attività molto utile che consente di rafforzare e di affinare, in maniera piacevole, le potenzialità del corpo e della mente.

Le origini del gioco sono antichissime e, come testimoniano vari ritrovamenti archeologici, diversi passatempi ancora oggi molto popolari hanno una storia millenaria. Analizzando gli affreschi e i mosaici antichi ospitati nei vari musei del mondo è possibile notare come gran parte degli attuali strumenti di gioco abbia un’origine molto remota.

Alcuni oggetti quali palle, corde, trottole, birilli ecc. erano già utilizzati migliaia di anni fa dai nostri antenati in tutto il mondo. Anche giochi più elaborati, come gli scacchi, il backgammon e il mah‒jong sono nati molto tempo fa.

In particolare, tra i resti della città di Ur, in Mesopotamia, è stata ritrovata una scacchiera con dadi e pedine, risalente al 2500 a.C. circa. Purtroppo non è possibile ricostruire con esattezza le regole di gioco del tempo poiché, nel passato, il gioco era considerato come una attività semplicemente di svago, dunque non vi sono molte testimonianze scritte a riguardo.

Una svolta significativa nella storia del gioco si è verificata con l’avvento della rivoluzione industrial, nella metà del XVIII secolo, quando sorsero le prime aziende costruttrici di giocattoli. Prima di allora, questi oggetti erano realizzati solo a livello artigianale e in quantità limitate.

Altre notevoli innovazioni che hanno contribuito all’evoluzione del gioco possono essere considerate l’ideazione dei cruciverba nel 1913, dei giochi in scatola nel 1935 e dei videogiochi nel 1971.

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In effetti, a partire dagli inizi degli anni ’70, con la diffusione dei videogiochi,  i giochi “di una volta” sono entrati sempre più in disuso fino a diventare semplici ricordi dei nostri nonni e della loro infanzia.

Tutto allora era semplice e sereno,

la vita si godeva nel suo pieno.

Giochi senza pretese,fatti di niente

ed erano tutto istinto e ardore,

fatti solo di entusiasmo e amore.

I giochi avevano una stagione:

d’estate la strascia, a primavera

si giocava tutti con l’aquilone:

si stava all’aperto fino a sera.

Gare di corsa e salti nell’inverno:

era un moto continuo e salutare

sempre a correre e a saltare.

Gaetano Giacinto Mancusi

 

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Eppure questi giochi racchiudono degli aspetti socio-culturali estremamente rilevanti e soprattutto hanno delle caratteristiche specifiche in base al luogo in cui venivano praticati. In particolare, i dati presi in considerazione riguardano il territorio campano. Le modalità di gioco, le regole e gli stessi nomi dei giochi, infatti, variano a seconda delle località.

 

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Gli oggetti, come abbiamo già visto, sono sempre stati utilizzati per giocare, fin dall’antichità. Tuttavia, molti giochi non prevedevano l’utilizzo di uno strumento ma piuttosto la presenza di altri partecipanti.

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Infatti, proprio come accade oggi con le console e i videogiochi online, i giochi potevano essere praticati singolarmente o in team e alcuni di loro richiedevano un numero minimo di partecipanti per poter essere intrapresi. 

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Il gioco, oggi, è considerato un’attività estremamente importante per l’uomo, capace di combattere la noia e la depressione. In particolare, i giochi di una volta costituiscono la memoria dell’uomo, della sua evoluzione ed è importante conservarne traccia poiché appartengono al nostro patrimonio storico-culturale.

 

 

Premiazione Open Data Challenge “Caccia ai tesori di Nocera”

NOCERA INFERIORE. Quaranta cittadini suddivisi in dodici gruppi si sono sfidati a “colpi” di dataset decretando il successo della prima edizione dell’Open Data Challenge, caccia ai tesori di Nocera.

I gruppi de I giochi di una volta e le Cartelle cliniche dell’ex Ospedale Psichiatrico Vittorio Emanuele II di Nocera Inferiore si sono aggiudicati le vittoria di questa competizione digitale ideata nell’ambito di Hetor, Open Data Per il Patrimonio Culturale della Campania.

La cerimonia di premiazione si è svolta presso l’aula consiliare del comune di Nocera Inferiore, lo scorso venerdì 23 febbraio alla presenza del sindaco Manlio Torquato e del prof. Vittorio Scarano. Il successo dell’iniziativa è stato possibile anche grazie alle strutture messe a disposizione dalla biblioteca comunale diretta da Nicla Iacovino.

