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Le eccellenze campane: i 5 oli DOP della Regione

In una società sempre più attenta al benessere e alla salute, la dieta mediterranea viene presa come modello di alimentazione. In questo contesto, il patrimonio enogastronomico campano assume un ruolo centrale, vantando una molteplicità di eccellenze riconosciute in tutto il mondo.

Tra queste, l’olio costituisce uno dei principali elementi di spicco della regione e quando parliamo di prodotti DOP, la qualità è anche certificata oltre che conosciuta.

La grande vocazione olivicola della Campania, che risulta  la quarta regione italiana per quantità di prodotto e la sesta per superficie olivetata, si esprime su tutto il territorio, anche se il primato spetta alla provincia di Salerno.

 

 

CILENTO

La coltivazione dell’olivo è fortemente radicata nelle popolazioni cilentane ed ha origini molto antiche. La tradizione, infatti, vuole che i Focesi portarono dalla Grecia la più antica delle varietà di olive da olio, la Pisciottana, che resiste molto bene ai venti salmastri della zona e all’aridità del terreno e ancora oggi conferisce all’olio Cilento la sua tipicità.

L’olio Cilento DOP si ottiene dalla premitura di olive delle varietà Pisciottana, Rotondella, Ogliarola, Frantoio, Salella e Leccino per almeno l’ 85% ma possono concorrere altre varietà locali presenti nell’area di produzione in misura non superiore al 15%.

Gli olivi secolari e di grande taglia del Cilento impongono sistemi di allevamento tradizionali, che vengono armonizzati alle più moderne tecnologie di lavorazione. Particolare cura viene posta durante le fasi della raccolta, del trasporto e della conservazione delle olive.

Per essere ammesse alla produzione di olio DOP, le olive devono essere raccolte rigorosamente a mano entro il 31 dicembre di ogni anno e la molitura deve essere effettuata entro 48 ore dalla raccolta.

La zona di produzione e di lavorazione dell’olio DOP Cilento comprende 62 comuni, a sud della provincia di Salerno, tutti inclusi nell’area del Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano e tutti caratterizzati dalla presenza di olivi secolari, che rappresentano l’elemento dominante del paesaggio.

L’olio, al consumo, appare di colore giallo paglierino con buona vivacità ed intensità. All’esame olfattivo mostra un leggero sentore fruttato, talvolta con note di mela e di foglia verde. Il gusto è tenue e delicato di oliva fresca, fondamentalmente dolce con appena percettibili note vivaci di amaro e piccante. E’ discretamente fluido, con evidenti sentori di pinolo e retrogusto di nocciola e mandorla.

La notevole presenza di note aromatiche fa sì che quest’olio possa essere pienamente gustato su piatti di una certa consistenza o sui primi piatti. Consigliamo quindi di provarlo sulle melanzane a scarpone o come condimento al noto fusillo di Gioi, prodotti tipici del territorio.

 

 

COLLINE SALERNITANE

Il territorio del salernitano ci offre un altro olio di grande prestigio e di antichissime origini, Colline Salernitane, che deriva da varietà autoctone.

L’olio trae la sua tipicità proprio dalla peculiarità del territorio, dotato di connotazioni climatiche, paesaggistiche, storiche e culturali assolutamente originali. Esso si produce in un’area fortemente vocata alla coltivazione dell’olivo, caratterizzata da un patrimonio varietale particolarmente ricco e originale.

L’olio si ottiene dalla premitura di olive quali: Rotondella, Frantoio, Carpellese o Nostrale per almeno il 65%; Ogliarola e Leccino in misura non superiore al 35 %, mentre è ammessa la presenza di altre varietà locali per un massimo del 20%.

Le tecniche di coltivazione degli oliveti sono quelle tradizionali dell’area delle Colline Salernitane, che assicurano all’olio che ne deriva l’elevato e noto pregio qualitativo. Le olive destinate alla produzione dell’olio DOP Colline Salernitane devono essere raccolte esclusivamente a mano entro il 31 Dicembre di ogni anno e molite entro e non oltre il secondo giorno dalla raccolta.

La zona di produzione e di lavorazione dell’olio extravergine di oliva DOP Colline Salernitane comprende 86 comuni della provincia di Salerno, presenti in una vasta area olivetata che comprende: la Costiera Amalfitana, la Valle del Calore, i Picentini, gli Alburni, l’Alto e Medio Sele, le colline del Tanagro e parte del Vallo di Diano.

