Università degli Studi di Salerno

Salerno, Italia

Email

hetor@routetopa.eu

Lun-Ven

09.00-18.00

FB: progettohetor

IG: progetto_hetor

Hetor: la Campania da riscoprire

Risultati della ricerca:

Archivio per categoria Turismo

giardino della minerva

Il Giardino della Minerva

Esplorando il Giardino della Minerva: un viaggio tra storia, erbe e tradizioni a Salerno

Situato nel cuore di Salerno, il Giardino della Minerva è un tesoro verde che offre una straordinaria fusione tra storia, botanica e tradizioni secolari. Fondato nel lontano 1300 come orto botanico monastico, questo giardino è uno dei più antichi d’Italia e incarna la ricca eredità della Scuola Medica Salernitana. Durante il Medioevo fu usato come giardino dei semplici a fini didattici per gli studenti della scuola medica salernitana; per tale motivo è ritenuto l’antesignano degli orti botanici intesi nell’accezione moderna del termine.

Storia e Origini

Il Giardino della Minerva è situato nel cuore del centro storico di Salerno, in una zona conosciuta nel Medioevo come Plaium montis. Questa posizione lo colloca a metà strada lungo un percorso ideale che si estende lungo l’asse degli orti cinti e terrazzati, che dalla Villa Comunale risalgono intorno al torrente Fusandola fino al castello di Arechi.

Questi giardini, dunque, beneficiavano dell’abbondanza d’acqua proveniente dalle sorgenti alle falde del colle Bonadies. I giardini nell’area del Fusandola erano, per lo più, porzioni di terra delimitate da esili muri, che servivano sia a proteggere le colture che a migliorare le condizioni microclimatiche.

La disponibilità d’acqua per l’irrigazione era essenziale per il funzionamento del sistema. Gli orti del Fusandola erano serviti da acquedotti, tra cui uno, costruito nel 1238 per il convento femminile di Santo Spirito, prelevava acqua da una fonte chiamata Acquarola. Un esempio significativo di questa organizzazione è rappresentato dal Giardino della Minerva.

Nel XII secolo, la famiglia Silvatico fu proprietaria di questi terreni. Matteo Silvatico, membro di questa famiglia e insigne medico della Scuola Medica Salernitana, dedicò parte di questi terreni alla realizzazione di un giardino su incarico del re Roberto d’Angiò. Qui, molto probabilmente, Silvatico acclimata e sperimenta nuove specie vegetali e conduce gli allievi nel riconoscimento delle piante.

Il giardino di Matteo Silvatico, quindi, rappresenta il primo esempio di orto botanico in Europa per lo studio e la coltivazione di piante a scopo terapeutico. Il suo Opus Pandectarum Medicinae, completato nel 1317, testimonia la sua dedizione alla conoscenza delle piante medicinali, evidenziando il ruolo pionieristico di questo giardino nel panorama botanico europeo.

 

Il restauro

Il Giardino medievale è emerso durante recenti indagini archeologiche, rivelando la sua presenza a circa due metri di profondità sotto il livello attuale del terreno. L’ultima persona a possederlo fu il professore Giovanni Capasso, che lo donò all’Asilo di Mendicità dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Nel 1991, a Salerno, fu presentato un progetto per creare un orto botanico dedicato a Silvatico e al suo Giardino dei Semplici che prende la denominazione di “Minerva”. La spiegazione è perché Minerva oltre ad essere la dea della guerra, era anche la divinità della saggezza, delle attività intellettuali e governava le scienze tra cui la medicina. Questo progetto fu finanziato e completato nel 2000 dall’Amministrazione Comunale tramite il programma “Urban”.

Dopo il restauro, il Giardino della Minerva mostra una serie di elementi risalenti al XVII e XVIII secolo. Tra di essi, una lunga scalea sormontata da pilastri a pianta cruciforme, che sorreggono una pergola di legno, è particolarmente caratteristica. Questa scalea, costruita sulle antiche mura della città, offre una vista panoramica del mare, del centro storico e delle colline. Un sistema complesso di distribuzione dell’acqua, con canalizzazioni, vasche e fontane, testimonia l’abbondanza di sorgenti che ha permesso la coltivazione nel corso dei secoli.

Il 10 settembre 2000, è stata inaugurata la prima fase del restauro del Giardino della Minerva. Il suo restauro ha dovuto affrontare la sfida di preservarne la struttura architettonica insieme alla sua funzione di alto valore botanico. Il significativo giardino settecentesco salernitano era in uno stato di degrado prima del restauro, con elementi decorativi e strutturali in cattive condizioni. Oltre alla rimozione delle costruzioni incongrue e al consolidamento strutturale, il lavoro si è concentrato sulla riproposizione della fase caratterizzante del giardino.