Due, quindi, i temi che hanno destato interesse per la giuria conquistando la prima piazza.

Simona Corrado Mancino, Raffaele Montoro e Antonella Martina Vicidomini, si sono occupati dei giochi di una volta. L’argomento si è rivelato originale e legato alle tradizioni locali. Ha colpito anche la perfetta interazione tra i componenti del gruppo che hanno sperimentato in modo proficuo la collaborazione tra individui di diverse generazioni.

Rossella Greco, Candia Carrino e Giuseppina Salomone, invece, hanno lavorato sull’archivio storico dell’ex ospedale psichiatrico. Il dataset ha reso accessibile una porzione di dati che valorizzano un patrimonio sconosciuto alla maggioranza dei cittadini.

Valentina Ruggiero si è classificata al secondo posto con L’industria nocerina dall’Unità d’Italia al miracolo economico. Un dataset ricco di informazioni frutto di una ricerca capillare che si è giovata anche del materiale custodito nell’archivio storico comunale. Rocco Vitolo, infine, al terzo posto con La stampa locale dall’Unità d’Italia ad oggi. Si tratta di un ricco catalogo con i titoli di tutte le testate (periodici, settimanali, mensili) pubblicate a Nocera Inferiore dal Novecento fino ai giorni nostri. La raccolta offre una visione inedita della città dal punto di vista storico, culturale e sociale.

Hanno ricevuto una menzione i gruppi de la Mappatura delle Edicole votive di Nocera Inferiore (Concetta Barba, Francesca Fortino, Gerardo Landino e Salvatore Oliva) dei Detti e parole antiche (Concetta Castorelli e Sara Ragone) e dei Marchi di Fabbrica dell’Azienda Forino (Angelo Forino, Antonio Forino, Fabio Forino e Pierluigi Amore). Per il carattere internazionale della ricerca e per l’argomento inedito una menzione speciale al gruppo de la Società di Mutuo Soccorso Nocera Inferiore e Superiore di New York (Chiara Granito, Rosaria Revellini, Carmine Scarpa e Mario Scarpa).

 

 

L’elenco completo di tutti i dataset realizzati per la challenge è consultabile sul potale di Hetor all’indirizzo www.nocera-inferiore.hetor.it, una pagina dedicata a tutte le attività svolte a Nocera Inferiore. Un modo per promuovere tutte le iniziative messe in campo con ai nastri di partenza la seconda edizione della challenge con l’obiettivo di coinvolgere altri cittadini per far emergere dai meandri della storia nuove informazioni sul patrimonio culturale cittadino.

L’Oasi protetta di Persano

Nel cuore della Riserva naturale Foce Sele – Tanagro si trova l’Oasi WWF di Persano, dichiarata zona umida di importanza Internazionale dalla Convenzione di Ramsar.

L’area è situata nei Comuni di Serre e Campagna (SA) ed ha un’estensione di 110 ettari, 70 dei quali occupati dal bacino idrico. L’Oasi, infatti, è stata istituita nel 1981 intorno ad un lago artificiale formatosi in seguito allo sbarramento del fiume Sele.

La presenza della diga, ultimata nel 1934, e del bacino artificiale hanno contribuito ad un’evoluzione dei sistemi naturali, attivando una serie di fenomeni quali esondazioni di piccola portata, formazione di specchi d’acqua secondari ed ambienti di notevole interesse naturalistico.

Il Consorzio di Bonifica Destra Sele che gestisce la diga, nel 1980 ha affidato al WWF il compito della gestione naturalistica dell’area.

L’Oasi e la confinante Tenuta Militare di Persano formano una grande isola verde le cui caratteristiche naturali si sono mantenute pressoché inalterate.

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Gli insediamenti più antichi nella zona sono stati ritrovati nelle zone interne collinari e sembrano risalire alla media età del bronzo.

Ai tempi dei Romani, l’area già aveva una certa importanza, testimoniata dalla presenza del santuario di Hera Argiva; mentre in epoca coloniale fu teatro dei passi più significativi della storia di Posidonia-Paestum.

L’evoluzione del paesaggio della pianura alluvionale del Sele ha seguito per secoli le dinamiche del fiume, restando una zona pressoché invariata dal punto di vista vegetale e faunistico, fino alla fine del XIX secolo.

