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Artigianato artistico in Campania

L’artigianato, in particolare quello artistico, costituisce una fonte fondamentale per la ricostruzione della storia di una civiltà in tutti i suoi aspetti.

Le opere che ci hanno lasciato gli artigiani sono una vera e propria testimonianza che ci aiuta a comprendere l’evoluzione di un popolo, le sue ricchezze, le attività produttive e ci consente di ricostruire i mutamenti dei gusti e delle esigenze della popolazione, le sue sensibilità artistiche e culturali.

Anche l’Unesco, nella Dichiarazione del 1997 all’art. 7, ha sostenuto quanto sia importante la salvaguardia della diversità del patrimonio culturale, inteso come bene immateriale che le attuali generazioni dovranno trasmettere alle future.

Inoltre, l’artigianato gioca un ruolo fondamentale nel rapporto tra “mondo locale e mondo globale” e, dunque, non rappresenta solo una importante testimonianza del nostro territorio, bensì anche una vera e propria forza produttiva nella quale i prodotti mantengono la loro identità locale esprimendone la storia e la cultura, integrandosi al contempo nel mercato globale.

 

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L’ARTIGIANATO ARTISTICO IN CAMPANIA

La Campania è una delle regioni italiane dove l’artigianato artistico rappresenta una voce importante nella cultura e nell’economia locale. Storia, cultura e tradizione si fondono così in oggetti e manufatti unici dal sapore antico e apprezzati ancora oggi in tutto il mondo.

La produzione artigianale tipica della Campania ha origini molto antiche: basti pensare che già Carlo III di Borbone apprezzava i manufatti artigianali e l’arte locale. In alcuni casi, infatti, si tratta di vere e proprie opere d’arte, pezzi unici realizzati interamente a mano da abili artigiani che si tramandano i segreti del mestiere di generazione in generazione.

La bottega è il luogo per eccellenza di formazione dei giovani dove apprendere “il mestiere”. Tale funzione fu svolta prevalentemente in epoca preindustriale, mentre nell’Ottocento e nella prima metà del Novecento il compito degli artigiani maestri fu affiancato dalle scuole d’arte (per il corallo, per l’intarsio, per la seta, ecc.).

 

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Tra le caratteristiche peculiari dell’artigianato campano, abbiamo:

  • la trasposizione delle tradizioni e delle bellezze naturali e archeologiche locali nelle creazioni artigianali. Ciò vale per la lavorazione dell’intarsio, del corallo e della ceramica di Capodimonte, di Vietri e di Ariano Irpino.
  • il processo di aggregazione degli artigiani, che in Campania si rafforzò fra la seconda metà del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, quando furono create grandi imprese che producevano seta, ceramiche e corallo. Dalla prima metà dell’Ottocento, invece, si ebbe un processo inverso di frantumazione delle grandi imprese in numerose piccole aziende artigiane, in particolare per quanto riguarda la lavorazione della seta, del corallo e della ceramica.
  • la capacità di commercializzare i prodotti sui mercati internazionali. La produzione del corallo, della seta e dell’intarsio, insieme all’abbigliamento e ai prodotti della moda, oggi costituiscono un fattore importante nell’economia nazionale.
  • la crescita delle piccole imprese e dell’artigianato, negli ultimi venti o trenta anni, grazie alle iniziative degli enti locali – regioni, province e comuni – per favorire la valorizzazione dell’artigianato artistico, accompagnati dalla crescita del turismo, che diffonde nel mondo le bellezze naturali e culturali del Mezzogiorno.

 

 

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LE PRODUZIONI ARTIGIANALI NELLE DIVERSE AREE DELLA REGIONE

Ciò che contraddistingue la produzione artigianale è la creatività individuale dell’artigiano, che si esprime attraverso competenza e tecnica. L’artigianato artistico rispetto al consumatore rappresenta una esperienza di acquisto di prodotti a forte valenza artistica e culturale, un’esperienza che si alimenta dalla consapevolezza che i manufatti sono unici e non derivano da processi produttivi seriali e standardizzati.

In quest’ottica, l’artigianato artistico può essere uno strumento strategico ed efficace di promozione della Campania, le cui diversità territoriali, implicano anche diversità e specificità culturali. Infatti, i vari tipi di lavorazione artigianale a seconda delle attività produttive, sono concentrate in determinate aree geografiche della regione:

  • la costiera amalfitana per quanto riguarda le cartiere e le ceramiche;
  • la costiera sorrentina con intarsi pregiati;
  • le isole di Procida e Ischia per l’arte del merletto;
  • l’area casertana per la produzione di gioielli e le seterie;
  • l’area beneventana per le ceramiche e la lavorazione della paglia;
  • l’area avellinese per le ceramiche, la lavorazione della paglia, l’arte del merletto e la lavorazione delle pelli;
  • l’area del napoletano per la lavorazione di coralli e cammei; la sartoria, i presepi, le porcellane, l’oreficeria, la liuteria e la lavorazione dei metalli.

 

 

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LE ASSOCIAZIONI E I CONSORZI DELL’ARTIGIANATO IN CAMPANIA

L’artigianato artistico campano, pur connotandosi come un sistema imprenditoriale polverizzato e rarefatto, presenta aggregazioni di imprese su base territoriale sviluppatesi in base alle diverse vocazioni produttive di ciascuna realtà artigianale.

Le antiche aree di insediamento artigianali artistiche sono in parte cambiate, il legame territoriale ha perso spesso il riferimento preciso e originario ma il collegamento con la grande tradizione del passato resta vivo grazie anche ad antichi opifici spesso a carattere familiare e botteghe storiche, talvolta riunite in associazioni che nel tempo hanno preso forma aggregando le diverse realtà sempre più sparse.

 

 

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Talvolta le aggregazioni sono scaturite da normative nazionali o locali per l’artigianato e la sua tutela, come nel caso del sistema ceramicolo di Vietri che, in seguito ad una legge del 1990, ha alimentato la formazione di una associazione territoriale ceramicola.

In altri casi, si tratta di associazioni di artigiani specializzati appartenenti a territori ben definiti come per l’associazione degli intarsiatori di Sorrento o dei poli ceramicoli minori, o il circuito dei produttori di presepi che assume la forma di aggregato territoriale non organizzato.

Forme consortili finalizzate a creare vantaggi logistici commerciali o altri servizi di rete animano, invece, esperienze quali quelle del Tarì, di Oromare o ancora del consorzio Borgorefici, tutte sviluppatesi nell’ambito della produzione di gioielli nelle quali la componente artigiana ancorché ben rappresentata è comunque minoritaria.

 

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Durante tutto l’anno, molte sono le iniziative e le esposizioni organizzate, sia a livello locale che nazionale e internazionale, al fine di promuovere l’artigianato artistico campano. Seguiteci per essere sempre aggiornati sulle novità.

Intanto, se avete voglia di organizzare un vostro tour personalizzato per questi giorni di festa che verranno, potete consultare la nostra mappa con i luoghi di esposizione permanenti delle produzioni artigianali campane.

 

 

 

 

Carmela Luciano

Laureata in Lingue e Letterature Moderne presso l'Università degli Studi di Salerno. Borsista presso ISISLab all'Università degli Studi di Salerno. Social Media Manager, Open Data Specialist e gestore delle attività del Progetto Hetor.

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