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I monumenti nazionali in Campania

32 bellezze storiche tutte da scoprire

La regione Campania è una terra tutta da vedere, ricca di arte e storia, con una tradizione e un amore per la cucina che rende indimenticabile una visita a questo meraviglioso territorio.

E’ una regione dove la parola noia non esiste: in ogni momento della giornata c’è sempre qualcosa di nuovo da fare e qualche bellezza da scoprire.
Parchi archeologici, oasi naturali, castelli, chiese rupestri, monumenti Unesco e tanto altro, sono ciò che rende la Campania unica.

Quest’oggi vogliamo concentrarci su una tipologia in particolare: i monumenti nazionali.

Monumento nazionale

Un monumento nazionale è un bene, come ad esempio una chiesa, la casa natale di una personalità o un intero territorio, cui è stato riconosciuto dalle istituzioni nazionali o da altri enti amministrativi locali, uno status particolare per il loro significato storico, politico o culturale per la nazione.

Con questo termine si indicano gli edifici e i luoghi che si ricollegano alla nostra storia o alla memoria di grandi uomini; rappresentano, dunque, dei veri e propri “documenti di pietra”, mezzi storici di comunicazione, nella duplice veste di complessi architettonici dotati di imponenti apparati decorativi o di singole opere commemorative.

I primi monumenti nazionali vennero identificati subito dopo l’Unità d’Italia, quando venne stabilito l’obbligo, per il governo, di avere alcuni complessi monumentali. La prima proclamazione di “monumento di storia nazionale” è del 6 maggio 1866 (con regio decreto) con la tutela di Palazzo Madama a Torino.

E’ importante considerare un aspetto storico relativamente al nostro patrimonio di Monumenti Nazionali: la maggior parte sono stati identificati durante il Regno d’Italia per salvaguardare un patrimonio, inizialmente legato soprattutto alle Biblioteche che erano in larga parte ecclesiastiche, che rischiava di scomparire per la difficoltà di quanti ne avevano possesso o disponibilità di garantirne il mantenimento. Con queste operazioni, spesso, il Regno d’Italia e poi la Repubblica hanno impedito che fossero ceduti a privati o a collezionisti le strutture o i materiali destinati alla condivisione pubblica in quanto patrimonio nazionale.

La classificazione dei monumenti iniziò nel 1870, con la richiesta da parte della Giunta di Belle Arti di fornire l’elenco degli edifici pubblici “meritevoli di essere annoverati fra i Monumenti Nazionali”. Successivamente, gli elenchi furono predisposti a cura delle Commissioni Consultive di Belle Arti, istituite in diverse province del Regno, e pubblicati per la prima volta nel 1875.

Nel 1896, però, il Ministero della Pubblica Istruzione chiese la revisione dei primi elenchi, sollecitando la divisione in monumenti di importanza nazionale, regionale e locale.

Solo nel 1902 venne pubblicato l’Elenco degli Edifici Monumenti nazionali in Italia.

 

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Monumenti nazionali in Campania

Con i suoi 32 Monumenti nazionali, la regione Campania si pone al 3 posto nella classifica italiana, dopo la Toscana (34) e il Lazio (39).

Tra le varie tipologie di manufatti, troviamo elementi architettonici, monumenti e un sito archeologico:

  • Arco dell’Annunziata, Padula, Salerno – All’esterno della chiesa omonima si trova l’arco a tutto sesto in pietra locale a grosse bugne e con stemma civico nella chiave di volta, che immetteva al cortile dell’Ospedale e che nel 1911 fu dichiarato monumento nazionale. Esso inquadra il Sacrario dei Trecento di Carlo Pisacane, i cui resti sono custoditi in teche visibili al pubblico.
  • Banchina delle Camarelle, Sapri, Salerno – Questo monumento, dichiarato nazionale nel 1911, ricorda la spedizione di Carlo Pisacane, che sbarcò in questo luogo durante la rivolta verso il governo borbonico. Oggi è quasi completamente sotto il livello del mare.
  • Sepolcreto Imbriani – Poerio, Pomigliano d’Arco, Napoli – Il sepolcreto, monumento nazionale dal 1930, raccoglie le spoglie di celebri esponenti della famiglia Imbriani – Poerio. La Cappella, della cui tutela si occupa la Fondazione Vittorio Imbriani, si erge quasi al centro della parte più vecchia del cimitero.
  • Cippo di Sanza (Carlo Pisacane), Sanza, Salerno – Cippo funerario commemorativo di Carlo Pisacane, apposto dopo la spedizione dei Mille del 1860 presso il luogo della morte, e dichiarato monumento nazionale nel 1911.
  • Antica area di San Pietro Infine, San Pietro Infine, Caserta – Il sito archeologico comprende le rovine dell’antico borgo medievale di San Pietro Infine, distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale. L’antico centro, seppur distrutto, conserva ancora l’impianto urbanistico di tipo medioevale costituendo una sorta di museo all’aperto, un luogo della memoria, riconosciuto come monumento nazionale nel 2008.
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Sono inserite all’interno dell’elenco anche elementi architettonici più complessi, come il borgo di Casertavecchia e il Parco Vergiliano:

  • Borgo medievale di Casertavecchia, Casertavecchia, Caserta – Il borgo di Casertavecchia è meta di interesse turistico per via del Duomo, del campanile, dei resti del castello e delle strade dell’intero borgo che ricordano l’assetto antico della città. Fu dichiarato monumento nazionale nel 1960.
  • Parco Vergiliano, Tomba di Giacomo Leopardi, Napoli – Il parco Vergiliano a Piedigrotta, conosciuto anche come Parco della Tomba di Virgilio, è situato nella zona di Piedigrotta e contiene le spoglie del poeta latino e di Giacomo Leopardi. Fu dichiarato monumento nazionale nel 1897.

Sono stati identificati come monumenti nazionali anche alcuni edifici privati e un edificio pubblico:

  • Palazzo Filomarino, Napoli – Il palazzo Filomarino, monumento nazionale dal 1947, è un palazzo monumentale di Napoli ubicato in via Benedetto Croce, lungo il decumano inferiore. Abitato nei secoli da importanti famiglie nobili locali, divenne residenza del filosofo Benedetto Croce fino alla sua morte nel 1952. Alcuni locali ospitano oggi l’Istituto italiano per gli studi storici e la Fondazione Biblioteca Benedetto Croce.
  • Casa di Francesco De Sanctis, Napoli – Casa di Francesco Saverio De Sanctis, scrittore, critico letterario, politico, Ministro della Pubblica Istruzione e filosofo italiano, monumento nazionale dal 1927.
  • Villa Lina – casa Francesco Crispi – Monumento nazionale dal 1942, conosciuta anche come villa Lina (la moglie dello statista), fu costruita nel 1883 su progetto dell’architetto Du Fresnay. Dopo essere stata sede del consolato tedesco negli anni della guerra, passò poi ad ospitare il consolato britannico che la lasciò diversi anni dopo.
  • Carcere Borbonico, Montefusco, Avellino – In origine, i Longobardi eressero un castrum, a pianta quadrangolare. Fu trasformato, poi, in epoca aragonese, in Tribunale e, successivamente, da Ferdinando II di Borbone, in carcere politico per i patrioti antiborbonici. Il carcere mantenne lo stesso utilizzo fino al 1923 e dichiarato monumento nazionale nel 1927.

Ci vediamo la settimana prossima per la seconda parte di questo excursus sui monumenti nazionali campani.