Infatti, nel ‘700, tale ricchezza vegetale e l’abbondanza di animali indussero i Borboni a eleggere Persano “sito reale”: l’area, dunque, divenne un territorio riservato alla caccia del re.

A partire dal 1885, con la bonifica della palude costiera, si sono avviate una serie di trasformazioni proseguite fino agli anni ’30. L’area di Persano, insieme a poche altre, è sfuggita alla trasformazione generalizzata del XX secolo, preservando i boschi umidi planiziali che ospitano una fauna particolarmente ricca di specie, anche rare come la lontra.

 

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L’area è conosciuta soprattutto per la presenza di questo animale, che costituisce il simbolo dell’Oasi e motivo principale della sua istituzione. Il bacino del Sele, infatti, è uno degli ultimi rifugi per la lontra, il mammifero terrestre più raro d’Italia e ad alto rischio di estinzione, che merita adeguate azioni di conservazione.

Tuttavia, la lontra non è l’unico animale che è possibile incontrare nell’area. L’Oasi, essendo un’area umida, costituisce un riparo ed un punto di ristoro per gli uccelli: finora sono state segnalate 184 specie.

Inoltre, all’interno dell’Oasi e nei suoi immediati dintorni si può apprezzare un diversificato mosaico vegetazionale costituito da un gran numero di ambienti erbacei, arborei ed arbustivi che sono alla base della grande biodiversità che caratterizza l’area.

E’ possibile visitare l’area accompagnati dalla guida, raggiungendo il Sentiero Natura all’interno del territorio protetto, lungo il quale vengono accompagnati i visitatori in base alle loro esigenze e conoscenze naturalistiche.

I periodi piu’ interessanti per le osservazioni sono l’autunno, quando si raggiunge la massima concentrazione di uccelli acquatici svernanti, e la primavera, quando il paesaggio si colora con le fioriture dei prati.

 

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Dal 1 Marzo, è possibile visitare l’Oasi secondo alcuni giorni e orari prestabiliti. In particolare:

  • per i gruppi organizzati e le scuole, è possibile fare delle visite guidate su prenotazione, tutti i giorni in orario da concordare. La visita dura circa due ore e mezza.
  • per il pubblico, è possibile effettuare le visite guidate tutti i giorni su prenotazione, dalle 10.00 alle 15.00 nel periodo invernale (ottobre-maggio) e dalle 9.00 alle 17.00 nel il periodo estivo (giugno-settembre).

Per fotografi e birdwatcher sono previsti ingressi eccezionali, in alcuni periodi, da concordare con la direzione.

Per maggiori informazioni, potete visitare la pagina Facebook dedicata all’Oasi.

 

 

Open Data Challenge: Nocera Treasure Hunt

Some days ago a new exciting initiative started, in collaboration with the Hetor Project: Open Data Challenge: Nocera Treasure Hunt.

The opening event has been held in the Municipal Library of Nocera Inferiore and it is part of the “Open Data for the Campania Region Cultural Heritage” project, organized by EU H2020 ROUTE-TO-PA Project within the DATABENC Technological district (High Technology Consortium for Cultural Heritage). 

The main objective concerns the Cultural Heritage of Nocera Inferiore, one of the greatest city situated in the province of Salerno, in the south of Italy.

The aim of the hunt is the promotion of the territory via the use of Open Data, co-creating a series of data freely accessible by anyone, which are able to tell a story about the city, revealing some new aspects that even local communities and native citizens didn’t know before!

Data will be collected on the Social Platform for Open Data SPOD, which allows interactions among citizens concerning the open datasets, discussing in private and public rooms.

The event hosted the Council member for Youth Culture and Politics Federica Fortino, Doctor Giuseppina Salomone, Medical director of Mental Health Department in Salerno, Professor Teresa De Caprio, School Head of G.B. Vico High School in Nocera Inferiore and the Professor Vittorio Scarano, from the IT Department – University of Salerno and ROUTE-TO-PA project coordinator.

Furthermore, numerous local associations and citizens have actively participated to the debate.

Discussion has been moderated by Ms Nicla Iacovino, the Municipal Library director.

If you like being challenged, visit our Facebook page or contact us to our email address: hetor@routetopa.eu.

Furthermore, we would like to remember you that SPOD is freely accessible to anyone.

Join us!