L’olio extravergine di oliva DOP Colline Salernitane presenta, al consumo, un bel colore che va dal verde al giallo paglierino più o meno intenso. All’olfatto mostra un deciso ed ampio sentore fruttato di oliva pulita, con discrete note di foglia verde, di erba e di pomodoro acerbo. Al gusto rivela un sapore deciso e persistente, gradevolmente amaro e piccante, giustamente corposo, con buona ed equilibrata struttura e chiari sentori di carciofo, cardo e vegetali amari. 

La notevole presenza di note aromatiche fa prediligere l’uso di quest’olio su piatti di una certa consistenza, come minestre a base di legumi, gustose pastasciutte della tradizione campana e grigliate di pesce. Vi consigliamo di provarlo con alcuni prodotti tipici della zona come la minestra caggianese e la cuccija, una minestra tipica del Vallo di Diano, oltre che con le numerose varietà di legumi tipici del territorio quali i fagioli dell’occhio, i fagioli di Gorga, i fagioli di Controne e i ceci di Cicerale.

 

 

PENISOLA SORRENTINA

La coltivazione dell’olivo in Penisola Sorrentina risale a tempi antichissimi. Nell’intera zona, infatti, sono stati rinvenuti resti di santuari dedicati a Minerva (considerata già dai Greci e poi dai Romani inventrice delle olive e dell’olio) e molteplici recipienti utilizzati per l’offerta dell’olio.

Le particolari condizioni territoriali, il clima tipicamente mediterraneo e la natura vulcanica del terreno, rendono l’ambiente della Penisola decisamente originale e unico, come unico è l’olio che vi viene prodotto.

L’olio Penisola Sorrentina DOP si ottiene dalla molitura delle olive Ogliarola o Minucciola per non meno del 65%; Rotondella, Frantoio o Leccino in misura non superiore al 35%. E’ ammessa anche la presenza di altre varietà per un massimo del 20% del totale.

Le tecniche di coltivazione degli oliveti sono quelle tradizionali della Penisola sorrentina che assicurano un’elevata qualità all’olio che ne deriva. La raccolta deve essere effettuata a mano entro e non oltre il 31 dicembre di ogni anno e le olive vanno molite entro 48 ore dalla raccolta.

La zona di produzione e di lavorazione dell’olio DOP Penisola Sorrentina comprende i territori di 13 comuni della Penisola Sorrentina e dei Monti Lattari, nonché l’isola di Capri. 

L’olio extravergine di oliva DOP Penisola Sorrentina presenta, a prima vista, un bel colore giallo paglierino, più o meno intenso, con riflessi verdognoli. All’esame olfattivo rivela notevole armonia aromatica, con un delicato sentore fruttato di oliva e con fini e piacevoli note di erbe aromatiche, soprattutto rosmarino e menta. Il sapore è decisamente dolce con armoniose e lievi note di amaro e piccante. E’ fluido, equilibrato e con piacevoli sfumature speziate. Ha retrogusto di mandorla verde e fresca.

L’amaro ed il piccante, nelle giuste gradazioni, si amalgamano perfettamente garantendo all’olio il giusto equilibrio; gli odori mediterranei del rosmarino si esaltano nell’abbinamento con il pomodoro e i piatti che ad esso si richiamano. Ottimo sulle grigliate di pesce e di verdure. Originale e particolarmente gradevole il suo abbinamento con le insalate di limoni di Sorrento, ma soprattutto con la delizia al limone, dolce tipico di Sorrento.

 

 

COLLINE DELL’UFITA

Gli oli irpini sono il risultato della perfetta armonia tra ambiente, varietà, capacità imprenditoriale e tradizione, che qui è antichissima. Infatti, la presenza dell’olivo nell’avellinese risale all’epoca romana, ma la sua massima diffusione si ebbe in età angioina, per poi svilupparsi in quella aragonese e consolidarsi definitivamente nell’800.

La massiccia presenza dell’olivo nell’Ufita è testimoniata  dalle ampie distese di alberi secolari nelle colline arianesi, cuore dell’olivicoltura irpina.

L’olio Colline dell’Ufita DOP deve derivare per non meno del 60% dalla varietà Ravece. Per la restante parte possono concorrere altre varietà locali, quali l’Ogliarola, la Marinese, l’Olivella, la Ruveia, la Vigna della Corte; mentre l’apporto di altre varietà non autoctone, quali il Leccino o il Frantoio, non può superare il 10%.

Le tecniche di coltivazione degli oliveti sono quelle tradizionali delle Colline dell’Ufita, che assicurano all’olio che ne deriva l’elevato pregio qualitativo. La raccolta viene effettuata entro e non oltre il 31 dicembre di ogni anno e le olive vengono molite entro due giorni dalla raccolta.