Le stratificazioni più antiche del giardino sono state esaminate attraverso indagini archeologiche specifiche per i giardini, rivelando dettagli sulle diverse fasi storiche e sul disegno delle aiuole. Oggi, il giardino mostra le sue qualità monumentali e paesaggistiche, evidenziando segni della sua fase di splendore. Un sistema di canalizzazione e distribuzione delle acque, di origine araba e antica, contribuisce alla bellezza complessiva del giardino.

Nel 2014, McDonald’s e Rotary International hanno donato 40.000 euro per la realizzazione di un’aula didattica e di un’aula multifunzionale nei giardini. Nel 2023, il giardino è stato sottoposto a un intervento di restauro e ampliamento con l’incorporazione del più grande giardino Avallone, costituendo un nuovo terrazzamento.

Il Regno delle Piante Medicinali

Il Giardino della Minerva si distingue come un luogo unico che va oltre la concezione tradizionale di un Orto Botanico, abbracciando una vasta gamma di temi e specificità. Uno degli aspetti più significativi è il legame con la tradizione botanica salernitana, che viene presentato come un elemento didattico di rilievo. Nel primo e più ampio terrazzamento del giardino, è rappresentato l’antico sistema di classificazione vegetale, fungendo da punto focale per la comprensione della ricca eredità botanica della regione.

Nelle restanti aree del giardino, le piante sono disposte seguendo un criterio paesaggistico, creando un ambiente visivamente accattivante. Ogni specie è identificata da speciali targhette che richiamano la posizione ideale all’interno di uno schema rappresentante gli “elementi” sovrapposti alla suddivisione concentrica della gradazione. Questo approccio non solo fornisce una struttura didattica, ma contribuisce anche a creare un’immagine armoniosa di un orto mediterraneo.

Dopo il restauro del 2001, il giardino è stato arricchito con numerose piante, alcune delle quali rare. Queste piante, utilizzate nel Medioevo a fini medicinali, contribuiscono a conservare la memoria delle antiche pratiche terapeutiche. Tra le presenze più suggestive spicca la leggendaria mandragora, una pianta attribuita a poteri straordinari.

Complessivamente, il giardino ospita oltre 300 specie di piante, creando un ambiente ricco e diversificato che celebra la connessione tra la flora locale e la storia della medicina tradizionale salernitana.

 

Eventi Culturali e Didattici

Il Giardino offre regolarmente visite guidate per illustrare i principi della Scuola Medica Salernitana e le piante medicinali utilizzate nel Medioevo. Inoltre, vengono organizzati laboratori didattici su temi legati all’artigianato e alla botanica, spesso promossi da diverse associazioni locali. Al suo interno possiamo trovare:

  • La Tisaneria, situata all’interno di Palazzo Capasso dal 2004 e gestita dall’associazione Nemus, è uno spazio polifunzionale. Qui, l’associazione dispone di un piccolo laboratorio per l’impacchettamento, di una cucina dedicata alla preparazione di tisane e piatti per eventi, buffet e degustazioni a base di erbe aromatiche. Gli espositori rendono il bookshop un luogo gradevole da visitare, offrendo la possibilità di acquistare tisane preparate con materie prime selezionate da agricoltura biologica.
  • Il bookshop è impreziosito da gadget realizzati dalla Fondazione Scuola Medica Salernitana, da manufatti artigianali dell’associazione culturale “I Colori del Mediterraneo,” che lavora con piante tintorie, e da articoli creati dalla Nemus, ispirandosi alla tradizione della Scuola Medica Salernitana.
  • La biblioteca, fondata nel 2016 grazie alla generosa donazione di circa 1000 volumi da parte di Paola Lanzara, ex-direttrice dell’orto botanico di Roma, è destinata a diventare il fulcro informativo più completo e diversificato sulla vita e sull’uso delle piante. Questa raccolta amplia ulteriormente la ricchezza culturale del Giardino della Minerva, contribuendo alla diffusione della conoscenza sulla flora e sulle tradizioni legate alle piante.

Attualmente, il Giardino è chiuso per restauro. Potete trovare tutte le info sul loro sito.

Preservare la Bellezza Storica

L’architettura del giardino è una delizia per gli occhi. Con vialetti acciottolati, pergolati che si intrecciano e aiuole curatissime, il giardino è un esempio di design che riflette sia l’estetica medievale che la funzionalità botanica. Ogni sezione è attentamente progettata, seguendo criteri storici e botanici.

Non si tratta solo un luogo da visitare, ma un patrimonio da preservare. Attraverso programmi di conservazione e coinvolgimento della comunità, si lavora per garantire che questo luogo speciale continui a ispirare e istruire le generazioni future.

Esso rappresenta un incantevole connubio tra il passato e il presente di Salerno. Visitare questo luogo affascinante significa immergersi in una storia ricca di sapere e tradizione, avvolgendosi nelle fragranze e nei colori delle piante che hanno attraversato i secoli.

Un viaggio al Giardino della Minerva è un invito a scoprire la bellezza e la saggezza che fioriscono tra le sue antiche mura verdi.