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Storia della sfogliatella

Storia della sfogliatella

“Napule tre cose tene belle: ‘o mare, ‘o Vesuvio, e ‘e sfugliatelle”

Ma la sfogliatella ha davvero origini napoletane? La storia non mente…e non possiamo mentirvi nemmeno noi! La sfogliatella originale no, non è nata a Napoli.

Non si può visitare Napoli senza mangiare una sfogliatella, uno dei dolci cardine della pasticceria partenopea.

La sfogliatella ha origini molto antiche.

Da sempre creduta una leggenda ma sembra sia proprio così: la sfogliatella nasce per puro caso nel 1600 circa, grazie ad una suora di clausura del convento di Santa Rosa a Conca dei Marini, nel vivo della Costiera Amalfitana.

Lo scorrere del tempo delle suore di clausura è scandito da azioni semplici, si prega, si volgono mansioni all’interno del convento, si cucina. E proprio da una suora addetta alla cucina che è arrivata l’idea della sfogliatella.

La suora si trovò un avanzo di semola già cotta nel latte; ovviamente gettarla e sprecarla era impensabile così la unì a della frutta secca, ricotta, zucchero e liquore al limone. Ma dove mettere questo composto che sembrava a tutti gli effetti un ripieno?

Allora la suora pensò al contenitore: un po’ di pasta arricchita da strutto e vino bianco et voilà!  Il tutto modellato a forma di cappuccio di monaco, per richiamare le sue origini religiose.

Nasce così la primissima versione della sfogliatella!

 

Il successo però non fu raggiunto subito. Passarono più di 200 anni per vederla approdare a Napoli. Qui, la ricetta passò nelle mani di Pasquale Pintauro che, colpito dal dolce creato dalla suora, ebbe una vera e propria idea imprenditoriale, aprendo un laboratorio dolciario in via Toledo.

Pintauro ne rivisitò la ricetta dando alla luce la prima vera e propria sfogliatella napoletana.

Da quel momento non se ne poté più fare a meno. La sfogliatella era ovunque, divenne quasi “di moda”, riempiendo i banconi di tutte le pasticcerie di Napoli.

Ora l’arcano dilemma: sfogliatella riccia o frolla?
Entrambe classiche e senza tempo, gustose e dallo stesso ripieno: semola, ricotta, canditi, uova, vaniglia, cannella e zucchero. Ma la prima ha una forma triangolare a conchiglia, è rivestita da diversi croccanti e sottili strati di pasta sfoglia mentre la seconda è più tondeggiante e fatta da una friabilissima pasta frolla.

A queste si aggiunge la storica santarosa, arricchita da crema pasticcera e amarene, oltre a tutte le varietà nate col tempo. La ricetta classica è stata più volte rivisitata per dare vita tantissime altre gustose bontà!

 

Amata tanto dagli italiani quanto dai turisti stranieri, questo golosissimo e fragrante pasticcino è ormai noto in tutto il mondo. Sicuramente l’avrete già assaggiata ma, dopo aver letto della sua storia…non vi è venuto un leggero languorino?