 

Open Data Challenge: Caccia ai tesori di Nocera

Ieri è stato dato il via alla nuova iniziativa promossa dal Progetto Hetor, Open Data Challenge: Caccia ai tesori di Nocera.

L’evento di apertura si è tenuto alle 17.30 presso la Biblioteca Comunale “R. Pucci” di Nocera Inferiore e si inserisce nell’ambito del Progetto “Open Data Per il Patrimonio Culturale della Campania”, nato dalla collaborazione tra il Progetto Europeo Horizon 2020 ROUTE-TO- PA ed il Distretto ad Alta TecnologiA per i Beni Culturali DATABENC.

 

 

Il soggetto del concorso è il patrimonio culturale della città di Nocera Inferiore.

L’intento è valorizzare il territorio attraverso gli Open Data con la creazione di un insieme di dati accessibili a tutti, che raccontino la città a chi non la conosce e che la facciano riscoprire nei suoi aspetti inediti alla comunità locale.
I dati saranno raccolti sulla Piattaforma Sociale per gli Open Data SPOD, che consente ai cittadini di interagire sui dataset open e di discutere in stanze pubbliche e private.

 

Alla presentazione sono intervenuti l’Assessore alla cultura e politiche giovanili Federica Fortino, il Professore Vittorio Scarano, docente di informatica presso l’Università degli Studi di Salerno e coordinatore del progetto ROUTE-TO-PA, la Dottoressa Giuseppina Salomone, Dirigente medico presso il dipartimento di salute mentale ASL Salerno 1, la Professoressa Teresa De Caprio, Dirigente scolastico presso il Liceo G.B.Vico di Nocera Inferiore.

Hanno partecipato attivamente all’incontro anche numerose associazioni locali, tra cui Ridiamo vita al Castello e Giovani d’Oggi, oltre che numerosi cittadini entusiasti dell’iniziativa e soprattutto dediti a far riscoprire il loro territorio e le loro tradizioni.

Ha moderato la discussione la Dott.ssa Nicla Iacovino, direttrice della Biblioteca comunale.

Per chi volesse partecipare alla Challenge o semplicemente volesse informazioni più approfondite, può visitare la pagina Facebook del progetto oppure scrivere al team di Hetor alla mail hetor@routetopa.eu. 

Inoltre ricordiamo che la piattaforma SPOD è gratuita e l’accesso è libero a tutti.

Partecipate numerosi: fantastici premi vi aspettano!

 

Hetor e alternanza scuola-lavoro: un’accoppiata vincente!

Un suono inconfondibile riecheggia in lontananza… Driiiin!!! La campanella: è iniziata la scuola!

Per dare il bentornato ai ragazzi, Hetor ha deciso di presentare tutte le attività e i risultati che gli studenti hanno raggiunto alla fine dello scorso anno scolastico. In particolare, hanno collaborato con noi 4 scuole campane, situate nelle province di Avellino, Caserta e Salerno, coinvolgendo in totale circa 100 alunni.

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I progetti realizzati dagli studenti hanno avuto come obiettivo principale la valorizzazione e promozione del proprio territorio attraverso l’utilizzo degli Open Data.

Nei primi incontri tenutisi presso l’ateneo di Salerno, i ragazzi hanno appreso il concetto di Open Data e le molteplici funzionalità della piattaforma sociale SPOD, strumento che hanno utilizzato nelle attività successive per raccogliere e co-creare i dati.

Oltre ai dataset, alla fine del progetto i ragazzi hanno realizzato degli articoli corredati da datalet e pubblicati sul blog di Hetor. Inoltre, in una sezione dedicata, è stata creata una pagina per ciascuna scuola in cui sono presenti tutti i lavori svolti durante il percorso di Alternanza scuola-lavoro.

Liceo Gian Battista Vico, Nocera Inferiore (SA)

I 9 studenti dei licei Classico e Linguistico G. B. Vico hanno collaborato con Hetor divisi in 3 gruppi di lavoro. Alla fine delle ore previste, i ragazzi hanno realizzato 3 dataset: Museo Open, Itinerari Culturali e Fabbriche dismesse.

Essi sono stati concepiti dai ragazzi allo scopo di valorizzare la propria città e il proprio territorio. Durante le attività gli alunni hanno anche scattato personalmente le foto inserite nei dataset, ulteriore momento di apprendimento pratico e interattivo.

