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Coda di Volpe: il bianco inaspettato

 

La Campania è una regione splendida, anche per la presenza di una grande varietà di vitigni autoctoni, unici e capaci di esprimere vini tipici di ogni territorio. Uno tra questi è il vino Coda di Volpe, vitigno a bacca bianca autoctono della regione.

 

 

Il Coda di Volpe prende il suo nome dalla caratteristica forma del grappolo, il quale somiglia appunto alla forma di una coda di volpe.

È un vitigno molto antico, risalente all’epoca romana: era già presente nel trattato naturalistico scritto da Plinio il Vecchio intitolato Naturalis Historia con il nome di Cauda Vulpium.

Fino a pochi anni fa il Coda di Volpe era impiegato quasi esclusivamente come uva da taglio: non avendo problemi a completare la fase di maturazione e non essendo particolarmente acida, veniva utilizzata per addolcire bianchi decisamente più acidi, resi tali dall’influsso che i terreni vulcanici in cui vengono coltivati forniscono ai vini. Ma adesso è passato da essere un vitigno minore da utilizzare per operazioni di uvaggio con altre varietà della zona a diventare un vino vero e proprio, molto apprezzato grazie all’impegno messo in campo dai viticoltori Campani.

E dopo un po’ di curiosità sul Coda di Volpe, adesso passiamo ad elencarne le caratteristiche.

 

 

Caratteristiche del vitigno

Foglia: grande, pentalobata, di colore verde chiaro.
Grappolo: grosso, spargolo, a volte serrato, di forma piramidale, alato, dalla forma caratteristica.
Acino: piccolo e regolare, sub-rotondo.
Buccia: consistente giallastra e pruinosa.

Caratteristiche visive

Il risultato del vitigno Coda di Volpe è un vino dal colore giallo paglierino carico, a volte con riflessi dorati, limpidi e di buona consistenza.

Caratteristiche olfattive

Il Coda di Volpe ha un odore particolarmente intenso, dato dalle note floreali della ginestra, e dalle note fruttate della mela cotogna, dell’ananas, della banana, delle pesche gialle, dall’albicocca.

Caratteristiche gustative

Il gusto è pieno e fresco, leggermente acido, secco e decisamente persistente.

Abbinamenti

Un accostamento tipico è con le pietanze a base di pesce come sautè di vongole e cozze, crostacei e zuppe di pesce; si sposa bene anche con le carni bianche, formaggi non molto stagionati e zuppe di verdure. Va servito ad una temperatura compresa tra i 10 e i 12 gradi.

 

 

Adesso non vi resta altro che berne un bel bicchiere. Salute!
Vanja Annunziata

Laureata in Discipline delle Arti Visive, della Musica e dello Spettacolo presso L'Università degli Studi di Salerno. Borsista presso ISISLab all'Università degli Studi di Salerno. Social Media Manager e gestore delle attività del Progetto Hetor. Open Data specialist.

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