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Autunno in Campania: l’uva da non perdere

Campania terra di uva.

La Campania, si sa, è una delle terre più famose per la produzione di vini. Si passa dall’Aglianico al Taburno, dal Greco di Tufo alla Falanghina, dai Campi Flegrei al Falerno del Massico, e tanti altri.

 

 

Ma tutto questo è possibile grazie alla grande varietà di uva campana, alcune utilizzate per la vitivinicoltura, altre utilizzate per il consumo al naturale.

Sei di queste uve hanno ottenuto la certificazione P.A.T., riconosciuta a livello nazionale.

Ed è proprio questo il periodo in cui possiamo finalmente gustarle.  In autunno, infatti, l’uva è la più assidua frequentatrice delle nostre tavole a fine pasto.

Andiamo a scoprire insieme quali sono le 6 uve P.A.T. in Campania.

Le 6 uve P.A.T. in Campania

  • Uva armonera del Cilento: Si tratta di una varietà antica, quasi scomparsa. E’ stata recuperata recentemente da alcuni appassionati viticultori locali. Essa, infatti, è coltivata solo nell’area cilentana, ed in particolare, nella frazione di Rodio nel comune di Pisciotta. Si tratta di un’uva dalle dimensioni medie e dalla forma rotonda, con bacche di colore violaceo. La sua polpa è dolce e croccante. La sua raccolta avviene da settembre a novembre.
  • Uva bianca a cuore del Cilento: Anche questa varietà, come suggerisce il nome, è coltivata nell’area cilentana. Si differenzia dalla precedente per due aspetti fondamentali: la forma e il colore. Si tratta, infatti, di un’uva bianca dalla forma leggermente appuntita, dal sapore dolce. La sua raccolta avviene da settembre a novembre.
  • Uva catalanesca: Conosciuta anche come Catalana, è arrivata, come suggerisce il nome, dalla Spagna ben 600 anni fa. Essa fu importata qui dalla Catalogna, da Alfonso I d’Aragona nel XV secolo, e impiantata sulle pendici del Monte Somma, tra Somma Vesuviana e Terzigno. Da allora la zona del Monte Somma è stata eletta quale ambiente ideale da quest’uva che, grazie ai terreni vulcanici vesuviani, ha assunto caratteristiche decisamente originali. Ancora oggi, infatti, si coltiva soprattutto a Somma Vesuviana, Sant’Anastasia, Ottaviano e Terzigno. Si raccoglie tra ottobre e novembre ma può permanere sulla pianta fino alla fine dell’anno. Il grappolo è allungato, cilindro-conico, mentre le bacche sono rotondeggianti dal colore dorato, con una polpa dolce e croccante.

 

  • Uva cornicella: La varietà di uva cornicella prende il suo nome dalla sua forma: essa presenta acini fortemente allungati e ricurvi che ricordano, appunto, dei cornetti. Gli acini di questa varietà sono verdi, di un colore che tende al dorato. La sua polpa è dolce e croccante, mentre la buccia è piuttosto consistente. E’ proprio grazie alla sua buccia che è notata di una notevole serbevolezza. Sebbene il periodo di coltivazione, infatti, sia da settembre a novembre, l’uva cornicella si mantiene bene fino alla fine dell’anno.
  • Uva salamanna: Si tratta di è una varietà antica, quasi scomparsa e recuperata recentemente da alcuni viticultori locali. E’ prodotta principalmente nelle aree intorno alla collina di Posillipo e nell’area vesuviana. Essa presenta degli acini di grandi dimensioni, tondi, dal sapore dolce e dall’aroma di moscato. Per questo motivo è spesso utilizzata da essiccazione (uva passa).
  • Uva sanginella: Si tratta di un’uva che in passato veniva coltivata anche nella zona di Napoli mentre oggi è coltivata solo nell’area collinare intorno alla città di Salerno. Essa presenta grappoli di media grandezza con acini allungati dal sapore dolce ma poco sugosi. Il suo colore varia da verde a giallo dorato, a seconda dell’esposizione solare.