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Il Castello e il borgo di Gioia Sannitica

Il borgo fortificato tra i meglio conservati in Campania

Il castello di Gioia Sannitica è un’architettura di origine normanna. Fu edificato su un colle che domina la valle, in località Caselle, nel Parco regionale del Matese.

Il suo borgo, oggi, è tra i meglio conservati in Campania, grazie al fatto che dopo il suo abbandono (tra il XIV e il XVI secolo) non fu più occupato.

Storia del Castello di Gioia Sannitica

Il castello fu costruito tra il X e l’XI secolo su un’altura del colle allo scopo di difendere gli abitanti, grazie alla sua poderosa cinta muraria.

La prima menzione del castello appare nel Catalogus Baronum, un elenco di tutti i feudatari del Regno di Sicilia e dei loro possedimenti, compilato dai normanni a partire dal 1152.

Nel catalogo, infatti, si cita la presenza in Gioia di un feudatario che probabilmente edificò il castello.

Esso fu, poi, restaurato grazie all’intervento degli Svevi e Angioini: fu rafforzata la cortina verso l’esterno, fu edificata una nuova porta di accesso con archi gotici e fu creata una scarpata in muratura.

Il castello, successivamente, fu colpito dal violento terremoto che interessò tutta la zona nel 1394. Numerosi furono i danni alla struttura: in particolare fu quasi distrutta la torre principale.

I danni subiti, unitamente ad una epidemia di peste, portarono allo spopolamento del luogo, fino al definitivo abbandono nel corso del ‘500.

 

 

Descrizione del Castello di Gioia Sannitica e del borgo

Il borgo è costruito in una posizione favorevole, protetto dai monti. Infatti, è difeso sul lato nord da una cortina muraria molto semplice, mentre sugli altri lati sfrutta al massimo le difese naturali dell’area.

La cinta muraria è costituita da pietre calcaree legate con malta ed è caratterizzata dalla presenza di due torri (una a nord – ovest ed una a est) e una più piccola semicircolare.

All’interno del borgo c’è un ampio spiazzo privo di costruzioni, dominato dalla torre centrale, che aveva funzioni difensive.

Si accede all’area attraverso un antico portale che si trova al centro della muratura, dividendo a metà le due zone: quella a sinistra in cui si trova il castello e quella a destra dove si trova il borgo.

Il castello è raggiungibile da uno stretto passaggio tra il mastio e il dirupo meridionale, ed è caratterizzato da una forma trapezoidale al cui centro si trova il cortile. Su di esso si aprono sei ambienti diversi e si posiziona una grande torre cilindrica, su base quadrangolare.

L’edificio antico si sviluppava su più livelli, come testimoniano i resti delle scalinate. All’interno vi si trovano anche i resti di un camino, posizionato probabilmente nel grande salone del castello.

All’interno del borgo, poi, vi sono i resti di alcuni edifici, abitazioni o magazzini, addossati gli uni agli altri e separati da strade strette.

Il sito è visitabile, solitamente, ogni fine settimana. Speriamo di poter tornare presto ad ammirare tutte le bellezze del nostro territorio.

La leggenda del Castello di Gioia Sannitica

Il castello e il suo borgo hanno da sempre costituito lo scenario ideale per la nascita di leggende su dame e cavalieri. Una di queste è la leggenda di Erbanina e del conte Ugo Villalumo.

La leggenda narra che i due sposi svolgevano una vita tranquilla fino a che, una notte di luna piena, il conte si recò nella stanza della sua sposa, che si trovava nella torre più alta del castello.

Quando entrò trovò Erbanina intenta a cospargersi il corpo di uno strano unguento profumato e, subito dopo, si lanciò dalla finestra, spiccando il volo.

Erbanina, infatti, era una janara, una strega, esperta di pozioni magiche e capace di creare incantesimi di ogni sorta. Quella notte, era diretta a Benevento, per il sabba delle streghe.

Il conte, decise di agire per salvare la sua anima dalle grinfie della temibile janara, e sostituire l’unguento con della sugna. La successiva notte di luna piena, senza il magico olio, la povera Erbanina non riuscì a spiccare il volo e si schiantò nel cortile.

La strega Erbanina lasciò il suo nome al monte vicino al castello, che da allora si chiama Erbano.

 

Marianna Ambrosino

Laureata in Storia e Critica d'arte presso l'Università degli Studi di Salerno. Borsista presso ISISLab all'Università degli Studi di Salerno. Social Media Manager e gestore delle attività del Progetto Hetor. Open Data specialist.

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