Il Parco Archeologico e il Teatro di Pausilypon

Tra antichità e panorami mozzafiato

A Napoli, nel Quartiere Posillipo, c’è una delle aree archeologiche più belle ed affascinanti della Campania: il Parco Archeologico – Ambientale del Pausilypon.

Il parco archeologico del Pausilypon, aperto nel 2009 ed accessibile attraverso l’imponente Grotta di Seiano, comprende i resti del Teatro, dell’Odeon e di una Villa con complesso residenziale, di cui alcune strutture oggi fanno parte del Parco Sommerso di Gaiola.

L’area si estende dalle pendici della collina tra la baia di Trentaremi, le isole della Gaiola, le Cale di San Francesco e dei Lampi, fino a Marechiaro.

Il complesso residenziale apparteneva al ricco cavaliere Publio Vedio Pollione, importante personaggio politico all’epoca di Augusto e alla sua morte divenne proprietà imperiale.

Al complesso si accedeva attraverso la Grotta di Seiano, una galleria artificiale, lunga circa 770 metri, pressoché rettilinea ma con cunicoli che si affacciano a strapiombo e che offrono un panorama mozzafiato. Inutilizzata e dimenticata per anni, fu ritrovata casualmente durante i lavori per una nuova strada nel 1841 e subito riportata alla luce e resa percorribile per volontà di Ferdinando II di Borbone, diventando meta di turisti. Nel corso della Seconda guerra mondiale fu utilizzata come rifugio antiaereo per gli abitanti di Bagnoli; gli eventi bellici ed alcune frane nel corso degli anni cinquanta la riportarono in uno stato di abbandono.

 

 

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Le strutture

Giunti nell’area del Parco archeologico, oltre ai paesaggi affascinanti che offre il Golfo, si possono ammirare i resti dell’imponente Teatro, dell’Odeon e di alcune sale di rappresentanza della villa.

Il Teatro conta 13 ordini di sedili nella prima cavea e 6 in quella media ed una capienza complessiva di duemila posti, costruita sfruttando il pendio naturale della collina secondo una tecnica tipica dei teatri greci. L’emiciclo del teatro, orientato a Sud, presenta un’ima cavea divisa in tre cunei ed una media cavea aggiunta in seguito, entrambe accessibili da scale laterali inserite in torrette, oltre all’orchestra. L’area della scena è occupata inoltre da una vasca perpendicolare alla cavea, intorno alla quale vi era un giardino recintato da un muro curvilineo.

Al di sopra di quest’area si trova un altro giardino rettangolare circondato da una porticus triplex che formava anche la scena del vicino Odeon, l’antico teatro coperto destinato ad audizioni di poesia retorica o di musica, con una piccola cavea posizionata frontalmente al Teatro grande.

È inoltre possibile ammirare una Villa Imperiale, detta Villa di Pollione: fatta erigere nel I secolo a.C. dal cavaliere romano Publio Vedio Pollione, alla sua morte, avvenuta nel 15 a.C., la villa, grazie alla sua posizione molto ambita divenne residenza imperiale di Augusto, e di tutti i suoi successori.

La Villa conta un’estensione di ben 10 ettari, suddivisi in più padiglioni, ognuno con una specifica funzione: ad esempio, molto interessanti, sono le presenze delle condutture dell’acquedotto (rivestite in malta idraulica), segno di ulteriore opulenza di chi vi soggiornava.

Insieme a questi edifici, il complesso ospitava anche un Tempio o Sacrarium posto ad oriente del teatro e un Ninfeo posizionato nella zona occidentale.

 

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La Villa e tutti gli ambienti affini, risultano molto articolati, e sono ancora interessati da una campagna di scavo messa in atto dalla Soprintendenza Archeologica e che ha come obiettivo quello di restituire alla pubblica fruizione l’intero Parco archeologico-ambientale del Pausilypon.

Andando ancora avanti nel percorso si giungerà al belvedere che affaccia sulla Baia Trentaremi, con Nisida sullo sfondo e che ci mostra in lontananza Ischia e Procida.

Questo è un vero e proprio angolo di paradiso. Come dice l’etimologia stessa del suo nome, il Pausilypon è il “luogo che fa cessare il dolore” ed è sicuramente ciò che provavano un tempo i suoi abitanti e quello che provano oggi i suoi visitatori, osservando l’incanto e la bellezza di questo sito.

 

 

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