L’area di produzione dell’olio Colline dell’Ufita DOP coincide con quella di coltivazione della varietà che costituisce il simbolo dello sviluppo dell’olivicoltura di qualità dell’Irpinia e non solo: la Ravece. In particolare, l’area comprende 38 comuni dell’Ufita e della Media Valle del Calore, in provincia di Avellino.

L’olio extravergine di oliva Colline dell’Ufita DOP presenta caratteristiche organolettiche di grande pregio. E’ di colore verde, se giovane, fino a giallo paglierino, di diversa intensità. All’olfatto si rivela fruttato, con piacevoli note erbacee e netti sentori di pomodoro acerbo, percepibili distintamente anche al gusto; all’assaggio è armonico, con intense, ma sempre piacevoli ed equilibrate sensazioni di amaro e piccante, in armonia con l’elevato contenuto in polifenoli.

La notevole presenza di note aromatiche e il suo gusto fruttato intenso fa prediligere l’uso di quest’olio su piatti di una certa consistenza, come minestre a base di legumi, gustose pastasciutte della tradizione irpina, zuppe, bruschette e grigliate di carne.  Per gustare al meglio quest’olio vi consigliamo di provarlo con la zuppa che prende il nome di ‘Cicci di Santa Lucia’ o con il pancotto dei Foresi. Un altro abbinamento gustoso potrebbe essere una fragrante bruschetta fatta con il muffletto di Caposele e una grigliata con il pregiatissimo Vitellone bianco dell’Appennino Centrale.

 

 

TERRE AURUNCHE

L’olio di oliva delle Terre Aurunche è fortemente radicato nel territorio ed è il frutto dell’interazione tra terreno, clima, ambiente e uomo: c’è quasi un rapporto sacro che lega le genti delle terre aurunche e l’olio. 

L’olio extra vergine di oliva Terre Aurunche, secondo il disciplinare di produzione, richiede l’impiego di olive provenienti per almeno il 70% dalla cultivar Sessana. La Sessana è originaria della zona di produzione e il suo nome deriva dalla cittadina di Sessa Aurunca, mentre le cultivar minori previste, quali Corniola, Itrana e Tonacella, sono originarie dei territori confinanti e rappresentano in egual misura un importante patrimonio della biodiversità locale.

La raccolta delle olive deve essere conclusa entro il 31 dicembre di ogni anno e le olive devono essere raccolte manualmente o con l’ausilio di mezzi meccanici. Le olive devono essere molite entro 48 ore dalla raccolta.

Il connubio tra la specificità dei terreni della zona di produzione della DOP Terre Aurunche e la cultivar Sessana rende questo prodotto particolarmente specifico del territorio di produzione, che comprende la parte nord della provincia di Caserta, nella zona attorno al vulcano spento del Roccamonfina, e i territori olivetati di 18 comuni del casertano.

Ed è proprio il territorio, con il suo clima mite e il suo terreno di natura vulcanica, a rendere unico questo olio che è ricco di polifenoli.

L’olio extravergine di oliva Terre Aurunche DOP ha un colore giallo verde e un sapore fruttato con note di amaro e piccante. Si percepiscono sentori di carciofo, accompagnati da buoni toni di amaro e piccante, il tutto bilanciato da sentori di mandorle anche dolci. 

L’olio extravergine di oliva Terre Aurunche DOP si sposa con tutta la cucina mediterranea e tipica casertana, in particolare con piatti di verdure sia crude che cotte, pesce di mare, pasta; ottimo come condimento e nella preparazione dei sughi. Si consiglia di provarlo con i carciofi capuanella arrostiti. Un’idea di preparazione per esaltare questo olio e i prodotti che offre il territorio potrebbe anche essere un sugo preparato con la cipolla alifana e accompagnato da una manciata di caso maturo del matese.

 

Per provare questi pregiatissimi oli non vi resta che andare direttamente dai produttori, seguendo le nostre mappe!

 

 

Carmela Luciano

Laureata in Lingue e Letterature Moderne presso l'Università degli Studi di Salerno. Borsista presso ISISLab all'Università degli Studi di Salerno. Social Media Manager, Open Data Specialist e gestore delle attività del Progetto Hetor.

2 Commenti finora

francesco forinoScritto il 3:38 pm - Set 26, 2019

In merito all’articolo, vorrei andare direttamente dai produttori seguendo le vostre mappe che non ho trovato.
Grazie

    Carmela LucianoScritto il 6:33 am - Set 29, 2019

    Salve, nell’articolo sono presenti alcune mappe dove ogni punto è cliccabile e indica la denominazione dell’olio con il relativo produttore. Se ha bisogno di ulteriori informazioni più specifiche siamo a disposizione. La ringraziamo per l’interesse.

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