Ecco una delle datalet realizzata dai ragazzi con i dati raccolti:

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L’esperienza con gli studenti si è rivelata estremamente positiva, come dimostra uno dei commenti dei partecipanti alla fine del percorso di Alternanza scuola-lavoro:

La mia esperienza di alternanza scuola lavoro è stata, per diverse ragioni, davvero molto positiva ed interessante. Ho potuto valorizzare gli oggetti presenti nelle vetrine del liceo G.B. Vico, ormai dimenticati da molti. Ho imparato a creare inventari, prima cartacei e poi in formato digitale, attraverso la creazione di dataset. Ho conosciuto nuove piattaforme come, ad esempio, SPOD. Spero di continuare con questo percorso di alternanza per poter maggiormente valorizzare, non solo a livello regionale ma anche internazionale, i beni che custodiamo all’interno del liceo, utilizzando SPOD e Hetor come mezzo di diffusione.

Maria Nunzia Sciacca, Liceo Linguistico G.B. Vico classe 3EL

Liceo Armando Diaz, San Nicola La Strada (CE)

Il Liceo A. Diaz ha visto la collaborazione di 27 studenti che hanno lavorato divisi in 4 gruppi, ognuno dei quali ha realizzato un dataset: Museo Open della civiltà contadina di San Nicola La Strada, Risorse e Beni culturali minori, Stradario Ragionato di San Nicola la Strada, Casellario Politico per la provincia di Caserta.

Oltre ai dati raccolti sulla piattaforma, i ragazzi hanno realizzato le foto delle risorse locali al fine di valorizzare maggiormente il proprio territorio. Inoltre, gli studenti hanno creato numerose datalet, anche di una certa complessità, dimostrando il loro interesse nelle attività svolte. Ecco un esempio:

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Liceo Pasquale Stanislao Mancini, Avellino (AV)

I 20 studenti  del Liceo A. Mancini hanno collaborato al progetto Hetor realizzando 4 dataset: Casellario Politico per la provincia di Avellino, Marchi di Fabbrica nella provincia di Avellino, Museo Irpino “Mefite”, Museo Irpino “Epigrafi”.

I ragazzi hanno svolto un eccellente lavoro di analisi dei dati, realizzando degli articoli molto dettagliati, arrivando a ricostruire delle vere e proprie storie sui dati corredati dalle datalet.

 

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Istituto Angelo Maria Maffucci, Calitri (AV)

I 39 studenti del Maffucci si stanno concentrando su varie risorse del territorio di Calitri e zone limitrofe: chiese e luoghi artistici, storia locale di Bisaccia, casali, arti e mestieri del Museo di Aquilonia, usi e costumi locali e le aziende agricole. I dataset non sono stati ancora pubblicati poiché le attività sono ancora in corso. Ma non temete, presto saranno disponibili.

Intanto, vi mostriamo in anteprima una datalet che riguarda uno dei dataset che gli studenti stanno ultimando:

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Una serie di attività concluse, alcune in corso ed altre stanno per cominciare: una proficua collaborazione con gli studenti campani volta alla valorizzazione del territorio.

 

Il team di Hetor ringrazia i ragazzi per l’impegno dimostrato augurandogli un buon inizio di anno scolastico!

 

50 Top Pizza 2017: le migliori pizzerie d’Italia

Vi avevamo già raccontato la storia della pizza e le sue origini in un precedente articolo.

Oggi, invece, vi diciamo dove trovare le 50 migliori pizzerie di tutta Italia, secondo una classifica divulgata a Castel dell’ Ovo in occasione della presentazione della guida online “50 Top Pizza”, a cura di Luciano Pignataro, Barbara Guerra e Albert Sapere.

Una classifica stilata con “cento ispettori che in forma anonima hanno valutato la qualità del cibo, la carta dei vini e delle birre, la ricerca in cucina e la piacevolezza dello spazio”.

 

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Il team di Hetor, al fine di completare il lavoro sui prodotti tipici campani e i relativi produttori, è partito da questa classifica ampliandola e arricchendola di informazioni aggiuntive, come la geolocalizzazione e il sito internet di ogni locale, per avere un quadro completo e open delle pizzerie migliori d’Italia.

Come si può osservare dalla datalet, la maggior parte delle pizzerie della top 50 si trovano in Campania, precisamente a Napoli e Caserta.

