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Sant'Agata de' Goti

Una passeggiata a Sant’Agata de’ Goti

Sant’Agata de’ Goti, la perla del Sannio di cui ti innamorerai!

Alle falde del monte Taburno troviamo questo piccolo ed affascinante borgo di circa dieci mila abitanti. Passeggiare tra le stradine di Sant’Agata de’ Goti è come perdersi in un mondo antico e lontano.

Scopriamo di più sul comune bandiera arancione del Touring Club Italiano.

 Un po’ di storia

Sant’Agata de’ Goti sorge su quella che un tempo era l’antica città caudina di Saticula, poi divenuta colonia romana. Sono diverse le dominazioni che si sono succedute: Unni, Vandali, Goti, Longobardi e Normanni tra i tanti.

Ed è proprio dalla dominazione dei Goti che, inizialmente, si era pensato derivasse il nome del paese. Oggi, invece, la tesi più accreditata fa derivare il nome dalla famiglia francese dei De Goth che si insediò nel territorio tra il XIV e il XV secolo: infatti è solo dopo il 1300 che i carteggi ufficiali riportano il toponimo completo.

L’intero borgo è stato costruito su di un terrazzamento di tufo, circondato in toto dalla natura. Questa particolare posizione conferisce al visitatore del borgo una vista magnifica.

Cosa vedere

Sebbene il borgo sia piccolo e concentrato conserva arte, cultura e tradizione. Tra i punti d’interesse che valgono una visita troviamo:

  • Il Castello Ducale: lontani sono i tempi in cui questo castello svolgeva una funziona difensiva. Fondato dai Longobardi, nel corso dei secoli è stato più volte rimaneggiato, per assecondare i gusti dei proprietari che vi si sono succeduti. Oggi è stato suddiviso in più ambienti, oramai tutti privati: ciò che resta di un tempo può vedersi solo nel salone principale dove è possibile ammirare i resti dell’operato di Tommaso Giaquinto.
  • Il Duomo o Cattedrale dell’Assunta: è l’edificio religioso più importante di Sant’Agata de’ Goti. Fondato nel 970 su un antico tempio pagano, è stato più volte rimaneggiato nel corso dei secoli, mentre l’aspetto attuale è la conseguenza del rifacimento settecentesco. Al suo interno conserva pregevoli opere artistiche e una cripta romanica del XII secolo.
  • La Chiesa dell’Annunziata: è il vostro primo incontro una volta arrivati a Sant’Agata de’ Goti. Di edificazione medievale, oggigiorno è una commistione di elementi decorativi cinquecenteschi e barocchi. Punto cardine della chiesa è l’affresco posizionato nella controfacciata, risalente al XV secolo, che rappresenta il Giudizio Universale.
  • La Chiesa di San Menna: la più piccola ed antica del borgo, risalente al VI secolo e poi ripresa nel XII secolo dal conte Roberto il Normanno. In stile romanico, per molti aspetti questa chiesetta richiama l’abbazia di Montecassino: sia per l’impianto basilicale a tre navate, sia per la particolare pavimentazione a mosaico, riconosciuta tra le più antiche di tutta la Campania.
  • Il Palazzo Vescovile: ubicato in piazza Umberto I, alle spalle di una fontana settecentesca. Al suo interno troviamo il famoso “Salone degli Stemmi”, dove gli stemmi dei 68 Vescovi di Sant’Agata de’ Goti sono messi in successione l’uno dopo l’altro rispettando l’ordine cronologico.
  • Il centro storico: dulcis in fundo. Come non perdersi tra le viuzze di questo splendido borgo, tutto da scoprire nei suoi vicoli, tra le sue case, palazzi, chiese e botteghe.

Cosa gustare

Dopo una bella passeggiata tra i vicoli del paesino è d’obbligo fermarsi per un momento di ristoro. Come farlo al meglio? Gustando i piatti tipici della tradizione locale.

Il consiglio è quello di partire con un antipasto spezza fame: ‘nfrennule e Caciocavallo Silano D.O.P.. Uno dei prodotti tipici di questo borgo meraviglioso sono appunto le ‘nfrennule, dei tarallucci fatti con farina, acqua, vino bianco, olio e finocchietto selvatico, dalla caratteristica forma a otto. Il loro nome sembrerebbe di derivazione normanna e ha origine, probabilmente, nella loro forma che riportava al frenulum, una sorta di briglia che veniva posta sotto la lingua dei cavalli per poterli domare più facilmente.

Il Caciocavallo Silano D.O.P., invece, è un formaggio semiduro, a pasta filata, di produzione tipica della zona. Sembra addirittura risalire a prima del XIV secolo, dunque l’abbinamento con i taralli più buoni del posto è d’obbligo.

Si potrebbe proseguire con una succulenta portata principale a base di carne: il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale I.G.P. qui la fa da padrone. È possibile gustarne un’ottima bistecca oppure cucinarlo in deliziosi sughi di carne utilizzati per condire paste fresche.

Concludiamo al meglio il lauto pasto con dolce e frutta: tutta la zona del beneventano è nota per la sua produzione di torrone. Ma altrettanto celebre è la melannurca I.G.P., regina dei frutti campani, tra le varietà di mela più conosciute ed apprezzate in tutta Italia.

Infine non dimentichiamoci che Sant’Agata de’ Goti è rinomata per l’ottimo vino, dunque potrete scegliere di accompagnare il tutto con un ottimo Solopaca D.O.C., o con un intenso Aglianico del Taburno D.O.C.G. e, perché no, una fresca Falanghina del Sannio D.O.P..

 

 

“Questa località è caratterizzata dal notevole interesse del centro storico, costruito nel tufo, e in grado di offrire un’ampia gamma di siti di interessi storico-culturale, servizi, negozi e ristoranti, molti dei quali al centro di specifici itinerari turistici, pensati per i visitatori.”

 

Marta, ghost visitor TCI

 

Il borgo è stato infatti costruito su una sorta di terrazzamento di tufo, circondato a 360 gradi dalla natura. Questa posizione così esposta conferisce a chi abita o visita il borgo una vista magnifica.

Sant’Agata de’ Goti, centro storico incantevole, vanta il riconoscimento della bandiera arancione del Touring Club Italiano dal 2005.

Uno dei borghi campani più affascinanti, da inserire nella lista dei luoghi da visitare!