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In realtà, si può gustare la ‘vera pizza napoletana’ anche nelle altre regioni d’Italia, a patto che vengano rispettati gli standard qualitativi richiesti dal marchio della pizza S.T.G.

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In occasione della presentazione della guida “50 Top Pizza”, sono stati assegnati 15 ulteriori riconoscimenti, tra cui “miglior comunicazione web“, “valorizzazione del Made in Italy“, “miglior carta dei vini/birre” e il tanto ambito premio per la “pizza dell’anno“.

 

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Sebbene la maggior parte dei locali siano prevalentemente ristoranti e pizzerie, in molti altri è possibile gustare anche altri piatti, bevande e specialità culinarie.

 

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Adesso vi sveliamo in anteprima le prime tre classificate: un podio tutto campano!!!

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  1. Pepe in grani a Caiazzo (CE);
  2. Gino Sorbillo ai Tribunali a Napoli;
  3. Francesco & Salvatore Salvo a San Giorgio a Cremano (NA).

Ora che ne sapete un po’ di più sui locali presenti in tutta Italia in cui poter gustare la vera pizza napoletana, non vi resta che partire per un gustoso tour estivo!

 

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Una storia di dati

Questa è una storia di dati. Di dati aperti. E di una classe di un liceo scientifico. E di un giovane di 20 anni che parte per la Spagna. Ma andiamo con ordine.

Tutto inizia, ai tempi di oggi, con la classe IV F del Liceo Mancini di Avellino, che viene a trovarci, noi di Hetor, per un progetto sugli open data. Tra le attività che proponiamo loro, un gruppo si occupa di un interessante dataset dell’Archivio di Stato, il Casellario Politico Centrale che raccoglie i dati su tutti i sorvegliati per ragioni politiche durante il fascismo.

Il gruppo che lavora sul Casellario Politico dei sorvegliati, ristretto alla Provincia di Avellino, si impegna a fondo nel ripulire i dati e nell’aggiungere informazioni, tra cui la geolocalizzazione dei luoghi menzionati. Creano diverse visualizzazioni, si divertono nel sistema (moderatamente, come è giusto che sia :-)). E, alla fine, noi pubblichiamo il loro dataset, qui in Hetor.

Fin qui, tutto normale. Anche troppo. Una buona pratica di open data, condita con l’entusiasmo di un gruppo di diciassettenni. Se non fosse che, tra le varie attività, esce fuori una visualizzazione interessante, che mostra la ultima residenza nota di ciascuno dei sorvegliati speciali. Eccola.

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Si vede da qui come molti dei sorvegliati scappano, chi negli Stati Uniti, chi in Sudamerica, chi in Australia. Notate qualcosa di strano? Provate a zoommare sull’Europa, e si vede qualcosa. Che spicca. Un solo puntino, solitario, sulla Spagna.

fotopartigianoQuesta immagine viene mostrata in vari seminari, è simpatica e mostra in un solo colpo tutta la attività fatta dai ragazzi. Ma questo puntino continua a essere evidente, a stimolare curiosità. Si tratta di Giuseppe Cristino, di Montecalvo Irpino. Nato nel 1918, morto a 23 anni.
Come faceva un rifugiato politico a scegliere la Spagna per fuggire dall’Italia fascista? In quel periodo, in Spagna si combatte una guerra civile, crudele come tutte le guerre, perché fuggire lì?

E qui scatta l’aiuto del “migliore amico del curioso”, Google. Un paio di ricerche, incrociate, per verificare le informazioni. Ed ecco la storia, quella di un ventenne, antifascista, che scappa, prima, a Parigi per poi passare in Spagna per arruolarsi nelle Brigate internazionali che combattevano contro Franco. Di nascosto dei genitori. Combatte, nella Battaglia dell’Ebro, e, insieme ad altri 30.000, viene catturato prigioniero. In un campo di concentramento in Spagna, sfinito dagli stenti, muore, poi, nel 1941 di tifo.

E questo era il senso di questo puntino solitario sulla mappa, quella di un ragazzo di venti anni, che all’età in cui tutti noi, fortunatamente, abbiamo avuto altri pensieri, ha deciso di scappare e andare a combattere. E mi sembra importante che io abbia risposto, stasera, alla chiamata che veniva da quel puntino solitario sulla mappa. E abbia raccontato la sua storia, quella di Giuseppe Cristino, morto a 23 anni in Spagna.

Questa è una storia di dati. Di dati aperti.